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Alghero-Tempio, al “Pino Cuccureddu” tanto pubblico “diviso” per ragioni di sicurezza. L’Assessore Roberto Corbia e Giampiero Occhioni hanno toccato con mano il disagio del pubblico

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  • 24 Febbraio 2025, 09:35
Alghero-Tempio, al “Pino Cuccureddu” tanto pubblico “diviso” per ragioni di sicurezza. L’Assessore Roberto Corbia e Giampiero Occhioni hanno toccato con mano il disagio del pubblico

La partita fra Alghero e Tempio, giocata ieri, era una di quelle da bollino rosso, calde le tifoserie, e la Questura di Sassari ha messo in atto un protocollo cha ha gestito in maniera egregia tutto l’evento. Alla tifoseria ospite di Tempio è stata destinata tutta la tribuna a sud, agli Algheresi, tutta la tribuna a nord. Ingressi persino separati, con gli ultras tempiesi addirittura accompagnati all’ingresso, 5 minuti prima del fischio iniziale, negli spazi loro dedicati, gli algheresi con accesso da via dell’Ostro. Tutto è filato liscio, e gli uomini della Polizia e dei carabinieri, hanno controllato l’area anche abbondantemente dopo il triplice fischio finale.

Calcio vero quello andato in scena ieri al Pino Cuccureddu di Maria Pia, con tutti gli elementi condensati per bene: gran pubblico, tifo organizzato da ambo le pari, reti. Gioie finali per chi ha vinto e delusioni per i locali, che hanno sfoderato una gran bella prestazione, e regalato al numeroso pubblico persino il sogno di portare a casa una vittoria di gran valore, sogno durato un’ora di gioco, infrantosi in tre minuti folli nel secondo tempo. Anche questo è calcio, nella sua sostanza.

E il pomeriggio di calcio vero, vissuto a Maria Pia, ha riproposto i tutta evidenza il limite strutturale dell’impianto “Pino Cuccureddu”. I calciofili algheresi, tanti, hanno dovuto assistere alla partita stando in piedi e assiepati. Gli spazi sono quelli che tutti conosciamo, ma almeno due cose si devono sottolineare. La prima è che se davvero in questa città si vuole che il calcio ritorni a splendere, come sta avvenendo, si deve mettere mani alla struttura, con profonde trasformazioni. La seconda che stavolta avremmo voluto avere quella parte decisoria della politica cittadina, che dopo la spumeggiante partenza, e gli impegni presi pubblicamente, ad oggi non è dato sapere, quali siano i progetti in cantiere. Quello che risulta, perché fa parte degli archivi delle notizie certe, è che la struttura di Maria Pia abbia  disponibilità spendibile, visto che il 9 dicembre 2024 ha presentato domanda di riqualificazione dell’impianto sportivo di Maria Pia richiedendo un contributo di 175.000 €,  che è stato ammesso da parte della regione Sardegna. A questa cifra si aggiunge una quota di cofinanziamento obbligatorio pari a 23.550 euro, compresa una quota di cofinanziamento volontario pari a 36.950 €, fanno salire l’importo totale dell’intervento a 235.500 Euro, col 34,57% di cofinanziamento. Non solo, La struttura di Maria Pia, è destinataria da parte della Giunta Comunale, dopo aver approvato il documento di indirizzo alla progettazione (DIP), su proposta degli assessori alle opere pubbliche Francesco Marinaro e dell’impiantistica Enrico Daga, un  investimento per 450.000,00. Fatta la doverosa somma le risorse da destinare al “Pino Cuccureddu” ammontano ( per ora) a 685.000 Euro. Quindi la struttura va verso un ammodernamento e un adeguamento dell’impianto alle norme tecniche della Lega nazionale dilettanti e del Coni, con investimenti quantificati ad oggi, ma non è dato sapere se siano disponibili.

E che la struttura abbia bisogno di profonda ristrutturazione lo ha visto certamente l’Assessore Roberto Corbia, che insieme al Presidente della Commissione Consiliare ai LLPP Giampiero Occhioni era mischiato fra i tanti che posto a sedere non ne hanno trovato. E se Giampietro Occhioni del calcio è un appassionato da anni, per Roberto Corbia è cominciato un processo di iniziazione. E avrà notato non solo le criticità interne alla struttura, ma da Urbanista, avrà notato in maniera eclatante il disordine che regna proprio intorno alla struttura sportiva. Zero spazi per parcheggi, e strade limitrofe, intasate da soste obbligate e a rischio sanzione. Ma Roberto Corbia, ha indossato con notevole tempismo una verve sportiva inusitata, e pizzicato proprio sul tema ha chiosato: “abbiamo messo a fuoco delle aree esterne, le stiamo controllando e troveremmo una soluzione anche a questo”.

Va a finire che l’Assessore all’Urbanistica ha già fatto la foto all’insieme, ma più che procedere al momento con gli annunci, usa la tattica del fair play,  si immerge fra il numeroso pubblico, saluta, stringe le mani, e vive la normalità di una bella serata di calcio, condividendo con molti il disagio della poco accoglienza del manufatto.

Anche questa es l’Alguer, decaduta e assente per quasi tre lustri dal calcio che contava, e con essa è decaduta ed è stata  abbandonata, anche la struttura che accoglieva le gesta pallonare in giallorosso, ora costretta a inseguire un ritardo atavico, per la mancanza di progettazione, di visione futura, oggi relegata a cenerentola rispetto ad altre realtà vicine che hanno messo da tempo la freccia di sorpasso, e ci guardano con commiserazione. Ma davvero c’è bisogno di una acellerata, uno scatto di reni per provare  a restituire decoro e accoglienza a un campo di calcio che ( se) deve accogliere il futuro della squadra di calcio algherese. Ed è persino corretto che si sappia a che punto è oggi, lo stato dell’arte, soprattutto su due fronti: progetto e risorse da destinargli.

Nella foto di copertina il pubblico giallorosso assiepato a sinistra, il Tempiese a destra, e i due esponenti politici

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