ALGHERO – Partenza col botto ad Alghero per la Festa dell’Unità, che torna in Sardegna dopo 15 anni di assenza (e a 40 anni dall’ultima edizione algherese). Un’inaugurazione ben oltre le più rosee previsioni, con un’affluenza costante fin dal tardo pomeriggio che ha affollato le aree dibattito e si è poi raccolta sotto il palco per il concerto di Piero Marras.
Traccia un primo bilancio entusiasta Silvio Lai, parlamentare del Partito Democratico e segretario regionale del PD, che non nasconde la propria soddisfazione per la grande risposta di pubblico e di partecipazione politica.
Un ritorno atteso in città, con oltre 1.000 presenze per fare comunità
«Siamo davvero molto contenti per come è andata questa prima giornata. Parlano i numeri – solo in cucina sono passate non meno di mille persone – ma soprattutto la straordinaria partecipazione ai dibattiti. Abbiamo avuto ospiti di altissimo livello che si sono rivelati all’altezza delle aspettative e siamo onorati che abbiano accettato di venire ad aprire la festa qui ad Alghero.
La Festa dell’Unità è questo: è comunità, è uno spazio in cui ci si può ritrovare per stare insieme, bere una birra o mangiare qualcosa, ma è anche il luogo in cui scegliere di parlare di argomenti scomodi. Quelli che si sentono in televisione, ma dove c’è sempre quel distacco tra te e lo schermo. Noi quello schermo lo vogliamo superare: la festa è un’occasione per discutere e confrontarsi senza reti.»
L’obiettivo dichiarato è stato quello di aprire alla società civile e superare i confini di partito
«Abbiamo voluto creare questo spazio anche per dare continuità a quanto emerso durante la campagna referendaria: ci siamo resi conto che ci sono molte più persone, rispetto a quelle che scelgono direttamente i partiti, disponibili a fare politica e ad impegnarsi.
Usiamo un contesto ‘antico’, che risulta rassicurante per molte persone, ma lo facciamo per parlare di futuro.»
Con Silvio Lai c’è anche l’analisi sull’avanzata della destra in Germania e l’insicurezza sociale
“Commentando i temi di attualità affrontati nei dibattiti con ospiti come la professoressa Carla Bassu, Giuseppe Provenzano e Peppe Giannini, Lai si è soffermato sul voto in Germania:
«Far finta che l’avanzata dell’estrema destra (AfD) in Germania sia soltanto il voto di persone che tornano ad essere naziste è sminuente. Se si analizza quel voto, si vede che per due terzi è composto da operai che hanno paura di perdere il lavoro nella grande Germania, la storica locomotiva d’Europa.
C’è un tema serio su cui dobbiamo riflettere: l’insicurezza verso il futuro che colpisce le persone più deboli, anche quelle che un lavoro ce l’hanno, e ancora di più i giovani. L’idea che la risposta possa essere la chiusura dentro i propri confini è errata, ma in questo momento attrae chi guarda al passato con nostalgia. Noi dobbiamo saper proporre un’alternativa di futuro.»
Silvio lai si ferma sull’emergenza climatica e la transizione energetica in Sardegna
Ampio spazio durante la giornata è stato dedicato ai cambiamenti climatici, all’ambiente e alle rinnovabili:
«I cambiamenti climatici non sono una possibilità, sono una realtà: ci stanno facendo sopportare temperature mostruose sulla terra e nel mare. Recentemente si sono raggiunti i 32°C nel mare davanti a Porto Torres: è un segnale d’allarme, perché la centrale di Fiume Santo può funzionare soltanto se l’acqua non supera i 34°C, altrimenti si rischia il blocco. Parliamo della centrale che equilibra l’energia elettrica in Sardegna e garantisce la continuità anche agli ospedali.
La soluzione non è certo tenere attivo il carbone, ma andare convintamente verso il Green Deal e le energie rinnovabili. Dobbiamo farlo senza ‘se’ e senza ‘ma’, evitando le speculazioni e seguendo la strada che sta tracciando la Regione: una grande società pubblica di energie rinnovabili i cui utili ritornino direttamente nelle bollette dei cittadini sardi. È un percorso fattibile: ne parleremo anche con il responsabile delle relazioni istituzionali di Dolomiti Energia, un modello pubblico di successo in Alto Adige.
Accanto a questo, dobbiamo stare attenti a ogni spreco: migliorare la climatizzazione degli edifici, l’efficienza delle auto e fare tutto il possibile per evitare che il clima peggiori. Quello che stiamo lasciando ai ragazzi è un mondo con un tempo impazzito che non si meritano: la responsabilità è tutta nostra e abbiamo il dovere di intervenire.»
Un Segretario che comincia a raccogliere i frutti di un grande sforzo compiuto, è non è passato inosservato persino il profile che ilParlamentare del Pd sta tenendo, vive le serate in mezzo a tutti, a sentir gli umori e stringere tante mani, ma in maniera defilata e composta, evitando, forse per scelta, la luce dei palchi, che nell’area portuale non mancano di certo ed è lasciata agli altri, agli ospiti, a chi dice e racconta di una realtà composita e complessa nello scacchiere nazionale e internazionale, che viaggia velocemente verso il passato







