Sabato 5 Settembre, aggiornato alle 12:37

Dopo la denuncia dell’invasione a Mortorio e il Far West in Mare è Bufera sugli “Agenti 0010”

Dopo la denuncia dell’invasione a Mortorio e il Far West in Mare è Bufera sugli “Agenti 0010”

Denunciano il turismo selvaggio nell’Arcipelago della Maddalena e finiscono nel mirino: minacce di morte al giornalista Giampaolo Barcelloneta. Ma la redazione rilancia: «Non abbiamo paura, andiamo avanti con determinazione».

SARDEGNA — E alla fine, come in tutte le brutte storie, a finire nel frullatore delle polemiche e delle ritorsioni è chi difende a viso aperto la propria terra. Il ruolo che sta rivestendo Giampaolo Barcelloneta, volto del programma televisivo d’inchiesta “Agenti 0010” insieme al collegaGianni Careddu Panu, ha sollevato un vero e proprio vespaio di reazioni, calamitando l’attenzione di stampa e TV e proiettando le cronache estive direttamente nel cuore ferito delle aree marine protette dell’isola.

Baie congestionate, centinaia di yacht e natanti stipati come moscerini: è l’immagine del turismo ricco e truculento che troppo spesso sembra infischiarsene dei divieti imposti a tutela del patrimonio naturale. Già a partire dal 2024, “gli inviati” di Agenti 0010 si erano recati all’Isola del Mortorio, perla incontaminata dell’Arcipelago della Maddalena. Allora come oggi, muniti di megafono, avevano gridato ai bagnanti e ai diportisti sordi alle regole di trovarsi in un’Area Marina Protetta a tutela integrale — uno specchio acqueo dove sono tassativamente vietati l’ancoraggio, la balneazione e persino l’approdo in spiaggia — invitandoli ad abbandonare immediatamente la zona.

Quest’anno, purtroppo, si è assistito al bis: centinaia di imbarcazioni hanno affollato nuovamente il tratto di mare in totale e sprezzante dispregio delle norme vigenti. Un atteggiamento che ha spinto i due giornalisti Agenti 0010  a ribadire un principio chiave:

«Ognuno che viene in Sardegna è il benvenuto, ma non per fare tutto ciò che vuole, calpestando le regole che i sardi prima di tutti osservano da tempo. Il turismo di lusso è una risorsa preziosa, ma non può trasformare l’isola in un Far West».

Non usano mezzi termini e dalla loro bacheca Facebook non le manda certo a dire. Con toni diretti e senza filtri, il giornalista ha chiamato in causa le istituzioni preposte alla vigilanza:

«Siamo del parere che il presidente e il direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, con tutto il rispetto per loro, dovrebbero fare mea culpa e dimettersi…»

Apriti cielo. Contro il “novelli Robin Hood del mare” e la sua squadra si è scatenato un vero e proprio putiferio. Parole pesanti, attacchi personali, offese e persino minacce di morte: un clima d’odio che certifica come le inchieste del programma abbiano toccato un tasto estremamente dolente nel sistema dell’accoglienza turistica isolana. Un sistema distorto dove, troppo spesso, a comandare non sono le leggi dello Stato e del rispetto ambientale, ma le ragioni del portafoglio.

Di fronte all’escalation di intimidazioni, la reazione di Barcelloneta e del suo collega Panu è ferma e senza esitazioni. Gli agenti del format social e  televisivo non indietreggiano di un solo millimetro e affidano a una nota ufficiale la propria risposta:

«Ormai sono anni che noi giornalisti del programma  Agenti 0010 denunciamo in tv e sui social l’invasione di imbarcazioni nelle aree vietate della Sardegna. Ora arrivano anche le minacce.

È un fatto grave, che ci indigna ancora di più quando a pronunciarle sono persone sarde e, addirittura, qualcuno della Maddalena. Perché chi ama davvero la propria terra dovrebbe essere il primo a volerla difendere, rispettare e tutelare. Noi, però, non abbiamo paura.

Abbiamo più volte denunciato situazioni che riteniamo meritevoli di attenzione, non per attaccare qualcuno, ma per raccontare i fatti e contribuire alla tutela del nostro territorio, del nostro mare e del patrimonio naturale della Sardegna. Continueremo a farlo con coraggio, orgoglio, responsabilità e rispetto, sia da sardi sia da giornalisti.

Le minacce non ci fermeranno. Anzi, ci danno ancora più forza per continuare sulla strada che abbiamo scelto: quella dell’informazione, della denuncia e della difesa del territorio. Se raccontare ciò che accade dà fastidio a qualcuno, non è un motivo per fermarci. Andiamo avanti. Con ancora più determinazione.»

Una battaglia di civiltà, dunque, che supera la semplice cronaca estiva per toccare il cuore dell’identità sarda e della sovranità ambientale. L’opinione pubblica e la cittadinanza attendono ora di capire quali risposte concrete giungeranno dalle autorità preposte alla gestione e al controllo dell’Arcipelago.

Nel mentre gli Agenti 0010 sono pronti ad adire a vie legali contro gli odiatori. Hanno due legali pronti a perorar la loro causa e a difendere la loro onorabilità.

 


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