Giovedì 8 Ottobre, aggiornato alle 23:18

Putifigari – “Sèmenes” un festival letterario che semina idee e genera riflessione su cultura ambientale e sostenibilità

Putifigari – “Sèmenes”  un festival letterario che semina idee e genera riflessione su cultura ambientale e sostenibilità

Un festival letterario che semina idee e genera riflessione su cultura ambientale e sostenibilità, temi mai così attuali come in questo tempo

Fuori i primi nomi:  Mario Tozzi e Enzo Favata, Stefania Divertito e Sergio Costa

Incontri, presentazioni, laboratori e dibattiti utili a seminare idee, generare riflessione, alimentare la conoscenza e far crescere una consapevole cultura ambientale e sostenibile

Sémenes torna a Putifigari: (24, 25, 26 e 27 settembre). Volontà ribadita dall’Amministrazione comunale e dall’Associazione Itinerandia, esigenza necessaria e quasi pressante alla luce del momento che vive l’intero pianeta, con clima e sostenibilità variabili a determinare – in positivo e negativo – lo scorrere dei giorni, delle stagioni, del tempo e del vivere ogni singolo abitante sulla terra. 

 

Sul palco, tra gli altri, Mario Tozzi ed Enzo Favata un geologo e un artista che miscelando divulgazione scientifica e musica jazz inventato l’ascoltatore ad un viaggio alla scoperta delle “Geografie mistiche“; e ancora la giornalista Stefania Divertito, recentemente uscita con il libro – mai così attuale – “Guerra e Clima” (Il Saggiatore), spaccato del presente da analizzare in prospettiva futura particolarmente apprezzato da critica e media; e ancora Sergio Costa, già ministro all’Ambiente, deputato e attuale vice presidente della Camera, voce che sui temi trattati può offrire punti di vista e punti di riflessione utili ad attivare dibattito e spirito critico. Punti di vista e spunti di riflessione s’è detto, da mettere sul tavolo, ragionare, ascoltare, leggere ed adattare al presente guardando al futuro.

4 giornate in programma, oltre 30 appuntamenti, un programma a snodarsi come ramo d’albero antico tra presentazioni letterarie e incontri formato talk e tavola rotonda, laboratori “materiali” (produzione di miele e formaggio) aperti ragazzi e ragazze e pubblico, laboratori di animazione alla lettura per studenti e studentesse, escursioni sul territorio (FAI Sassari), focus approfonditi e dedicati a produzioni del territorio e dell’Isola come grano e pasta, carne e seta. E ancora incroci d’arti e performance con autori, autrici, esperti e divulgatori arrivati a Putifigari con la volontà e l’intento di far germogliare quanto seminato la scorsa edizione, grazie alla coscienza collettiva che supporta e spinge il festival verso nuovi consapevoli orizzonti ambientali e climatici sostenibili.

Il Comune di Putifigari della sindaca Antonella Contini – supportato ancora un volta dall’Associazione Itinerandia per la direzione artistica di Maria Luisa Perazzona e Elia Cossu -,  per il secondo anno consecutivo accoglie “Sèmenes”, dopo essersene preso cura, averlo visto crescere e trasformare il borgo del nord Sardegna in terreno rigoglioso e ospitale, dimora ideale per far sbocciare conoscenza, riflessione e attenzione per il pianeta. 

Il nome stesso del festival, “Sèmenes“, in sardo significa semi e racchiude l’essenza stessa dell’intento: seminare parole e visioni capaci di germogliare nella coscienza collettiva, portando frutti di consapevolezza, rispetto e speranza per le generazioni future. Un piccolo grande laboratorio di pensiero e comunità, festival che nasce per crescere, per restare e, stagione dopo stagione, restituire alla terra e alle persone i frutti dell’albero seminato insieme.

Biografie ospiti e sinossi

Sergio Costa (Napoli, 22 aprile 1959) è un generale, poliziotto e politico italiano. Dal 13 ottobre è 2022 deputato alla Camera per il Movimento 5 Stelle e dal 19 ottobre successivo è vicepresidente della Camera. In precedenza è stato Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare – 01 giugno 2018 – 13 febbraio 2021 nei Governi Conte I° e II° -. Nel 2014 è comandante regionale della Campania del Corpo forestale dello Stato, con il grado di generale. Dal 01 gennaio 2017, con il trasferimento del personale dal Corpo forestale all’Arma dei Carabinieri, assume il grado di Generale di brigata dei Carabinieri Forestali, di cui assume il comando della Regione Campania. Il 01 maggio 2024 è nominato Generale di corpo d’armata dell’Arma dei Carabinieri. Con la nuova formazione del Governo di Giuseppe Conte, il 31 maggio 2018 è indicato come Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il giorno successivo presta giuramento al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con la nascita del secondo governo Conte, il 4 settembre 2019 è confermato alla guida del dicastero. Resta ministro fino al 13 febbraio 2021, quando rientra in servizio. Diviene quindi consigliere del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri in materia forestale e ambientale per le profilature nazionali e internazionali. Durante il suo mandato ha approvato la Direttiva Europea del 2019 sulla riduzione dell’incidenza della plastica che, tra le altre cose ha vietato a partire da luglio 2021 la vendita di alcuni prodotti di plastica usa e getta.

