Roma, 11 settembre 2026 -«Sulla casa Forza Italia dice un no chiaro. L’emergenza abitativa è un problema serio, ma non può essere affrontata mettendo sotto tutela la proprietà privata. Il nuovo regolamento europeo sull’Affordable Housing va ritirato e radicalmente ripensato».
Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, intervenendo sul nuovo quadro europeo in materia di politiche abitative.
«Dietro la giusta esigenza di aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili – osserva Tedde – non possiamo accettare che si apra la strada a limitazioni dell’utilizzo e della disponibilità degli immobili privati. Se in determinate aree considerate critiche si introduce la possibilità di intervenire sugli affitti brevi o sulle vendite degli immobili residenziali, il rischio è quello di comprimere concretamente un diritto fondamentale».
«È una strada che non condividiamo. E non perché Forza Italia non voglia affrontare l’emergenza abitativa, ma esattamente per il motivo opposto: vogliamo politiche che aumentino l’offerta di case, favoriscano gli investimenti, recuperino il patrimonio edilizio inutilizzato e rendano più semplice costruire e ristrutturare. Non servono nuove restrizioni sulla proprietà privata».
Tedde richiama quindi la posizione assunta dal segretario nazionale Antonio Tajani e dall’intero partito: «La casa è un bene fondamentale e la proprietà privata è un diritto che va difeso. Non possiamo accettare che una parte della sinistra europea continui a vedere nella proprietà immobiliare il problema da colpire, anziché uno degli strumenti attraverso cui affrontare il problema abitativo».
«Forza Italia – prosegue Tedde – farà la propria parte nel Partito Popolare Europeo. Abbiamo già lavorato perché questa impostazione venga contestata e continueremo a farlo. Il PPE deve avere una posizione chiara: sostenere politiche abitative efficaci, ma respingere qualsiasi deriva ideologica o punitiva nei confronti dei proprietari».
«Non accetteremo – conclude Tedde – un’Europa che pretende di risolvere la crisi della casa limitando la libertà dei cittadini. La proprietà privata non è una colpa, non è un privilegio e non può diventare il bersaglio di nuove penalizzazioni normative. Se l’obiettivo è dare più case agli europei, si costruiscano le condizioni per averne di più. Non si tolga libertà a chi una casa la possiede già».








