Lunedì 12 Ottobre, aggiornato alle 21:17

“Note di Fine Estate”: tre serate, sei cori, sei storie da ascoltare nel cuore di Alghero

“Note di Fine Estate”: tre serate, sei cori, sei storie da ascoltare nel cuore di Alghero

Tre serate, sei cori, sei storie da ascoltare nel cuore di Alghero
Ci sono appuntamenti che, anno dopo anno, smettono di essere semplicemente degli eventi e diventano parte della storia culturale di una città. “Note di Fine Estate” raggiunge la sua 33ª edizione e torna ad Alghero dal 18 al 20 settembre 2026, nella suggestiva cornice della Cattedrale di Santa Maria, per tre serate dedicate alla musica corale, all’incontro e alla condivisione. Trentatré edizioni significano migliaia di voci passate da Alghero, repertori e tradizioni differenti, amicizie nate attraverso la musica, direttori, coristi, compositori, pagine sacre e profane. Ma significano soprattutto la volontà, rimasta intatta nel tempo, di fare della coralità un’occasione per incontrare persone e culture attraverso il canto. L’edizione 2026 propone un piccolo viaggio attraverso modi diversi di intendere il coro.
Le radici, l’incontro, la polifonia.
Tre serate che avranno ciascuna una propria identità e che, insieme, racconteranno quanto possa essere vasto il mondo della musica corale.

VENERDÌ 18 SETTEMBRE
LE RADICI – Quando il canto racconta una terra

La prima serata sarà affidata a due formazioni maschili profondamente legate alla cultura musicale della Sardegna: gli Amici del Canto Sardo, diretti dal M° Salvatore Bulla, e il Coro Logudoro di Usini, diretto dal M° Dario Pinna.
Gli Amici del Canto Sardo portano già nel nome la loro dichiarazione d’intenti: custodire e valorizzare attraverso le voci la lingua, la poesia e la musica della nostra Isola. Nato dall’incontro di amici accomunati dalla passione per il canto sardo, il coro ha costruito negli anni un’intensa attività concertistica in Sardegna, nella Penisola e all’estero. Una particolarità racconta immediatamente il legame con la tradizione: le quattro sezioni vocali mantengono le denominazioni Boghe, Mesa ‘oghe, Contra e Bassu. Una coralità nella quale la musica incontra frequentemente la poesia e le parole degli autori sardi diventano materia sonora, memoria condivisa e racconto di una terra. Con loro il Coro Logudoro di Usini, diretto dal M° Dario Pinna, altra espressione della vocalità maschile sarda e di quel modo particolare di fare musica nel quale canto, lingua, comunità e appartenenza sono difficili da separare. Sarà dunque una serata nella quale le voci parleranno soprattutto di radici. Radici che non significano nostalgia o immobilità, ma consapevolezza di ciò che siamo e di ciò che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto. Perché una tradizione rimane viva soltanto quando qualcuno continua a darle voce.

SABATO 19 SETTEMBRE 
L’INCONTRO – Due mondi, due storie, un’unica passione

La seconda serata cambierà completamente prospettiva.
Sul palco della Rassegna si incontreranno infatti due esperienze molto differenti: Il Coro di Circe, diretto dal M° Eleonora Peana, e il Coro Lachesos di Mores, diretto dal M° Antonio Casu. Ed è proprio questa diversità a rendere particolarmente interessante la serata. Il Coro di Circe è la formazione più giovane presente in questa edizione. Fondato nel 2023 dalla cantante e compositrice Eleonora Peana, è un coro femminile a cappella, nato inizialmente con l’idea di proporre musica leggera attraversando generi e stili differenti. La sua identità artistica si è progressivamente definita attraverso le composizioni originali della direttrice e i suoi arrangiamenti di successi italiani e internazionali. E dietro il suo nome si nasconde una storia affascinante. L’ispirazione arriva dal romanzo best-seller Circe di Madeline Miller, nel quale la celebre figura mitologica viene riletta come una donna capace di trasformare l’esilio e la difficoltà in un percorso di conoscenza, consapevolezza e conquista della propria forza. Ma c’è soprattutto un particolare che sembra scritto apposta per dare un nome a un coro: nei testi classici Circe è la dea “con voce umana”. Una caratteristica eccezionale per una divinità della sua stirpe. E Circe, raccontano le fonti, ama cantare. Una suggestione bellissima per una formazione che ha scelto proprio la voce femminile, senza accompagnamento strumentale, come centro della propria ricerca musicale. A dialogare con questa esperienza giovane sarà il Coro Lachesos di Mores, diretto dal M° Antonio Casu, formazione dalla storia ben più lunga e profondamente radicata nella propria comunità. Il suo stesso nome richiama il Monte Lachesos, legando immediatamente l’identità del coro al territorio di Mores. Nel repertorio trovano spazio anche le parole di importanti poeti della Sardegna – da Giuseppe Calvia a Peppinu Mereu, da Antioco Casula “Montanaru” a Efisio Soletta e Paolicu Mossa – restituite attraverso quella particolare relazione fra poesia, lingua e armonia che costituisce uno dei tratti più riconoscibili della coralità isolana.
Il nuovo e la tradizione.�Voci femminili e voci maschili.�La musica leggera e la poesia sarda. Due esperienze apparentemente lontane che si incontreranno nello stesso luogo e nella stessa sera. E forse è proprio questo uno dei significati più autentici di una Rassegna corale: non cercare ciò che rende tutti uguali, ma scoprire quanto possa essere bello ascoltare le differenze.

