ALIMENTARE – In Sardegna cresce la richiesta di addetti ma mancano gli
specializzati: su 3.800 posti a disposizione, 1.400 difficili da
assumere. Nell’artigianato introvabile il 65% degli esperti. Giacomo
Meloni (Presidente Confartigianato Sardegna): “Un muro invisibile
impedisce l’incontro tra domanda e offerta”.
Il settore dell’alimentare in Sardegna vive un paradosso senza
precedenti: mentre i consumi e l’occupazione tengono, le imprese
faticano sempre più a trovare personale qualificato. Nell’artigianato
alimentare sardo introvabile il 71,2% di panettieri e pastai e il 65
di pasticceri, gelatai e conservieri.
E’ questo ciò che emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi di
Confartigianato Sardegna, su dati Unioncamere-ANPAL: le imprese sarde
del comparto alimentare e bevande prevedono l’ingresso di 3.780 nuovi
lavoratori, ma per ben 1.370 di questi (il 36,2%) il reperimento è
considerato “difficile”.
“I dati ci consegnano una fotografia agrodolce – commenta Giacomo
Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – da un lato un
settore alimentare sardo estremamente dinamico e affamato di
competenze, dall’altro un muro invisibile che impedisce l’incontro tra
domanda e offerta”.
Sebbene il dato generale ponga la Sardegna al 13° posto in Italia per
criticità (sotto la media nazionale del 38,6%), la situazione
precipita quando si analizza il cuore pulsante della nostra economia:
l’artigianato.
Il vero “bollino rosso” riguarda le professioni d’eccellenza come
panettieri, pastai, pasticceri e gelatai artigiani: la Sardegna, nella
classifica nazionale, si posiziona all’8° posto per difficoltà di
reperimento, con una percentuale del 65,1%, ben al di sopra della
media nazionale del 56%. Nello specifico: per panettieri e pastai
artigiani, su 660 ingressi previsti nell’Isola, il 71,2% è di
difficile reperimento (10° posto in Italia) mentre per pasticceri,
gelatai e conservieri artigiani, la difficoltà riguarda il 45% delle
ricerche (90 unità su 200).
“Vedere che per oltre il 71% dei panettieri e pastai artigiani sardi
non si riesca a trovare candidati idonei – aggiunge – è un campanello
d’allarme che non possiamo ignorare. Non mancano solo i lavoratori,
mancano le competenze specifiche che rendono unico il nostro prodotto
tipico. Rischiamo di strozzare la crescita del “Made in Sardegna” non
per mancanza di ordini, ma per mancanza di braccia e talenti”. “Le
nostre imprese artigiane, che rappresentano quasi il 20% del comparto
alimentare regionale, sono pronte a investire e assumere, ma non
possono essere lasciate sole nella sfida del ricambio generazionale –
rimarca Meloni – è necessario incentivare economicamente le assunzioni
di giovani apprendisti e sostenere il passaggio di competenze dai
maestri alle nuove leve, prima che questo patrimonio di saperi vada
perduto per sempre”.
A livello nazionale, la difficoltà di reperimento per le imprese
alimentari tocca punte del 43,6% in Piemonte-Valle d’Aosta e del 42,5%
in Friuli-Venezia Giulia. In Sardegna, se guardiamo specificamente
alle imprese artigiane, la quota di lavoratori introvabili sale al
39,3% (460 figure su 1.170 ingressi previsti). Questi dati evidenziano
un preoccupante scollamento tra il sistema formativo e le reali
esigenze di un mercato che, tra il 2021 e il 2025, ha visto
l’occupazione nel food crescere a ritmi vertiginosi (+25,2% nell’UE a
lungo periodo).
“Dobbiamo sfatare il mito che i mestieri dell’artigianato alimentare
siano lavori di serie B o polverosi e è per questo stiamo entrando
nelle scuole – conclude il Presidente di Confartigianato Sardegna – al
contrario, oggi l’“Intelligenza Artigiana” fonde tradizione millenaria
e tecnologie d’avanguardia. Se il 65% delle figure specializzate
artigiane nell’Isola è introvabile, significa che c’è uno spazio
enorme per i nostri giovani”.
Su questo argomento Confartigianato Sardegna sottolinea come sia
necessario un patto per la formazione professionale: servono
laboratori moderni e percorsi di orientamento che spieghino alle
famiglie quanto possa essere remunerativo e gratificante, anche
socialmente, diventare un maestro pasticcere o un esperto pastaio nel
2025.








