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Sit in a Punta Giglio degli attivisti. Notevole dispiegamento di Forze dell’Ordine, tre ore per un compromesso

Sit in a Punta Giglio degli attivisti. Notevole dispiegamento di Forze dell’Ordine, tre ore per un compromesso

Stasera a Punta Giglio si è raggiunto, forse, il punto più alto della querelle in corso fra il Comitato composto da cittadini, e la Cooperativa che sta effettuando i lavori di rifunzionalizzazione dell’ex caserma. Neanche fra gli attivisti era immaginabile che stasera a Punta Giglio si sarebbe vissuta una serata ad alti contenuti di protesta, roba mai vista prima di oggi. A Punta Giglio c’è stato un grande dispiegamento di uomini delle forze dell’Ordine, tutte intervenute perché si è temuto che la protesta potesse degenerare. Sul posto oltre agli uomini della Polizia di Stato, anche uno squadrone di Abbasanta, i Carabinieri anche loro in forze, uomini della Radiomobile e non solo, presente una pattuglia della Polizia Locale, poi una pattuglia del Corpo di Vigilanza Ambientale. Decine e decine di uomini in divisa.

L’oggetto del contendere oggi, era la volontà di una cinquantina di attivisti, di andare oltre lo sbarramento dell’area interdetta, tutto perché i lavori dovevano essere conclusi entro il 2 di Agosto. Non è stato possibile, ma non solo, a farne le spese sono stati gli operai che stavano per lasciare il cantiere, e i loro due camioncini, che aprendo i cancelli potevano consentire al folto gruppo del Comitato la possibilità di entrare “da cittadini liberi” hanno sovente ripetuto.

“Ci impediscono di uscire” hanno commentato gli operai, “non è vero” hanno ribadito a più riprese i presenti militanti del Comitato. Insomma un tira e molla che ha provocato il risentimento di qualcuno degli operai costretti loro malgrado a stare dentro la diatriba. Ne è nata una lunga interlocuzione fra forze dell’Ordine presenti, prima di Polizia poi dei Carabinieri che alla fine hanno sbloccato l’empasse e consentito l’uscita di uomini e mezzi compresa una pala meccanica che è stata caricata su un pianale.

E ancora lunghe discussioni, fra componenti del Comitato che spiegavano le loro ragioni, e le forze di Polizia impegnate a dissuadere i presenti dall’azione clamorosa. All’arrivo di una pattuglia del Corpo di Vigilanza Ambientale, si è tentata una interlocuzione ulteriore, ma la distanza fra le parti è stata sempre notevole. Si è più volte additato il cartello che segnala l’inizio e la fine dei lavori, e le date sono inequivocabili, la fine era prevista il 2 di Agosto, quindi da ieri a Punta Giglio non si dovrebbe lavorare. Da parte dei componenti del Quinto Elemento ci è stato detto che si stava scantierando l’area. Si stava liberando l’area dai mezzi meccanici, che si stava procedendo, per rendere la strada fruibile quanto prima. Previo collaudo. Manca la realizzazione di un pozzetto a valle, e l’area verrà resa disponibile. Questione di tempi tecnici.

Ma da parte dei componenti del Comitato la richiesta era sempre la stessa: perché non poteva transitare se i lavori erano conclusi? Chi ha autorizzato i lavori che si stanno protraendo oltre la data del 2 Agosto?

In tarda serata a Punta Giglio sono arrivati il Dirigente del Commissariato di Alghero la Drssa Claudia Maria Gallo e il Comandante dei Carabinieri Pietro Barrel, l’obiettivo era quello di sbloccare l’empasse con i manifestanti. La Dirigente Gallo ha subito intrattenuto una serrata interlocuzione fra i portavoce del Comitato, la Guarda Forestale, e poiché chiamato, anche con l’avvocato della Società il Quinto Elemento. Lo stesso in altro spazio ha fatto il Capitano dei Carabinieri Barrel, che ha trovato in Giovanni Oliva un suo principale interlocutore. Difficile seguire i termini delle interlocuzioni intercorse, che avvenivano in sequenza rapida e su argomenti che si succedevano, dove le forze dell’Ordine hanno dovuto ascoltare le ragioni di tutti, indistintamente. Alla fine dopo tre ore di sit in dei manifestanti, e alcuni momenti di tensione, la situazione si è sbloccata. La dirigente di Polizia D.ssa Claudia Maria Gallo , in contatto con i superiori della Questura e la Prefettura, ha comunicato che la società, per il tramite del proprio Legale, aveva inoltrato domanda di collaudo della stradina, che ancora per poco, forse un giorno o due, e sarebbe stata riaperta alla fruizione pubblica, previa a autorizzazione dell’ente preposto. “E quanti giorni”? Si ribatte da chi ascoltava con attenzione, infilando l’argomento della variante non sostanziale che dev’essere ancora valutata nel Conferenza dei servizi indetta dall’amministrazione Comunale. Cosa da non dibattere a cielo aperto en plein air, e soprattutto non al cospetto delle forze dell’Ordine impegnate e preoccupate della gestione dell’ordine pubblico in primis.

Una lunghissima serata ancora con Punta Giglio salito alla ribalta della cronaca, e a sentire le persone presenti si ha la sensazione che questa di Punta Giglio è una storia, che solo un magistrato potrà dirimere. Oggi ancora, e ulteriormente si è avuta la conferma che da una parte c’è chi è stato autorizzato a fare certi lavori, e dall’altra quelli che sostengono che i lavori siano stati autorizzati non osservando le norme in essere a tutela della Zona Sic e Zps. E non ci sono elementi e possibilità di dialogo se non un muro contro muro che dura da mesi. Fra i duellanti sino ad oggi a parole e a carte bollate, ci sono le forze di Polizia chiamate in causa ogni volta che si ha sentore che la diatriba possa degenerare. Aspettando che il Magistrato che indaga su Punta Giglio abbia chiuso la sua richiesta di atti a tutti gli organi interessati nell’articolata procedura autorizzativa, per potersi pronunciare.


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