Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 16:23

Estetica – Da oggi stop ad alcune sostanze tossiche per la ricostruzione delle unghie: lo impone il Regolamento Europeo

Estetica – Da oggi stop ad alcune sostanze tossiche per la ricostruzione delle unghie: lo impone il Regolamento Europeo

ESTETICA – Da oggi stop ad alcune sostanze tossiche per la
ricostruzione delle unghie: lo impone il Regolamento Europeo. Meloni
(Presidente Confartigianato Sardegna): “Non uno stravolgimento del
lavoro ma un adeguamento verso prodotti più sicuri e innovativi”. Ma
le imprese devono smaltire i prodotti ormai fuori legge.

Da oggi 1° settembre stop ai prodotti tossici per la cura e
ricostruzione delle unghie.

E’ una piccola, ma importante, rivoluzione quella che si appresta a
vivere il settore dell’estetica, sia per gli operatori della
ricostruzione unghie e trattamenti nail, sia per i loro clienti.

Infatti, con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/197 la
Commissione Europea ha aggiornato l’allegato VI del Regolamento CLP
(1272/2008), introducendo modifiche rilevanti in materia di
classificazione ed etichettatura armonizzata di sostanze chimiche
pericolose. Tra le sostanze interessate figurano due composti
comunemente impiegati nei saloni di estetica e nail: il
Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide, un fotoiniziatore essenziale
per la polimerizzazione degli smalti in gel sotto luce UV, e la
Dimethyltolylamine (N,N-dimetil-4-metilanilina), un condizionante che
migliora l’adesione dei prodotti come primer, smalti e gel. Entrambe
le sostanze da oggi sono classificate come tossiche, il che comporta
il divieto di immissione sul mercato e di utilizzo nei prodotti
cosmetici contenenti tali sostanze. Per questo non sarà più possibile
acquistare, vendere o distribuire cosmetici contenenti le sostanze
vietate.

Un comparto, quello del benessere, che in Sardegna conta circa 4.046
imprese del settore dei servizi di acconciatura e trattamenti
estetici, che offrono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e
trattamenti estetici. Di queste l’83,8% (3.392 realtà) sono artigiane,
con circa 8mila addetti.

“La novità – evidenzia Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna – costituisce un passo rilevante verso una migliore
protezione della salute e della sicurezza dei consumatori”. “Non
introduce stravolgimenti nel lavoro di tutti i giorni – precisa il
Presidente – molte delle sostanze ora proibite non erano praticamente
presenti nei nostri centri, e il settore da tempo ha scelto di
orientarsi verso prodotti più sicuri e innovativi. Gli adeguamenti
richiesti, nella maggior parte dei casi, risultano agevoli da mettere
in pratica”.

Confartigianato Sardegna ricorda agli estetisti che, quindi, non sarà
più possibile utilizzare i prodotti indicati nemmeno se già in
possesso, poiché il Regolamento europeo si applica anche agli
“utilizzatori finali”, ovvero tutti i professionisti che impiegano le
sostanze nell’ambito delle proprie attività. Ciò implica che non si
potranno più utilizzare prodotti contenenti le due sostanze sopra
indicate dopo la data di entrata in vigore del divieto. In poche
parole ne è vietato l’uso nei trattamenti in cabina o in qualunque
servizio al cliente. Quindi, l’Organizzazione Artigiana agli operatori
dell’estetica suggerisce di verificare l’INCI dei prodotti cosmetici
prima di ogni nuovo acquisto, richiedere ai fornitori una
dichiarazione scritta di conformità al Reg. (UE) 2025/877, sospendere
l’acquisto di cosmetici contenenti le sostanze vietate, non utilizzare
i prodotti dal 1 settembre, smaltire correttamente eventuali rimanenze
di magazzino, valutare la possibilità di accordi con i fornitori per
la restituzione o lo smaltimento dei prodotti non conformi, conservare
le fatture di acquisto e la contabilità di magazzino, per facilitare
eventuali rettifiche amministrative o fiscali. L’Associazione delle
Imprese Artigiane della Sardegna ricorda anche che attualmente non è
specificato dalla normativa se i prodotti non conformi vadano
restituiti ai fornitori o smaltiti in autonomia: questo aspetto sarà
oggetto di accordi tra le parti e che eventuali comunicazioni
contrarie da parte di distributori o rivenditori non sono allineate
con la normativa vigente, che è direttamente applicabile in tutti gli
Stati membri e non necessita di ulteriori recepimenti nazionali.

Per ciò che riguarda lo smaltimento, questo deve avvenire tramite
ditte autorizzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Come comunicato da Confartigianato nazionale, estetisti e
acconciatori, NON sono tenuti alla registrazione sul registro di
carico e scarico per lo smaltimento delle rimanenze dei prodotti
contenenti queste sostanze. Questo esonero è previsto dal comma 6
dell’art.190 del d.lgs 152/2006 per i codici ATECO 96.02.01, 96.02.02,
96.02.03 e 96.09.02. Tuttavia, resta l’obbligo di affidare i rifiuti
pericolosi a trasportatori autorizzati in alternativa, trasportare i
rifiuti in conto proprio previa iscrizione alla Sezione Regionale
dell’Albo Gestori Ambientali

“E’ fondamentale informare le nostre imprese che le nuove disposizioni
entrano in vigore da oggi 1° settembre e ancor più che non possono
essere utilizzati i prodotti già presenti all’interno dei saloni –
riprende Meloni – è nostro interesse preservare il benessere e la
salute delle nostre clienti, nel rispetto della legge”. “Dal momento
che la normativa non specifica se gli operatori debbano restituire i
prodotti non conformi al fornitore o smaltirli a propria cura –
conclude il Presidente – consigliamo alle nostre imprese di concordare
con loro la migliore modalità che consenta di mettere in sicurezza gli
operatori e la clientela”.


Condividi: