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Senza senso civico la ricarica è un problema; installare un impianto solare in piazzale della Pace

Senza senso civico la ricarica è un problema; installare un impianto solare in piazzale della Pace

Lettera aperta al Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, all’assessore Urbanistica, partecipazione
e immaginazione civica Roberto Giuliano Corbia, all’assessore al Demanio Enrico Daga, all’assessora
al Turismo Ornella Piras e al comandante della Polizia Locale Salvatore Masala
Senza senso civico la ricarica è un problema; installare un impianto solare in piazzale della Pace
scrivo per porre all’attenzione pubblica il fatto che ad Alghero è difficile praticare la mobilità sostenibile
non solo perché molti punti di ricarica sono fuori uso, ma per il fatto che quelli in funzione hanno spesso
gli stalli riservati occupati impropriamente. Infatti le colonnine di piazza della Mercede, finalmente riparate
grazie all’intervento dell’ assessorato competente sui proprietari, il servizio di ricarica è stato possibile solo
dopo l’intervento della Polizia Locale che ha fatto liberare gli stalli. La mobilità elettrica è possibile se c’è
senso civico e rispetto delle regole perché un servizio pubblico deve essere sempre disponibile per chi ha
necessita di utilizzarlo. La mobilità elettrica può crescere se ci sono colonnine diffuse nel tessuto urbano e
garanzia di trovarle funzionanti con i relativi stalli liberi dalle auto, comprese quelle elettriche, lasciate
impropriamente parcheggiate dopo aver completato il ciclo di ricarica. L’auto elettrica si ricarica in maniera
semplicissima come una tradizionale, ma se si trovano gli stalli occupati impropriamente, si rischia di
restare bloccati, cosi come accadrebbe ad un’auto termica se non potesse rifornirsi alla pompa di carburante.
Per una vera mobilità sostenibile è auspicabile che, nel parcheggio di piazzale della Pace, si realizzi un
impianto di ricarica con pannelli fotovoltaici, sarebbe un ciclo virtuoso con energia rinnovabile con zero
emissioni. L’energia per la ricarica verrebbe fornita dal sole.
Al fine di ampliare il discorso e disporre di un quadro della mobilità in Sardegna, si riscontrano 1milione
100mila autoveicoli privati su una popolazione di 1 milioni e 640mila abitanti. E’ evidente che non si
deve sostituire l’automezzo a combustione ad uso privato con quello a batteria, si deve incrementare il
trasporto pubblico sostenibile. Si rileva che il parco degli autoveicoli circolante è uno tra i più vecchi d’Italia
classificandosi al settimo posto nella poco lodevole classifica delle regioni. Oltre 412mila autovetture su
640mila di tutte quelle immatricolate, ha una motorizzazione inferiore a euro 4; quasi il 40%, hanno oltre
15 anni di vita e le più inquinanti Euro 0 ed Euro 1 superano i 120mila veicoli. Nell’ultima rilevazione il
totale tra ibrido ed elettrico risulta essere di circa 34mila unità quasi il 5% delle immatricolazioni contro
la media nazionale dell’8.7%. In Europa nell’ultimo anno le auto elettriche immatricolate registrano un
incremento del 51% rispetto all’anno precedente. Invertire la situazione della nostra regione non è semplice,
tuttavia va ricordato che le auto elettriche (BEV Battery Electric Vehicle), le ibride plug-in (PHEV) e, in
parte, le Full hybrid offrono immediati e importanti benefici per la qualità dell’aria nei centri urbani,
azzerando le emissioni allo scarico di sostanze nocive per l’ambiente e per la salute umana. Inoltre con la
frenata rigenerativa riduce l’usura dei freni, di pastiglie e dischi con una sensibile riduzione dell’emissione
delle polveri sottili (PM2.5 e PM10) nell’aria. Inoltre nelle città divenute “isole di calore” sommerse da
alte temperature e afa estreme un motore termico spreca sotto forma di calore circa il 60-80% dell’energia
del carburante, mentre un motore elettrico ne produce molto meno, dissipando circa il 10% dell’energia
della batteria. Insomma la mobilità sostenibile (trasporto pubblico totalmente elettrico, la bicicletta, la
bicicletta a pedalata assistita, la micro mobilità elettrica e, in ultima istanza, l’auto elettrica privata rendono
le città più vivibili. Per un confronto tra le emissioni di CO2 per la produzione di un’auto elettrica (compresa
la batteria) e termica si possono consultare i Data room di Mirella Gabanelli sul sito del Corriere della
Sera; mentre sul tema delle estrazioni delle terre rare e critiche è utile il News room di Monica Maggioni
reperibile su RaiPlay; per fare il confronto tra aspetti etici per le estrazioni delle terre rare e degli idrocarburi
utili informazioni si possono trovare sul sito di Amnesty International. Va anche detto che molti costruttori
di auto e fornitori di batterie sono attivamente impegnati nell’economia circolare del cobalto e
nell’approvvigionamento responsabile da mercati che rispettano standard etici. Una accurata analisi potrà
dare contezza, ad ogni singolo consumatore, per effettuare scelte consapevoli.
Infine è opportuno fare alcune considerazioni per eliminare i luoghi comuni. Come quello dell’autonomia.
La percorrenza media giornaliera di un auto in Italia è di circa 35/40 km. La Nissan Leaf è stata la prima
auto 100% elettrica di massa prodotta su scala globale e commercializzata con successo partire dal 2010.
Essa con batteria da 52 kWh percorre circa 440 km. Altra auto tra le prime elettriche, la Renault Zoe,
prodotta a partire dal 2013 è risulta la BEV (Battery Electric Vehicle), più venduta in Europa. Rimasta in
produzione fino al 2024, ora sostituita da modelli di nuova generazione. Oggi i produttori di auto sono tutti
globali e dispongono in listino di svariati modelli elettrici per soddisfare tutte le esigenze compresi quelli
dal costo equivalente ai modelli tradizionali. Infine, ci si può chiedere se, per una vera mobilità ad impatto
zero, si debba guardare al modello norvegese nel quale quasi il 98% delle nuove immatricolazioni sono
veicoli a batteria e la produzione di energia elettrica è fornita quasi totalmente da fonti rinnovabili, ma la
nazione è, al tempo stesso, uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio e gas. In Sardegna circa il 75%
dell’energia è prodotto da fonte fossile, con due centrali a carbone la cui chiusura è stata prorogata dal 2025
al 2028, ed ora addirittura al 2038 nel silenzio “miope” di tanti.
In questo nostro mondo ricco di fake news e contraddizioni vere, ognuno di noi può contribuire a fare una
piccola differenza. Tante piccole scelte consapevoli messe insieme generano significativi cambiamenti,
almeno per la qualità dell’aria delle città. La città di Alghero se si dotasse di un impianto comunale con
panelli fotovoltaici risulterebbe un modello davvero virtuoso perché la ricarica verrebbe fornita dal
sole”.
Alghero, 1 settembre 2026
Carmelo Spada


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