Lunedì 14 Settembre, aggiornato alle 21:07

Arriva la norma che valorizza il pane fresco contro i prodotti decongelati e venduti come artigianali

Arriva la norma che valorizza il pane fresco contro i prodotti decongelati e venduti come artigianali

PANE – Arriva la norma che valorizza il pane fresco contro i prodotti
decongelati e venduti come artigianali.
Marina Manconi (Panificatrice e Presidente Confartigianato Gallura):
“Finalmente si fa chiarezza in un mercato dove troppo spesso le
differenze non erano evidenti”.
In Sardegna oltre 900 imprese e 100mila tonnellate di pane fresco
artigianale prodotto.

Il “pane surgelato o precotto” non potrà più chiamarsi o essere
venduto come “pane fresco”. I consumatori potranno finalmente
distinguere con chiarezza la rosetta appena sfornata dai mastri fornai
da quella prelavorata e precotta in quale parte del mondo, congelata e
riscaldata nelle grandi strutture commerciali.
Esultano i panificatori di Confartigianato Imprese Sardegna per
l’approvazione del disegno di legge, in Commissione Industria del
Senato, sulla produzione e vendita del pane.
Tra i punti qualificanti del provvedimento la definizione chiara di
“pane fresco”, riservata esclusivamente al prodotto ottenuto
attraverso un processo produttivo continuo, senza ricorso a
congelamento o tecniche di conservazione, e destinato alla vendita
entro un arco temporale limitato. Viene inoltre vietato l’utilizzo
improprio di denominazioni che possano trarre in inganno il
consumatore, rafforzando così la trasparenza e la correttezza delle
informazioni al pubblico. Nei punti vendita, il pane fresco dovrà
essere chiaramente distinto da quello ottenuto da impasti surgelati o
precotti, con scaffali separati e informazioni trasparenti. Per chi
viola le regole sono previste sanzioni severe: l’uso improprio della
dicitura “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con conseguenze
fino alla sospensione dell’attività. Una stretta che mira a eliminare
definitivamente ambiguità e pratiche commerciali scorrette che negli
anni hanno disorientato i consumatori.
“Si tratta di una normativa molto importante perché restituisce valore
al pane artigianale e garantisce ai consumatori un’informazione
corretta – afferma Marina Manconi, Panificatrice e Presidente di
Confartigianato Gallura – finalmente si fa chiarezza in un mercato
dove troppo spesso le differenze non erano evidenti”. “Per i
panificatori artigiani sardi – aggiunge l’imprenditrice della
panificazione – questa rivoluzione rappresenta un riconoscimento
fondamentale: da tempo sollecitiamo regole chiare per distinguere i
nostri prodotti. Il provvedimento contribuisce infatti a contrastare
la concorrenza sleale e a valorizzare il pane realmente fresco”.
“Auspichiamo un iter legislativo rapido – auspica Manconi – affinché
il settore della panificazione possa contare su norme che tutelano
qualità, trasparenza e correttezza delle informazioni. Un cambiamento
significativo per una delle produzioni più rappresentative della
tradizione alimentare italiana”.
Secondo l’ultima analisi sul pane prodotto in Sardegna, realizzata
dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Istat, ogni
giorno le 930 le attività di panificazione presenti in Sardegna
sfornano, circa 3mila quintali di prodotto al giorno, equivalenti a
100mila tonnellate di prodotto fresco ogni anno, per oltre 800 i tipi
di prodotto come infarinati, insemolati ma anche per Civraxiu, Coccoi,
Moddizzosu, rosette, schiacciatine, baguette, bananine e lingue senza
dimenticare il pane alla ricotta o quello con le olive. Per ciò che
riguarda i consumi, sono 730.510 le famiglie sarde che in media
spendono ogni mese circa 21 euro. Partendo da questi dati è possibile
stimare che in media la spesa annua sostenuta da tutte le famiglie
dell’Isola per l’acquisto di pane ammonta a 186 milioni di euro.
Per i panificatori di Confartigianato Sardegna, il profumo del pane
fresco appena sfornato è inconfondibile e riempie l’animo di gioia e
positività, così come è irresistibile l’assaggio di qualche prodotto
da forno appena acquistato. Ma dietro questi gesti, c’è il lavoro
degli artigiani che ogni notte panificano, preparando specialità
sempre nuove e che utilizzano materie prime di qualità, sempre più
ricercate, per offrire al consumatore un’esperienza gustosa per il
palato, ma al contempo salutare.
“Questa normativa – riprende Manconi – assume un rilievo
particolarmente significativo per il nostro territorio, dove il pane
artigianale rappresenta non solo un prodotto alimentare, ma un
elemento identitario profondamente radicato nella tradizione e nella
cultura locale”.
Per Confartigianato, l’introduzione di criteri rigorosi e trasparenti
consente finalmente di ristabilire condizioni di maggiore equità nel
mercato, valorizzando il lavoro dei panificatori artigiani del
territorio e garantendo ai cittadini un’informazione corretta e
consapevole. Si tratta di un intervento atteso, che va nella direzione
di rafforzare la fiducia tra produttori e consumatori e di tutelare la
qualità delle produzioni locali».
“È ora fondamentale che il percorso legislativo si concluda in tempi
rapidi e che le disposizioni previste trovino un’applicazione
efficace, accompagnata da adeguati controlli – conclude la
panificatrice e Presidente di Confartigianato Gallura – solo così sarà
possibile dare piena attuazione agli obiettivi della norma, evitando
il ripetersi di pratiche scorrette e assicurando una reale
valorizzazione del pane artigianale sardo”.


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