DOMENICA 20 SETTEMBRE
LA POLIFONIA – Trent’anni di musica che si incontrano
La serata conclusiva riunirà due realtà con una lunga esperienza musicale: l’Associazione Corale “Gioacchino Rossini” di Sassari, diretta dal M° Clara Antoniciello, e il Coro Matilde Salvador di Alghero, diretto dal M° Paolo Carta, con il M° Francesco Saba al pianoforte.
C’è anche una curiosa coincidenza ad accomunarle: entrambe le formazioni sono nate nel 1992. Più di trent’anni di attività durante i quali repertori, esperienze e incontri hanno contribuito a costruire due identità artistiche differenti, accomunate dalla ricerca musicale e dalla passione per la polifonia. L’Associazione Corale “Gioacchino Rossini” rappresenta una delle realtà consolidate del panorama corale sassarese. Sotto la direzione di Clara Antoniciello ha affrontato repertori appartenenti a epoche e linguaggi diversi, dal Rinascimento alla musica contemporanea, affiancando alla grande tradizione polifonica anche pagine della cultura musicale sarda. Un percorso fatto di concerti, concorsi, riconoscimenti, produzioni e collaborazioni che ha portato il coro a confrontarsi con contesti musicali differenti, senza rinunciare alla propria identità. A concludere la Rassegna saranno quindi i padroni di casa, il Coro Matilde Salvador di Alghero, espressione dell’Associazione Akademia Cantus et Fidis, organizzatrice di “Note di Fine Estate”. Nato anch’esso nel 1992, il coro ha sviluppato nel corso degli anni un repertorio ampio, nel quale convivono musica sacra e profana, polifonia classica e contemporanea, attenzione alla cultura musicale algherese e catalana e progetti capaci di incontrare anche linguaggi meno consueti per una formazione corale. Una ricerca che ha portato il Matilde Salvador a partecipare a manifestazioni e incontri in Sardegna, in Italia e all’estero e a costruire nel tempo relazioni con altre realtà corali, mantenendo sempre particolarmente vivo il rapporto con Alghero e con la sua identità culturale e linguistica.
Per la serata conclusiva, accanto alle voci del coro ci sarà il pianoforte del M° Francesco Saba.
E toccherà proprio ai padroni di casa affidare alla musica le ultime note della 33ª edizione.

🎵 SEI CORI, TRE SERE, UNA SOLA RASSEGNA
Dietro quei numeri ci sono però decine di persone che arriveranno ad Alghero portando con sé prove, studio, chilometri percorsi, repertori, tradizioni e storie diverse. E per qualche ora faranno una cosa antichissima e sempre nuova: respirare insieme per trasformare il respiro in suono. È forse questa la ragione per cui il canto corale continua ad affascinare. In un coro nessuna voce può sostituire tutte le altre. Ognuna conserva il proprio timbro e la propria identità, ma ha bisogno delle altre. E quando respiri, suoni, sensibilità ed esperienze differenti riescono a trovare un equilibrio comune, nasce qualcosa che nessuno potrebbe realizzare da solo. È anche questo, da trentatré edizioni, lo spirito di “Note di Fine Estate”. Non una competizione, ma un incontro. Non soltanto una successione di concerti, ma un luogo nel quale le persone si conoscono attraverso la musica. E non è casuale che tutto questo avvenga ad Alghero, città che da sempre porta dentro di sé l’incontro fra identità, lingue e culture differenti. Nella Cattedrale di Santa Maria – Alghero nelle giornate del 18/19/20 settembre 2026 con inizio concerti: ore 20.45 L’ ingresso è gratuito. Un grazie di cuore va a Mons. Angelo Cocco per la disponibilità e per l’attenzione mostrata nei confronti del nostro coro. E un pensiero speciale per i nostri amici del Polisoccorso che ci permettono di portare avanti la nostra attività.


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