ALGHERO – Una giornata da bollino rosso, conclusa con la spiacevole sorpresa del parabrezza “farcito” da un avviso di multa. È quanto accaduto ieri nelle aree adiacenti alla rinomata spiaggia delle Bombarde ad Alghero, teatro di un blitz della Polizia rurale mirato a contrastare la sosta irregolare. Per decine di bagnanti e turisti, il rientro da un bagno ristoratore nelle acque cristalline del litorale si è trasformato in una doccia fredda. Ci recapitano numerosi video e foto a testimoniare i fatti più di tante parole.
Complice il grande afflusso del fine settimana, l’area di sosta ha raggiunto la saturazione già nelle prime ore del mattino. Incapaci di trovare posto, moltissimi automobilisti hanno ceduto alla tentazione del “parcheggio selvaggio”, lasciando i propri veicoli sui cigli della strada, lungo la carreggiata o su spazi non consentiti. La risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere, con sanzioni a pioggia per chi ha ignorato la segnaletica orizzontale e verticale pur di guadagnare qualche metro in meno di camminata.
Il giro di vite è la diretta conseguenza dei recenti interventi di salvaguardia ambientale. Dopo l’installazione delle prime palizzate sul lato sinistro della discesa a mare, i lavori di recinzione hanno interessato anche il versante destro. Questi sbarramenti in legno agiscono da veri e propri dissuasori, impedendo la sosta incontrollata nello sterrato e nel sottobosco della pineta – una consuetudine tollerata per decenni che oggi appartiene al passato.
Le regole d’accesso sono cambiate radicalmente: gli unici stalli autorizzati si riducono ai 134 parcheggi a pagamento. Esaurita questa riserva, per le auto non c’è altra scelta che fare dietrofront. Un’impostazione che trasforma di fatto il polmone verde delle Bombarde in un’area a numero chiuso blindata.
Se il valore ecologico del progetto trova un consenso generale sul piano teorico, la sua ricaduta pratica sta sollevando accese polemiche tra residenti e frequentatori storici. A farne le spese sono soprattutto gli amanti non solo dell’arenile principale, ma anche dei tratti di scogliera circostanti – come il promontorio verso il Vermell o la fascia tra Punta Negra e Fertilia – ormai diventati quasi inaccessibili.
La critica principale rivolta all’amministrazione riguarda l’assenza di politiche infrastrutturali lungimiranti. Senza la creazione di aree sosta attrezzate al di fuori del perimetro tutelato, le misure di salvaguardia rischiano di tradursi in semplici azioni punitive.
In un territorio ad altissima vocazione turistica, il contrasto tra l’esigenza di tutela e la vivibilità della costa appare sempre più evidente: senza opzioni di mobilità alternative o strutture di supporto, il confine tra la protezione del paesaggio e la preclusione della costa al pubblico diventa estremamente labile.
Per mitigare la congestione e garantire un accesso sostenibile al litorale algherese senza affidarsi unicamente al contrasto sanzionatorio, è necessario affiancare alla tutela ambientale un piano integrato di infrastrutture e servizi.
Creazione di aree di sosta scambiatrici al di fuori del perimetro protetto (ad esempio nelle vicinanze della SS 127 bis o lungo le direttrici da Fertilia), per accogliere i flussi veicolari prima del raggiungimento della fascia costiera.
Si potrebbe Verificare la possibilità di trasformare le vie di accesso interno, opportunamente allargate e sistemate, un ambito dove la sosta sia regolamentata, non come avviene oggi, subita. Se poi le proprietà immobiliare della zona, decidessero di “aprire” dietro un corrispettivo, si avrebbero opzioni davvero interessanti per la gestione e l’ordine di una zona dove andare al mare non può diventare un incubo “sperando di farla franca”.








