L’installazione partecipativa simbolo di rigenerazione urbana e riscatto sociale finisce accerchiata dalle auto. L’appello e la proposta all’Amministrazione: «Bastano pochi pali e un canapone per tutelare un simbolo di futuro».
FERTILIA — Inaugurata nel dicembre del 2025 come un radioso faro di speranza e partecipazione, l’installazione site-specific ispirata al celebre “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto doveva rappresentare l’inizio di una nuova era per la borgata di Fertilia. Un’opera carica di significato, al cui simbolo bambini e membri della comunità locale hanno annodato con entusiasmo ben 2,5 chilometri di nastri colorati, recanti la parola “PACE” declinata in varie lingue. Un gesto corale di rara bellezza visiva, culturale ed emotiva.
L’iniziativa rappresenta la prima e fondamentale fase di FertiliArt, un laboratorio permanente di arte pubblica, partecipazione e rigenerazione urbana promosso dal Comune di Alghero, attuato dal Centro Commerciale Naturale “Fertilia Città di Fondazione” (capofila delle associazioni e dei comitati della borgata) Un percorso pluriennale e di ampio respiro, concepito per accompagnare la borgata fino al 2050 con l’obiettivo di riscoprire luoghi dimenticati, combattere il degrado urbano e sociale, promuovere la sostenibilità e rafforzare il legame tra la comunità e lo spazio pubblico.
Un progetto fortemente sostenuto dalle istituzioni, la cui importanza per il rinnovamento civico, ambientale e sociale della borgata era stata sottolineata con forza durante la cerimonia d’inaugurazione dal Sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e dal Consigliere Regionale Valdo Di Nolfo.
Ebbene, nonostante tantissimi — non solo a Fertilia, ma nell’intera area di Alghero e nelle zone limitrofe — sappiano perfettamente di cosa si parli e conoscano il valore dell’iniziativa, la realtà quotidiana restituisce un’immagine amara che invita a una profonda e dolorosa riflessione.
Vedere, ieri notte, ancora una volta quest’opera, trasposizione di uno dei simboli più riconosciuti dell’arte relazionale contemporanea, irrispettosamente circondata e soffocata dalle automobili, ridotta di fatto a un anonimo spazio di parcheggio pubblico, induce allo sconcerto. Le vetture sono arrivate a lambire direttamente i nastri della pace, in una dimostrazione di qualunquismo e disattenzione che stride apertamente con il messaggio stesso del Terzo Paradiso: un’opera nata per invitare la comunità (sia residente che ospitante) a confrontarsi su un rinnovato rapporto con la natura e l’ambiente, spingendo a rivedere i nostri comportamenti verso gli altri e verso ciò che ci circonda per essere persone migliori e costruire un mondo migliore.
Ciò che fa più riflettere è che non si tratta affatto di una drammatica carenza di posti auto. Gli spazi regolari per parcheggiare ieri c’erano ed erano persino abbondanti, a patto di fare soltanto qualche decina di metri a piedi verso la zona più periferica di Fertilia. Si è preferita la comoda pigrizia di lasciare il veicolo a ridosso dell’opera, ignorando anche il pannello esplicativo installato appositamente per raccontare l’iniziativa.
Oggi siamo ancora qui a dover parlare del poco rispetto dovuto ai luoghi pubblici e alla memoria collettiva, sopraffatti da una distrazione generalizzata incapace persino di leggere e comprendere ciò che ha di fronte.
Di fronte a questa persistente insensibilità, non rimane altro che affrontare il problema di petto. È auspicabile e urgente che l’Amministrazione Comunale delimiti in maniera inequivocabile un’area che non può e non deve essere scambiata per uno spazio di sosta, dotandola anche di segnaletica verticale.
La soluzione è semplice ed economica: bastano pochi pali e un bel canapone per impedire anche ai più distratti di parcheggiare laddove non si dovrebbe. Un piccolo intervento di arredo urbano per proteggere e tutelare una zona che rappresenta il primo tassello del futuro di Fertilia da qui al 2050.








