Pittalis, segretario regionale di Forza Italia: «La presidente tenta di mettere in cattiva luce il Governo di centrodestra, ma dimentica il conto lasciato dai governi Conte e soprattutto dimentica il disastro della sanità sarda»
Cagliari, 13 settembre 2026 -Ad Alghero Alessandra Todde ha scelto ancora una volta la strada più facile: attaccare il Governo e parlare della necessità di evitare altri cinque anni di centrodestra. Una narrazione propagandistica tutta politica, perfettamente calata nella Festa dell’Unità, ma molto lontana dai problemi concreti della Sardegna.
La presidente della Regione si è dimenticata, per esempio, di ricordare quale sia stato il conto delle principali misure varate dai governi Conte, di cui il Movimento 5 Stelle è stato protagonista.
«Si è dimenticata di parlare del Reddito di cittadinanza, costato oltre 34 miliardi nell’intera durata della misura. Si è dimenticata del Superbonus 110%, introdotto dal governo Conte II, il cui conto per lo Stato ha superato i 150 miliardi. Si è dimenticata dei circa 119 milioni spesi per i banchi a rotelle e della maxi-fornitura di mascherine per circa 1,25 miliardi, sulla quale sono state sollevate pesanti contestazioni sulla conformità di una parte dei dispositivi».
«Non diciamo che ogni euro di queste somme sia uno “spreco” in senso tecnico o giudiziario – precisa Pittalis –. Diciamo una cosa molto semplice: prima di impartire lezioni sul futuro del Paese sarebbe opportuno ricordare agli italiani il conto delle scelte compiute dai governi di cui il Movimento 5 Stelle è stato protagonista».
E c’è poi un’altra dimenticanza significativa: l’Italia di oggi non è quella che Todde racconta.
«La presidente parla come se l’Italia fosse ancora quella lasciata dai governi Conte. Ma nel frattempo il Paese ha cambiato passo e, soprattutto, è cambiata la sua percezione internazionale. Non lo dice Forza Italia: lo rilevano organismi internazionali e lo racconta la stampa economica internazionale».
Il Financial Times ha sottolineato la significativa crescita del reddito pro capite italiano negli ultimi anni e il forte miglioramento della posizione dell’Italia rispetto agli anni della crisi dell’eurozona.
L’OCSE, nel suo più recente studio sull’Italia, parla di un’economia che ha mostrato resilienza di fronte agli shock globali, evidenzia la crescita dell’occupazione e dei redditi reali e riconosce il ruolo delle riforme e degli investimenti del PNRR nel sostenere l’economia e il risanamento dei conti pubblici.
E anche i dati della Commissione europea mostrano che il deficit italiano è sceso dal 3,4% del PIL nel 2024 al 3,1% nel 2025, con una previsione di ulteriore riduzione al 2,9% nel 2026.
«Naturalmente – sottolinea Pittalis – non sosteniamo che tutti i problemi siano risolti. Il debito è ancora troppo alto e la crescita deve essere rafforzata. Ma proprio per questo è singolare sentire Todde parlare dell’Italia come se fosse ancora ferma alla stagione dei governi Conte. Il confronto serio dovrebbe essere sui risultati, sulla stabilità, sulla credibilità internazionale e sulla capacità di tenere insieme crescita e conti pubblici».
«Todde può continuare a puntare il dito contro altri 5 anni di centrodestra. Ma prima dovrebbe spiegare ai sardi che cosa ha prodotto, in questi due anni e mezzo, il suo governo della Sardegna».
Ed è qui che emerge il vero problema.
La presidente della Regione è anche assessora ad interim della Sanità e, secondo Pittalis, proprio sulla sanità il bilancio è particolarmente deludente.
«La gestione della sanità sarda è stata una delusione. Le liste d’attesa continuano a essere un problema, mancano medici e personale sanitario, molte strutture hanno bisogno di essere adeguate e non sono sufficienti apparecchiature e servizi. I cittadini continuano a incontrare difficoltà nell’accesso alle cure e a confrontarsi con una sanità che troppo spesso funziona a macchia di leopardo».
«In questi due anni e mezzo – prosegue Pittalis – non abbiamo visto la svolta promessa. Abbiamo visto soprattutto una forte attenzione alla gestione politica della sanità, alla sostituzione dei vertici, al poltronificio e alla ricerca di dirigenti di riferimento. Ma la sanità non si governa occupando caselle».
«Si governa mettendo medici nei reparti, riducendo le liste d’attesa, facendo funzionare gli ospedali e i distretti, acquistando le apparecchiature necessarie e garantendo servizi adeguati ai cittadini. È su questo che la presidente dovrebbe essere giudicata». «Sulle politiche energetiche è preferibile stendere un velo pietoso. Ma il loro livello è certificato dalle tre sentenze della Corte costituzionale che hanno demolito i pasticci legislativi della Todde.»
Anche sul 41-bis, secondo il segretario regionale di Forza Italia, «serve meno propaganda e più responsabilità istituzionale».
«La sicurezza e la lotta alla criminalità organizzata sono questioni troppo serie per essere trasformate nell’ennesimo terreno di scontro politico. La Sardegna ha diritto di essere ascoltata e di vedere tutelate le proprie esigenze, ma questo richiede un confronto serio con il Governo, non slogan da campagna elettorale».
«La presidente Todde – conclude Pittalis – può anche continuare a fare propaganda. Ma i sardi chiedono altro: sanità, trasporti, infrastrutture, lavoro, sviluppo e servizi. Chiedono risultati. Dopo oltre due anni e mezzo di governo regionale, Todde dovrebbe spiegare che cosa è concretamente cambiato nella vita dei cittadini sardi. Per ora vediamo soprattutto annunci, polemiche e propaganda. È stata una straordinaria delusione. Attendiamo tempi migliori», chiude la nota stampa








