Sabato 10 Ottobre, aggiornato alle 16:23

La Sardegna dice no alle pale in mare. Lo Stato e la Regione su sponde “contrapposte” del Mediterraneo e della transizione energetica.

La Sardegna dice no alle pale in mare. Lo Stato e la Regione su sponde “contrapposte” del Mediterraneo e della transizione energetica.

di Caspa
In queste ore, nell’ambito dei pareri nella Conferenza permanete dei rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, la regione Sarda attraverso l’assessorato agli Enti locali ha espresso parere negativo per l’installazione di impianti eolici off shore nello spazio marittimo Tirreno-Mediterraneo Occidentale. La regione ha motivato il parere negativo, tra l’altro per la mancanza di misure specifiche per un’area di mare tanto vasta e per l’assenza delle risorse economiche indicate necessarie all’interno del Piano di gestione dello spazio marittimo Tirreno-Mediterraneo Occidentale oltreché per la mancata regolamentazione degli impianti eolici off-shore.
La Regione altresì, nel motivare il proprio parere negativo, ha argomentato e chiesto che vengano previste nel Piano l’inserimento, per gli impianti eolici, il limite di 25 miglia dalla costa e della non visibilità dalla costa e dai percorsi panoramici, il divieto di installazione e passaggio di cavi in aree soggette a tutela ambientale, la previsione di studi degli impatti cumulativi in tutti i Piani di gestione e un limite massimo di potenza installabile corrispondente agli obiettivi di installazione fissati dal Pniec per la produzione nazionale senza tralasciare la garanzia di equa ripartizione dello sforzo produttivo di energia per evitare una concentrazione eccessiva in un’unica zona. La regione ha quindi ribadito che la transizione energetica deve essere pianificata nel rispetto del territorio e delle aspirazioni della cittadinanza, oltreché equa, democratica garantendo il patrimonio ambientale. E’ questo un altro capitolo che vede lo Stato e la regione su sponde “contrapposte” del Mediterraneo e della transizione energetica.


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