ALGHERO — Nessun’onorificenza e riconoscimento poteva essere destinato a un uomo di così alto profilo. L’assegnazione dell’ambito premio “Fidelitat a l’Alguer” a Carlo Sechi, avvenuta durante un’intensa e partecipata cerimonia nel magnifico Chiostro di San Francesco alla presenza di un numerosissimo pubblico, ha restituito l’immagine nitida di una comunità algherese profondamente coesa. Una città capace di riconoscere il merito e il valore supremo dei propri concittadini che si battono, da sempre e in prima linea, per la difesa della cultura, delle tradizioni e dell’impegno sociale e politico.
Un tributo doveroso, forse persino tardivo, come evidenziato con schiettezza dall’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, Mimmo Pirisi, che nel suo saluto ha sottolineato come un simile riconoscimento a Carlo Sechi dovesse pervenire «abbondantemente prima». Una riflessione condivisa dall’intera assemblea e dallo stesso Sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, che insieme alla sua amministrazione ha voluto fortemente questo conferimento (sancito con la delibera di Giunta n. 112 dello scorso 11 maggio), trovando un consenso unanime che in città ha messo davvero tutti d’accordo.
I momenti vissuti nel chiostro hanno fatto vivere ai presenti momenti di pura ed intensa commozione, rotta da continui e scroscianti applausi. Le testimonianze che si sono susseguite sul palco hanno tratteggiato la complessa e straordinaria figura di Carlo Sechi da molteplici angolature.
Il Sindaco Raimondo Cacciotto ha tracciato un profilo istituzionale e umano di notevole profondità. Di straordinario spessore è stato poi l’intervento di Pino Tilloca, compagno di una vita di lotte e progetti, attualmente alla guida dell’Obra Cultural de l’Alguer. Un quadro umano, sociale e politico integrato è stato infine offerto da Giovanni Oliva, co-fondatore insieme a Sechi dello storico movimento “Sardigna i Llibertat”, fucina di idee e battaglie civili per Alghero, poi ancora Pier Luigi Alvau
«La figura di Carlo Sechi, per le sue numerose attività svolte in favore della tutela, promozione e valorizzazione della lingua catalana di Alghero nell’ambito del suo prolifico e proficuo lavoro di studioso, attivista, amministratore, per il suo impegno e profonda dedizione alla divulgazione culturale e delle tradizioni, rientra a pieno titolo per i meriti attesi al conferimento del riconoscimento.»
Attorno a Sechi si è stretto un importante parterre istituzionale: oltre al Primo Cittadino e al Presidente del Consiglio Comunale, erano presenti l’Assessora alla Cultura Raffaella Sanna, l’Assessore al Bilancio e Programmazione Enrico Daga, la Consigliera Comunale Giusy Picone, i rappresentanti di tutte le associazioni culturali e civiche cittadine e tantissimi algheresi che hanno voluto testimoniare l’affetto per un uomo considerato da molti un vero e proprio faro intellettuale.
Se la tutela identitaria rappresenta l’anima dell’operato di Carlo Sechi, la sua azione amministrativa — vissuta prima come Assessore alla Cultura e allo Sport (1984-1987) e poi come Sindaco di Alghero (1994-1998) — ne costituisce l’ossatura pragmatica.
La sua attività di governo ha preservato da un sacco edilizio già programmato un pezzo pregiatissimo del territorio, quello che volge verso Capo Caccia. Ma è soprattutto nell’approccio alla modernità che Sechi ha dimostrato una straordinaria visione: i suoi progetti urbanistici futuristici, all’epoca visti quasi come una “bestemmia”, vengono oggi integralmente rivalutati dalla storia.
Il tempo restituisce a quest’uomo il dovuto riconoscimento per l’intuito che ebbe nel voler ridisegnare la città dal punto di vista urbanistico e dello sviluppo. Sechi non si porta dentro il rammarico di non essere riuscito ad approvare allora il Piano Urbanistico Comunale (PUC): quel piano, nato proprio sotto la sua gestione, sta oggi vedendo la luce dopo una lunga gestazione, a conferma della bontà e dell’attualità della traiettoria da lui tracciata decenni fa.
Insegnante e figura di spicco nel mondo della pallanuoto, Carlo Sechi ha impresso una svolta irreversibile alla rinascita della lingua catalana ad Alghero. Tra le pietre miliari della sua attività si ricordano: L’uso del catalano negli atti del Comune, la segnaletica bilingue, le stagioni teatrali in lingua, le emittenti radiofoniche comunali, le collaborazioni universitarie e la nascita della casa editrice Edicions Municipi de l’Alguer. L’impegno profuso affinché lo Stato italiano annoverasse il catalano tra le dodici minoranze linguistiche tutelate per legge. La fondazione dell’Obra Cultural de l’Alguer, la direzione della rivista L’Alguer e l’inaugurazione nel 1988 della Biblioteca Catalana de l’Alguer, pilastro per l’accesso ai testi e la trasmissione linguistica alle nuove generazioni. Insignito nel 1996 della Creu de Sant Jordi dalla Generalitat de Catalunya e, recentemente, del prestigioso Premi Martí Gasull i Roig.
«Siamo grati a Carlo Sechi per il suo inesauribile impegno a favore della nostra cultura, della nostra lingua e della nostra identità, e crediamo di interpretare il sentimento degli algheresi nel riconoscere con un gesto concreto quanto ha fatto e quanto sta tutt’ora facendo.» — ha affermato Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero
Con la sua iscrizione nell’Albo d’Oro del Premio “Fidelitat a l’Alguer” — accanto a figure storiche quali il Prof. Giuseppe Sanna (1995), Don Antonio Nughes (2016), Pasqual Scanu (2021), Ciro Fadda (2022) e Fedele Carboni (2025) — Alghero non ha soltanto premiato un singolo uomo, ma ha riaffermato l’orgoglio e il valore della propria identità culturale e civile.