Stefania Divertito (Napoli, 1975) è giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali. È stata portavoce del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e capo ufficio stampa del ministero dell’Ambiente nei governi Conte I, II e in quello Draghi. È stata premiata nel 2005 come «cronista dell’anno» per la sua inchiesta quinquennale sull’uranio impoverito. Nel 2013 ha ricevuto il premio Pasolini per la sua inchiesta sull’amianto e nel 2022 ha ricevuto il premio Eternot di Casale Monferrato per il suo impegno contro l’amianto. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2025 Uccidere la Natura.  Guerra e clima. L’ecocidio che distrugge la Terra (IL SAGGIATORE 2026) è il libro che porterà al festival. La guerra ha sempre significato morte e distruzione. La guerra dilania, smembra, annienta, saccheggia, deflagra, massacra; e questo è tristemente noto. Esiste però un aspetto meno visibile della guerra, capace comunque di produrre sofferenze per molte generazioni: sono gli effetti che provoca per decenni – se non addirittura secoli – sui terreni che coltiviamo, sulle acque che beviamo, sugli animali che ci circondano, sulla vegetazione che ci permette di respirare. Nel testo Stefania Divertito esplora e racconta l’impatto ambientale a lungo termine dei conflitti e le iniziative messe in campo per affrontarlo e contrastarlo. Il suo è un reportage che attraversa le epoche e i continenti per andare al cuore di una questione da troppo tempo ignorata e nascosta: dalla piana di Verdun, dove il suolo conserva ancora livelli altissimi di arsenico a oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale, a Gaza, dove bombe e detriti tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree; dalle foreste del Vietnam, segnate dall’irrorazione dell’«agente arancio», alla pioggia nera caduta su Teheran nel marzo 2026; dalle ricerche che misurano i danni ambientali e climatici dei conflitti all’accusa di «ecocidio» avanzata dalla procura di Kiev, fino ai programmi di bonifica e risarcimento per perseguire un autentico «disarmo climatico» a livello globale. In un presente segnato da guerre continue, quest’opera affronta quello che sarà uno dei grandi temi del nostro futuro. Guerra e clima è un osservatorio sull’onda lunga delle scelte sciagurate compiute da noi e dai nostri padri, che contiene già in sé la speranza di una resistenza. Perché ciò che ci insegna con le sue cicatrici il nostro pianeta è che nessuna guerra finisce davvero nel momento in cui finisce; l’unico modo per farla finire davvero è impedire che cominci.

                                                     

Mario Tozzi & Enzo Favata. Il primo è uno scienziato, primo ricercatore presso il CNR, dal 2013 Presidente del Parco regionale dell’Appia Antica. Ha condotto studi sull’evoluzione geologica del Mediterraneo centro orientale. È autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali. “Pianeta Terra. Ultimo Atto” edito da Rizzoli è libro pubblicato nel 2012, preceduto da altri titoli come “Il grande libro della Terra” e “Italia segreta. Viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo”. È noto al grande pubblico anche per una serie di fortunate trasmissioni televisive di divulgazione scientifica: “Atlantide”, “Allarme Italia”, “La Gaia Scienza”, “Gaia, il pianeta che vive” e l’ultimo grande successo di “Sapiens”. Oggi unisce la sua competenza scientifica e le doti di comunicatore per dedicarsi ad una intensa attività di educazione delle giovani generazioni alla conoscenza delle tematiche legate all’ambiente e alla salvaguardia dei territori. Enzo Favata è musicista apprezzato sassofonista di livello internazionale, compositore e autore di musiche originali per cinema, radio, teatro, documentaristica. I suoi progetti, caratterizzati da un originale intreccio tra musiche popolari e avanguardia, sono stati ospitati in prestigiosi festival ed innumerevoli palcoscenici, in tutto il mondo. Ha suonato e registrato dischi con Dino Saluzzi, Enrico Rava, Miroslav Vitous, Lester Bowie, Art Ensemble of Chicago, Metropole Orkest, Dave Liebman, Guinga, Omar Sosa, Django Bates Tenores di Bitti Eivind Aarset, Jan Bang e tanti altri. Attualmente ha al suo attivo 16 album. Molto abile con l’elettronica dal vivo, miscelata con i suoi strumenti a fiato, la utilizza in questo progetto con un sistema di filtraggio del suono dei suoi sassofoni, clarinetti e strumenti etnici, creando magiche atmosfere sonore sulle quali scorre il racconto di Mario Tozzi. Geografie mistiche: queste cose non avvennero mai, ma sono sempre Miti, magie e miracoli. Parole e musica sull’origine fisica dei miti, delle magie e dei miracoli. Di e con Mario Tozzi alla voce e Enzo Favata al sassofono, clarinetto ed elettronica. L’origine fisica, concreta, collocata geograficamente dei miti più antichi: dal diluvio universale all’isola di Atlante, dall’oracolo di Delfi ai ciclopi. La spiegazione scientifica dei miracoli, dalla Sindone all’acqua di Lourdes. La geografia e la mitografia degli antichi sciamani. Secondo l’interpretazione psicoanalitica, i miti nascono da esigenze di un io collettivo che può prendere forma in ogni luogo del mondo e che non ha necessariamente legame con la realtà fisica. È possibile, invece, spiegare scientificamente e collocare geograficamente il mito, la magia e il miracolo, senza perdere il fascino del suo racconto, anzi, trovandone altro nella spiegazione concreta, “vera”. Del resto da secoli si cerca di collocare geograficamente l’itinerario di Odisseo raccontato da Omero oppure l’isola di Atlante e non per questo quelle storie sono diventate meno interessanti. L’origine fisica del mito, le spiegazioni scientifiche dei miracoli, la geografia dei nostri antenati sciamani, tutto concorre a un rinnovato racconto. Uno scienziato della terra e un musicista che della musica della sua terra ha fatto un’inconfondibile cifra stilistica. 


Condividi: