Venerdì 16 Ottobre, aggiornato alle 23:20

Sanità, Salaris: Il personale in maternità va sostituito. Non si può chiedere ai reparti di reggere sulle spalle di chi resta

Sanità, Salaris: Il personale in maternità va sostituito. Non si può chiedere ai reparti di reggere sulle spalle di chi resta


Il caso della Neuropsichiatria infantile di Sassari conferma le preoccupazioni sollevate nell’interrogazione presentata nei giorni scorsi.

«La notizia delle difficoltà che stanno interessando le attività della Neuropsichiatria infantile di Sassari è un ulteriore campanello d’allarme su una situazione che avevamo già portato all’attenzione della Giunta regionale. Quando manca personale, e quel personale non viene tempestivamente sostituito, a pagare il prezzo sono i servizi e soprattutto i cittadini.»

Lo afferma il consigliere regionale dei Riformatori Sardi Aldo Salaris come primo firmatario  dell’interrogazione sulla mancata sostituzione del personale in maternità nelle aziende del sistema sanitario regionale.

La questione – sottolinea Salaris – non riguarda il diritto alla maternità, che deve essere pienamente tutelato e garantito, ma è responsabilità dell’organizzazione sanitaria fare in modo che l’assenza venga coperta e che il reparto continui a funzionare regolarmente».

L’interrogazione evidenzia come, in un sistema sanitario già caratterizzato da una grave carenza di medici e personale sanitario, la mancata sostituzione delle assenze per maternità finisca per aggravare ulteriormente la situazione, lasciando reparti e servizi sguarniti, aumentando i carichi di lavoro degli operatori in servizio e determinando possibili riduzioni delle prestazioni agli utenti.

«Quello che sta emergendo a Sassari – prosegue Salaris – è particolarmente preoccupante perché riguarda un servizio delicato come la Neuropsichiatria infantile. Quando si parla di bambini e di famiglie che hanno bisogno di visite, valutazioni e percorsi assistenziali, ogni riduzione dell’offerta sanitaria produce conseguenze concrete e immediate».

«In queste ore, inoltre, mi sono state segnalate ulteriori criticità relative alla copertura degli organici e alle procedure di reclutamento che interesserebbero anche altre strutture. Sono elementi che devono essere verificati e sui quali chiederò alla Regione risposte precise. Non possiamo limitarci a prendere atto delle difficoltà quando un reparto è già in affanno, bisogna intervenire prima».

Per Salaris il punto centrale è che «la Regione deve verificare, azienda per azienda, quali siano le assenze non coperte, quali servizi stiano subendo una riduzione delle prestazioni e perché non si stia procedendo alle sostituzioni necessarie. La nostra interrogazione nasce proprio da questa esigenza. Abbiamo un sistema sanitario che già fatica a garantire risposte tempestive ai cittadini. Non possiamo permettere che le carenze di personale vengano ulteriormente amplificate da assenze prevedibili e temporanee. Se un medico o un operatore sanitario va in maternità, quella lavoratrice deve poter vivere serenamente il proprio diritto senza che il reparto venga lasciato scoperto. La Regione – conclude Salaris – deve dare una risposta chiara: quanti sono i posti che oggi risultano scoperti per mancata sostituzione del personale in maternità? Quali aziende hanno provveduto alle sostituzioni e quali no? E soprattutto, quali provvedimenti intende assumere per garantire che i servizi non vengano ridotti? Non servono annunci, servono organizzazione, personale e servizi garantiti ai cittadini»


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