Giovedì 8 Ottobre, aggiornato alle 23:18

Festa dell’Unità ad Alghero, Il Segretario cittadino del PD Enrico Daga: Cinque giorni intensi di politica, cultura, musica, confronto e comunità. I ringraziamenti

Festa dell’Unità ad Alghero, Il Segretario cittadino del PD Enrico Daga: Cinque giorni intensi di politica, cultura, musica, confronto e comunità. I ringraziamenti

“Ieri si è chiusa la Festa dell’Unità regionale di Alghero.


Cinque giorni intensi di politica, cultura, musica, confronto e comunità.
Cinque giorni nei quali Alghero ha accolto la Sardegna, e il primo grazie va proprio alla città e agli algheresi.
Grazie a Silvio Lai, Massimo Pintus, Ivana Russu, Giovanna Scanu, Antonello Lullia, alla struttura regionale e provinciale del PD, al circolo di Alghero e tutti i circoli sardi, ai Giovani Democratici, al sindaco Raimondo Cacciotto, agli amministratori e a tutti coloro che hanno voluto questa Festa.
Grazie alle circa 200 volontarie e volontari, alla Pro Loco di Ittiri, a chi ha lavorato alla cucina, ai tavoli, alla logistica, ai palchi, alla comunicazione e dietro le quinte.
Un ringraziamento importante alla Capitaneria di Porto, al comando di Polizia Municipale di Alghero, al Demanio regionale, ai funzionari e agli uffici del Comune di Alghero, agli addetti alla sicurezza e a tutti coloro che hanno garantito, con professionalità, che ogni giornata potesse svolgersi nel modo migliore.
Grazie alla presidente Alessandra Todde, a Piero Comandini, ai parlamentari, agli europarlamentari, agli assessori e consiglieri regionali, ai sindaci, agli amministratori, ai sindacati, alle categorie economiche, alle associazioni, all’università, al mondo della cultura e del sociale, agli scrittori e ai giornalisti.
E grazie agli artisti e ai musicisti che ogni sera ci hanno permesso di chiudere la giornata in musica, trasformando il confronto politico in una vera festa popolare.
Abbiamo voluto una Festa aperta, non una riunione di partito, una piazza nella quale persone diverse potessero incontrarsi e discutere del futuro della Sardegna, e credo che Alghero sia stata il luogo ideale per farlo.
Perché Alghero oggi è una città laboratorio: una città che sperimenta, che tiene insieme turismo e qualità della vita, innovazione e identità, attrattività e servizi, ambiente, università, impresa, sport, cultura e nuove politiche urbane.
Molti dei grandi temi affrontati in questi cinque giorni qui non sono teoria, ma questioni concrete sulle quali la città sta già lavorando.
Per questo Alghero non è stata soltanto lo scenario della Festa.
È stata parte della discussione, ed è forse questo il significato politico più forte che ci portiamo dentro.

Le luci della Festa si sono spente, il nostro agire politico, invece, continua.

 


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