Venti lavoratori della storica azienda San Martino Srl, produttrice di acqua minerale, sono stati sospesi improvvisamente dal lavoro, senza alcun preavviso e senza alcuna spiegazione. Una doccia fredda, arrivata il 4 aprile come un fulmine a ciel sereno, che ha segnato l’inizio di un incubo per venti famiglie.
Tutto in conseguenza della decisione del Tribunale di Sassari che, con la sentenza n. 28/2025, ha rigettato il concordato preventivo, aprendo la procedura di liquidazione giudiziale.
La situazione è a dir poco drammatica. I dipendenti si trovano in sospensione non retribuita, senza alcuno stipendio da marzo e – paradossalmente – senza accesso alla NASpI, perché sono dipendenti formalmente ancora assunti, anche se non pagati! Non possono usufruire di nessun ammortizzatore sociale e di nessuna tutela.
Per ottenete quanto loro spetta di diritto – stipendi arretrati e TFR – dovranno attendere l’udienza fissata per il 16 luglio 2025, presentando un’istanza legale di insinuazione al passivo. E tutto uesto
senza alcuna garanzia che otterranno ciò che gli è dovuto.
Si era anche ventilata la possibilità di un esercizio provvisorio, utile a garantire una minima continuità produttiva e rendere attrattiva l’azienda per eventuali acquirenti. Ma a oggi, nulla è stato fatto.
Nessuna azione concreta, solo promesse disattese.
E intanto, venti famiglie sopravvivono attingendo alle ultime risorse economiche disponibili, nell’indifferenza totale delle istituzioni.
L’assenza di interventi da parte degli enti locali e regionali è sconcertante. Il silenzio della politica
sta condannando venti famiglie all’emarginazione sociale. Non una parola, non un atto concreto, nessuna iniziativa di supporto. Questo immobilismo è un tradimento verso chi, per anni, ha dato il
proprio contributo a una realtà produttiva importante per il territorio.
Vero è che la San Martino Srl aveva cercato di rilanciarsi, investendo in innovazione e nuove tecnologie, ma controversie legali con la Provincia di Sassari e le gravi lacune nella gestione della
crisi aziendale hanno trascinato tutto e tutti verso il baratro.
I dipendenti chiedono ora – con forza e dignità – come anche lo scrivente, l’attivazione immediata dell’esercizio provvisorio, misure di sostegno economico urgenti e un piano reale di rilancio
aziendale. Ignorare queste richieste significa condannare venti famiglie all’indigenza.
È inaccettabile che si stia assistendo inermi a una vera e propria emergenza sociale, che sta avvenendo proprio a casa nostra, nel nostro territorio. L’intervento delle istituzioni competenti non è
solo auspicabile: è doveroso, urgente e non più rimandabile. Ogni giorno che passa segna una ferita più profonda.
È tempo di agire, prima che la crisi San Martino si trasformi in una tragedia irreversibile, senza aspettare oltre.
Sassari, 03 maggio 2025
Il CONSIGLIERE REGIONALE
PIERO MAIELI








