Venerdì 16 Ottobre, aggiornato alle 23:20

Il caso in casa PD, Raffaella Sanna non parla, Enrico Daga: “colpisce la velocità con cui banali dinamiche interne diventano un caso mediatico”

Il caso in casa PD, Raffaella Sanna non parla, Enrico Daga: “colpisce la velocità con cui banali dinamiche interne diventano un caso mediatico”

Ha generato un vespaio di considerazioni, la notizia stampa secondo la quale Enrico Daga, e Raffaella Sanna siano ai ferri corti, per come si legge su Alguer.it dove si parla di veri e propri maltrattamenti ( verbali), sono  l’uno contro l’altro, nemici giurati. Non prima di aver affermato che entrambi sono esponenti del Partito Democratico. Enrico Daga Assessore in carica e Segretario cittadino del partito, Raffaella Sanna Assessora alla cultura nominata in quota PD. Crea soprattutto sconcerto, per chi la Politica la vive da qualche tempo, conoscendo dinamiche, contrapposizioni, talvolta oltre le righe,  prendere atto che questo petardo è scoppiato con un tempismo incredibile proprio nel giorno in cui il PD regionale si appresta ad inaugurare ad Alghero cinque giorni della festa dell’Unità.

E quello che tutti sommessamente dicono, a microfoni spenti, è perché mai l’Assessora si sia rivolta al Sindaco e alla Segretaria Comunale e non agli organi di partito che  hanno a disposizione persone e strutture valide per analizzare il caso.

Si è scelta un’altra strada, che si credeva più riservata, ma a vedere il risultato è stata dirompente.

Non crediamo, e ne siamo certi, che l’assessore Sanna volesse che la sua riservata finisse sulla stampa, ma la luce di quanto successo, non si capisce, in questo momento chi possa trarne maggior giovamento.  L’Assessora Sanna declina l’invito a commentare l’accaduto con un laconico: “non ho mandato nulla ai giornali, e al momento non ho intenzione di fare nessuna dichiarazione”.

L’ammissione che la sua riservata sia finita, a sua insaputa, sotto gli occhi di chi, oggi la sta usando con tutta la dirompenza che si sta vedendo.

Il centrodestra va all’attacco affermando “Cacciotto intervenga e chiarisca immediatamente. Sono accuse gravissime, non si può far finta di nulla. “ Azzurro Donna incalza, se i fatti saranno accertati ci  troveremmo di fronte a comportamenti che, per modalità e contenuti, richiederebbero una riflessione seria anche sul piano della misoginia e della cultura politica maschilista”.

Ma ancor più pesante è la posizione del consigliere Comunale Marco Colledanchise che si spinge più avanti di tutti, sino a chiedere le dimissioni di Daga se i fatti fossero confermati.

Già, i fatti.

Quelli dei quali si parla ( la lettera) ma che nessuno, tranne pochi avrebbero visto. E il qui pro quo, pare sia avvenuto durante una riunione di Giunta che si è tenuta in modalità remota. E la domanda è semplice : perché da subito il fatto descritto non è emerso? Perchè il Sindaco non è intervenuto? Domande semplici che fanno persino il paio con la lettura della stessa da parte del Primo Cittadino, che non hanno avuto seguito.

Ora sotto la spinta dell’opposizione, di Azzurro Donna e del consigliere di Orizzonte Comune in seno alla maggioranza, la situazione è diventata centrale, dirompente sino ad  oscurare, per attenzione, l’avvio della Festa dell’Unità che oggi al porto presenta presenze molto qualificanti e autorevoli.

Il  disagio e’ palpabile fra gli esponenti del partito democratico, che, in maggioranza decidono di non commentare.

Allora  non ci è rimasto  altro che chiedere al diretto interessato, quello che oggi è sul banco degli imputati, Enrico Daga cosa ne pensi di tutta la vicenda. Posto che la Sanna ha già detto no comment.

La risposta e di quelle che bisogna leggere con attenzione, perché l’Assessore e segretario cittadino si muove con equilibrio,  cosa che in altre circostanze non ha avuto. A metà strada fra il sorpreso e l’offeso per l’attacco che sta subendo, mirato e chirurgico,  pesa le parole.

Eccole : “ Non ho elementi per commentare una vicenda che riguarda il rapporto tra un Assessora e il Sindaco. Se esistono questioni sarà il Sindaco, come è giusto che sia, a fare le proprie valutazioni. Quello che mi colpisce  è la velocità con cui banali dinamiche interne diventano un caso mediatico. In politica il confronto esiste, a volte acceso, ma fa parte della dialettica. Per quanto mi riguarda, continuerò a fare quello che facciamo ogni giorno in Giunta: confrontarci, spronarci e motivarci per dare risposte concrete alla città, con la franchezza necessaria.  È sulle priorità della città che voglio restare concentrato”.

Insomma un pò un’affermazione di chi vorrebbe che i panni sporchi si lavassero in casa, quella casa, il PD, che nel bene e nel male fa parlare di se a cadenza quasi quotidiana, e se potrebbe essere vero che questo partito ha gli anticorpi necessari per guardare oltre, è altrettanto vero che alla lunga, le difese  immunitarie chiamate troppo spesso a lavoro, finiscono per non vedere più il danno da isolare. E il medico allora si chiama Segreteria, Provinciale e Regionale, è da loro che noi oggi, vogliamo  sentire cosa pensano di una vicenda che è forse scappata di mano e sta generando molto malumore.  Nessuno è escluso.


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