Roberto Giacobbo, Piergiorgio Pulixi e Jacopo Veneziani hanno chiuso il 6 settembre una serata tra archeologia, letteratura, arte, musica e divulgazione nel Parco dei Petroglifi
Per una sera le Domus de Janas di Museddu non sono state soltanto un luogo da visitare, ma uno spazio da vivere, ascoltare e attraversare con parole, immagini e racconti.
Si è conclusa con un’ottima partecipazione di pubblico la serata di domenica 6 settembre dedicata a “La Parola all’Arte – Storia, arte e cultura tra le Domus di Cheremule”, che ha portato nel cuore del Parco dei Petroglifi di Cheremule tre protagonisti della cultura e della divulgazione italiana: Roberto Giacobbo, Piergiorgio Pulixi e Jacopo Veneziani.
“La bellissima serata di ieri – ha dichiarato il Sindaco di Cheremule, Salvatore Mascia – ha rappresentato la conclusione ideale di un percorso che, in questi mesi, ha trasformato il Parco dei Petroglifi in un luogo sempre più vivo, capace di generare cultura, partecipazione e incontro. A poco più di un anno dal riconoscimento UNESCO – continua Mascia – abbiamo costruito una programmazione che ha coinvolto le scuole, il territorio e un pubblico sempre più numeroso, attraverso iniziative culturali, attività di approfondimento e importanti festival. Un lavoro nel quale abbiamo creduto fortemente, con l’obiettivo di fare del Parco non soltanto un luogo della memoria, ma uno spazio capace di parlare al presente. La serata conclusiva ha rappresentato uno dei momenti più significativi di questo progetto. Ospitare Piergiorgio Pulixi, Jacopo Veneziani e Roberto Giacobbo ha significato portare a Cheremule tre voci autorevoli della cultura, della narrazione e della divulgazione, capaci di dialogare con questo luogo e con la sua storia.
Il messaggio che vogliamo lasciare è chiaro – conclude il Sindaco di Cheremule – il Parco dei Petroglifi non è soltanto un patrimonio da custodire, ma un patrimonio da vivere, conoscere e raccontare. È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare“.
Un appuntamento costruito attorno a linguaggi differenti, accomunati da un unico obiettivo: raccontare il passato mettendolo in relazione con il presente.
Letteratura, storia dell’arte, archeologia, divulgazione, musica e produzioni del territorio si sono incontrate in uno scenario che ha avuto un ruolo centrale nel corso dell’intera serata. Le rocce, le incisioni e le sepolture preistoriche di Museddu non hanno fatto semplicemente da sfondo, ma sono diventate parte stessa del racconto.
Pulixi, Veneziani e Giacobbo: tre modi di raccontare il passato
Ad aprire le conversazioni, dopo i saluti istituzionali, è stato Piergiorgio Pulixi, tra gli scrittori sardi più apprezzati nel panorama nazionale.
In dialogo con Andrea Fulgheri, Pulixi ha portato a Museddu il suo libro L’estate delle Comete Azzurre, facendo entrare la letteratura contemporanea in un luogo attraversato da una memoria molto più antica.
Un incontro che ha restituito uno dei temi centrali della manifestazione: i luoghi continuano a vivere quando riescono a generare nuovi racconti.
A seguire è stato il turno di Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore, ancora in dialogo con Andrea Fulgheri.
Nel cuore del Parco dei Petroglifi, il suo intervento ha assunto un significato particolare: parlare di arte e immagini davanti a segni lasciati sulla pietra migliaia di anni fa ha aperto una riflessione sul rapporto dell’uomo con la rappresentazione, il simbolo e il desiderio di lasciare una traccia della propria presenza.
Il percorso si è concluso con Roberto Giacobbo, giornalista, autore e tra i volti più conosciuti della divulgazione televisiva italiana.
In dialogo con Giovanni Follesa, Giacobbo ha incontrato il pubblico in un contesto nel quale l’archeologia non era qualcosa da osservare attraverso uno schermo, ma era fisicamente presente tutt’intorno.
Le Domus de Janas, le incisioni e il paesaggio di Cheremule hanno accompagnato una conversazione dedicata alla storia, alle civiltà del passato e alla necessità di continuare a interrogare e raccontare il patrimonio archeologico con linguaggi capaci di raggiungere pubblici differenti.
Il tramonto, i cori e i sapori del territorio
Tra gli incontri della serata, il paesaggio di Museddu è diventato protagonista con l’Aperitivo al Tramonto.
Con la luce che cambiava sulle rocce del complesso archeologico, le conversazioni hanno lasciato spazio alle voci del Coro Boghes de Cheremule e del Coro Cuncordu de Cheremule.
Alla musica è stata accompagnata dalla degustazione di vini della Cantina del Rimedio, e di prodotti del territorio a cura della Macelleria Monte Acuto di Buddusò, inserendo cosi nel racconto anche un altro elemento fondamentale del progetto: la capacità di mettere in relazione il patrimonio archeologico con la comunità, le tradizioni e le produzioni del territorio.
Museddu, tra storia e immaginazione
La riuscita della serata assume un significato ancora più forte nel momento storico che sta vivendo il patrimonio archeologico sardo.
Il riconoscimento delle Domus de Janas della Sardegna come Patrimonio Mondiale UNESCO ha aperto una nuova fase nella quale alla tutela si affianca la necessità di costruire nuovi percorsi di conoscenza, divulgazione e valorizzazione.
Per Cheremule significa partire dalla straordinaria ricchezza del Parco dei Petroglifi, e in particolare dal complesso archeologico di Museddu, per creare occasioni capaci di attrarre pubblici differenti e rafforzare il ruolo del territorio nell’offerta culturale del Meilogu e della Sardegna.
«Con La Parola all’Arte mettiamo la nostra prima pietra nella costruzione di un ponte percorribile e accessibile, nel quale l’arte diventa un linguaggio universale, capace di rivolgersi a tutti – dichiara Chiara Sanna, assessora alla Cultura e alle Associazioni del Comune di Cheremule –. L’obiettivo dell’Amministrazione è valorizzare il nostro sito, conosciuto come Parco dei Petroglifi, e sentiamo questa responsabilità prima di tutto nei confronti della nostra comunità, ma anche alla luce del riconoscimento UNESCO, arrivato grazie a un grande lavoro corale delle istituzioni”.
” Questa serata – continua Sanna – rappresenta per noi un primo passo, un’anteprima di un progetto culturale più ampio. Vogliamo che Cheremule non sia semplicemente un punto sulla mappa, ma diventi una destinazione riconoscibile, capace di aprirsi al mondo con una missione chiara e una visione precisa di ciò che può diventare. Siamo orgogliosi di avere iniziato questo percorso con ospiti come Piergiorgio Pulixi, Jacopo Veneziani e Roberto Giacobbo: non avremmo potuto desiderare un avvio migliore. Anche la scelta del complesso archeologico di Museddu non è casuale. È un luogo che possiede una forza narrativa straordinaria, sospesa tra storia e immaginazione. Vogliamo raccontarlo con tutto il rigore scientifico che merita, senza però perdere quella dimensione di meraviglia che appartiene alla nostra memoria collettiva e ai racconti dell’infanzia: quelli delle Janas, le piccole fate che nell’immaginario popolare abitavano le Domus. È proprio dall’incontro tra conoscenza e immaginazione che vogliamo costruire un nuovo modo di raccontare Cheremule».
“La Parola all’Arte – Storia, arte e cultura tra le Domus di Cheremule” è stata promossa dal Comune di Cheremule, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.







