Cagliari, 5 settembre 2026 – Si è svolto in videoconferenza il nuovo tavolo di confronto convocato dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente sull’emergenza dei rifiuti di imballaggio in plastica, per verificare l’attuazione degli impegni assunti nella seduta del 25 agosto dagli enti di area vasta e dal sistema consortile. Hanno partecipato le Città metropolitane di Cagliari e di Sassari, le Province, il Comune di Sassari, l’ANCI Sardegna, i consorzi industriali CACIP e CIPNES, il CONAI e il COREPLA.
Al tavolo regionale di crisi la verifica degli impegni assunti il 25 agosto: il nord dell’isola per il momento sotto controllo, permane la criticità nel Sud Sardegna. Laconi: “Servono ritiri certi e adeguati: gli stoccaggi messi a disposizione dai territori stanno contenendo l’emergenza, ma non possono sostituire gli obblighi del sistema consortile”.
Aprendo il confronto sullo stato di attuazione degli impegni, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha richiamato l’attenzione sull’effettiva attuazione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore, il principio in base al quale le imprese che producono o immettono sul mercato gli imballaggi devono concorrere, attraverso il sistema CONAI-COREPLA, alla loro corretta gestione anche quando diventano rifiuti.
“Siamo di fronte a una crisi che richiede rigore, responsabilità e una chiara distinzione dei compiti. Comuni, enti territoriali e consorzi industriali hanno assicurato in queste settimane nuovi spazi e soluzioni straordinarie per evitare che le criticità si scaricassero sui cittadini e sul servizio di raccolta. Ma lo stoccaggio può soltanto contenere temporaneamente gli effetti della crisi: non può diventare la risposta strutturale né sostituire il ritiro e l’avvio a recupero dei materiali che competono al sistema consortile. Se i ritiri non riprendono con continuità e in quantità adeguate, la situazione non è sostenibile ancora a lungo: gli spazi che siamo riusciti a rendere disponibili hanno necessariamente un limite e, in alcune aree, quel limite è ormai vicino”.
L’assessora ha quindi illustrato al tavolo le ventuno azioni concrete che la Sardegna, in qualità di coordinatrice della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, porterà lunedì in sede di Conferenza: termini certi per il ritiro con conseguenze in caso di inadempimento, imputazione al sistema consortile degli oneri straordinari sostenuti dai Comuni, indirizzi nazionali uniformi sugli stoccaggi temporanei e sulla prevenzione incendi, rafforzamento dei controlli alle frontiere e riconoscimento del maggior onere logistico dei territori insulari.
“La Sardegna non sta affrontando questa emergenza soltanto sul piano contingente. Stiamo agendo contemporaneamente sul territorio e sul livello nazionale, perché occorre intervenire sulle cause e sulle regole del sistema», ha aggiunto Laconi. «La crisi è nazionale ed europea e nasce dal crollo del valore del materiale riciclato, non dalla raccolta differenziata, che in Sardegna resta fra le migliori del Paese. Proprio per questo dobbiamo impedire che una crisi del mercato del riciclo venga trasferita sull’ultimo anello della catena, cioè sui Comuni e, attraverso di essi, sulle comunità e sui cittadini. La responsabilità della gestione degli imballaggi non può cessare nel momento in cui il materiale viene correttamente raccolto e conferito: occorre che tutti i soggetti della filiera assolvano fino in fondo agli obblighi che il sistema assegna loro”.
Nel corso del tavolo è stato quindi approfondito il quadro rappresentato dai Comuni. La presidente dell’ANCI Sardegna, Daniela Falconi, ha fatto il punto della situazione e sull’importante lavoro svolto dalle amministrazioni locali per contenere gli effetti della crisi. Gli spazi di stoccaggio richiesti dal Consorzio sono stati individuati, anche grazie all’intervento della Regione e alla collaborazione degli enti di area vasta, ma la crisi non si è attenuata.
“I Comuni hanno fatto la loro parte e continuano a farla, ma la disponibilità di nuovi spazi non può sostituirsi al ritiro dei materiali: è una misura che guadagna tempo, non una soluzione”.
Falconi ha richiamato l’Accordo di programma quadro nazionale sottoscritto fra ANCI e CONAI e gli obblighi che ne derivano in capo a ciascuno dei soggetti firmatari. «Quell’accordo non attribuisce ai soli Comuni oneri e responsabilità: definisce impegni reciproci, fra i quali il ritiro dei materiali conferiti. Chiediamo che siano rispettati». «Questa crisi rischia di vanificare anni di lavoro sulla raccolta differenziata e sulla sensibilizzazione delle comunità: se i cittadini perdono fiducia nel sistema, recuperarla richiederà molto più tempo di quanto ne serva a smaltire le giacenze».
Riconoscendo il lavoro svolto dalla Regione e dall’Assessorato, ha avvertito che il problema potrebbe aggravarsi e ricadere sulle casse dei Comuni, e ha chiesto al CONAI e al COREPLA «un programma dettagliato del ritiro delle giacenze, con tempi e quantitativi per ciascun impianto, che venga formalmente comunicato ai Comuni e alle piattaforme».
La richiesta è stata condivisa dalla Regione, affinché CONAI e COREPLA rendano conoscibile e verificabile la programmazione dei ritiri e sia possibile per amministrazioni, impianti e territori organizzare con certezza le fasi successive della gestione.
In conclusione dei lavori l’Assessora ha fatto il punto sullo stato attuale del territorio. Nell’area settentrionale dell’isola, grazie all’ampliamento dei punti di stoccaggio, non si registrano per il momento ulteriori elementi di criticità e la situazione risulta sotto controllo. Permane invece una condizione di attenzione e criticità nel Sud Sardegna: la capacità di stoccaggio messa a disposizione dal CACIP è oramai esaurita e, secondo quanto rappresentato dal consorzio industriale, i tempi di completamento del centro di selezione risultano più lunghi.
“Il lavoro assicurato sino a oggi dagli enti territoriali e dai consorzi industriali ha consentito di evitare conseguenze ben più gravi, ma dobbiamo continuare a predisporre ogni misura prudenziale possibile fino alla piena normalizzazione dei ritiri. Per questo chiedo alla Città metropolitana di Cagliari di proseguire senza sosta nell’individuazione di ulteriori aree di stoccaggio. Parallelamente continueremo a chiedere a CONAI e COREPLA che il sistema torni a garantire con regolarità il ritiro dei materiali: è questa la condizione necessaria per uscire realmente dall’emergenza”, ha concluso Laconi.
Il tavolo regionale di crisi tornerà a riunirsi per un ulteriore aggiornamento sullo stato dei ritiri e delle giacenze.








