Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 21:37

Miracolo a Maria Pia: il Palazzo dei Congressi ritrova finalmente la sua vocazione (ed era ora!)

Miracolo a Maria Pia: il Palazzo dei Congressi ritrova finalmente la sua vocazione (ed era ora!)

Chi l’avrebbe mai detto? Dopo decenni trascorsi a interrogarsi sul destino dell’eterna incompiuta di Alghero, il Palazzo dei Congressi sta finalmente per vivere il suo momento di gloria. Dimenticate i grandi convegni internazionali, i summit di alta finanza o le rassegne culturali di respiro europeo: la vera svolta strategica per la Riviera del Corallo passa per il recupero culturale e sportivo del Pirumbì, Bruc capucc e Caval ara monta.

Stando a indiscrezioni circolate questa mattina con nostra immensa e mal celata gioia, tre distinti gruppi di illuminati cittadini avrebbero deciso di fondare altrettante società sportive. L’obiettivo? Salvare dall’estinzione quei gloriosi passatempi da sterrati nel centro storico, che la spietata concorrenza di FIFA,  PlayStation, pallavolo e basket moderni , ha colpevolmente spazzato via.

Del resto, una volta garantite le strutture per calcio e rugby, bike e corsa, era del tutto inaccettabile che i giovani algheresi crescessero senza padroneggiare la fine arte di saltare sulla schiena del compagno di squadra. Ed è qui che entra in gioco la visione urbanistica: i promotori si preparano a bussare alle porte del Comune proponendo un restyling concettuale dell’area di Maria Pia.

La pianificazione logistica è già da manuale:

Bruc capucc: troverà il suo habitat ideale tra le aiuole e lo sterrato circostante. Un ritorno alla terra di straordinario valore pedagogico.

Caval ara paret e Caval ara monta: per queste discipline olimpiche del salto d’impatto si sfrutterà un muro perimetrale della struttura, con tanto di pista di rincorsa dedicata ai giovani atleti dotati di elevazione e scarso senso del pericolo.

Pirumbì: la vera sfida organizzativa. Trattandosi di un’attività di battuta al volo, necessita di metrature più ampie. Ma che volete che sia un piccolo sforzo in più per la Giunta municipale di fronte a un simile rilancio del patrimonio immateriale?

Da parte dell’Amministrazione sarà praticamente impossibile dire di no. Perché se è vero che per discipline minori come Peu cossu o Korochè basta un marciapiede qualsiasi, qui parliamo di sport ad alta specializzazione infrastrutturale. Il Comune non potrà certo far finta di niente.

Anzi, se proprio dobbiamo muovere una critica a questi coraggiosi comitati promotori, è quella di aver difettato in ambizione: perché limitarsi a questo? Che fine ha fatto la proposta per il recupero del Tiralastic e della balduffura? L’attività di tiro di precisione con forcella in legno e cavo elastico avrebbe meritato a pieno titolo un centro  dedicato, magari con tanto di tribunette e zona hospitality.

Per ora si attendono con ansia le prime assemblee costitutive e l’invio formale delle richieste di concessione. Una cosa è certa: ad Alghero la programmazione sportiva e l’uso dei beni pubblici hanno finalmente trovato la loro stella polare.


Condividi: