Ultime due giornate, fitte di impegni, per Time in Jazz: tra domani (sabato 15) e domenica (16 agosto), il festival ideato e diretto da Paolo Fresu completa il cammino della sua trentanovesima edizione, partita sabato scorso e proseguita giorno dopo giorno tra il suo epicentro, Berchidda, e gli altri quindici comuni e località del nord Sardegna coinvolti quest’anno: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l’Agnata), Viddalba. Domani (giovedì 15) gli appuntamenti in agenda, tutti a Berchidda, culmineranno in serata con i concerti del quartetto di Fabrizio Bosso e la consueta festa di Ferragosto che chiude la serie dei concerti sul palco centrale del festival, quello allestito in piazza del Popolo: a guidare le danze, quest’anno, il gruppo Kokoroko. Poi, domenica (16 agosto), sipario finale con l’ormai tradizionale concerto al tramonto alla Peschiera di San Teodoro, protagonista lo stesso Paolo Fresu in duo con Daniele di Bonaventura.
- Il programma per Ferragosto
Per Ferragosto, come da tradizione, Time in Jazz pianta le tende nella campagna poco fuori Berchidda. La mattina trascorrerà con una serie di appuntamenti sotto gli alberi intorno alla chiesetta di San Michele. Il primo, alle 10, è un evento immancabile del festival e di Time to Children, la sua sezione dedicata ai bambini: “Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa“, una nuova storia della serie di racconti scritti e interpretati dall’attore e regista Giancarlo Biffi, con i contributi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori.
Sempre a San Michele, alle 11, il consueto appuntamento ferragostano con “Time to Speak” vede protagonista Alessandro Bergonzoni con “Non coprire le distanze, ma scoprir le vicinanze“: uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali. Spazio poi alla musica: in questa edizione del festival all’insegna del centenario della nascita di Miles Davis, Dado Moroni – uno dei pianisti jazz italiani più richiesti in Europa e in America – proporrà una personale rilettura pianistica dell’universo musicale del grande trombettista afroamericano. Il percorso prende avvio dalle influenze decisive che ne hanno plasmato l’estetica – dal pianismo essenziale di Ahmad Jamal alla lezione del trombettista Clark Terry, maestro di Davis e con cui lo stesso Moroni ha lavorato per quindici anni – per approdare a uno dei vertici assoluti della storia del jazz: l’album “Kind of Blue”. Un viaggio attraverso sonorità e suggestioni che richiama l’eredità di un capolavoro inciso insieme a giganti come John Coltrane, Cannonball Adderley, Bill Evans, Wynton Kelly, Paul Chambers e Jimmy Cobb.
Al termine del concerto di Dado Moroni, un breve trasferimento porta il festival nella vicina chiesetta di Santa Caterina, dove, dopo il tradizionale momento conviviale del Pranzo berchiddese (prenotazioni già esaurite da giorni), si apre un’altra serie di appuntamenti. Il primo, alle 17, rientra nell’ambito di Time to Read, la sezione del festival dedicata ai libri e agli autori: il chitarrista e scrittore Reno Brandoni presenta il suo primo romanzo, “L’urlo di Miles“ (casa editrice Le Ruzzole, 2026), che unisce la figura di Miles Davis a un profondo vissuto personale dell’autore. La prefazione è firmata da Paolo Fresu.
Infine, alle 18, la gita fuoriporta si chiude con “La storia siamo noi“, con il romanziere Flavio Soriga che racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all’elettronica. Un’altra produzione originale di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz.
Rientrato in paese, il pubblico è atteso alle 19:30 in Piazza Funtana Inzas, da un altro appuntamento immancabile del festival per Ferragosto: il concerto della Banda Musicale “Bernardo De Muro”, autentica istituzione di Berchidda, nelle cui file lo stesso Paolo Fresu ha mosso da giovanissimo i primi passi tra le note del suo fortunato cammino artistico; diretta da Giovanni Scanu e con la prevedibile partecipazione di ospiti a sorpresa, la “De Muro” presenterà un omaggio a Miles Davis portando la sua musica dentro la tradizione bandistica.
Alle 21.30, riflettori accesi sul palco di piazza del Popolo per il primo concerto della serata: di scena il quartetto di Fabrizio Bosso, con Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria; un sodalizio umano e musicale ormai più̀ che decennale che esprime pienamente, nel suono, nell’interplay e nella scrittura, quell’idea di condivisione totale che rappresenta da anni la cifra stilistica del pensiero musicale del trombettista torinese. Sei gli album all’attivo: “Duke” (2015), omaggio al grande Ellington; “State of the Art – live” (2017), uno dei momenti più luminosi della carriera del trombettista; “Merry Christmas Baby” (2017); “We4” (2020), “We Wonder” (2022), dedicato al genio musicale di Stevie Wonder, e il recentissimo “Routes”, pubblicato lo scorso giugno.
Fabrizio Bosso conduce il quartetto con naturalezza e carisma, forte di una profonda fiducia reciproca. L’energia e al tempo stesso l’eleganza della sua tromba emergono nell’espressione inconfondibile del timbro e dell’inventiva, ma sempre lasciando spazio agli altri, permettendo alle diverse individualità del gruppo di fiorire ed emergere ogni volta. Una musica, quella di questo quartetto, che vive della somma di quattro visioni. Un organismo unico, in cui la personalità̀ di Bosso e quella dei suoi compagni si fondono in un’unica voce. Il programma del concerto attingerà sia ai numerosi brani originali firmati da tutti i componenti del quartetto, sia a diversi omaggi musicali e standard jazz: un repertorio ricco ed eterogeneo, che riflette non solo la condivisione e la sintonia, ma anche la libertà di approccio che unisce i quattro musicisti.
Al termine del concerto di Fabrizio Bosso, intorno alle 23, sgomberata la platea dalle sedie e aperta all’ingresso gratuito, parte l’immancabile festa di Ferragosto che accompagna ogni edizione del festival verso il suo epilogo. Il compito di guidare le danze spetta quest’anno ai Kokoroko con la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e groove coinvolgenti. Con i due leader, Sheila Maurice-Grey (tromba e voce) e Roy Onome Edgeworth (percussioni), saliranno sul palco Anoushka Nanguy (trombone e voce), Yohannes Kebede (tastiere), Oluwatobi Adenaike-Johnson (chitarra), Duane Atherley (basso) e Ayobami Salawu (batteria).
I Kokoroko nascono nel 2014 dall’incontro tra Sheila Maurice-Grey e Onome Edgeworth, con l’obiettivo di connettere la diaspora africana attraverso con generi come Afrobeat e Highlife. Si fanno rapidamente notare nella scena jazz londinese e nel 2018 ottengono grande visibilità grazie al successo virale del brano “Abusey Junction”. Dopo tour e sperimentazioni, nel 2019 pubblicano un EP di debutto di successo e nel 2022 il primo album, “Could We Be More”, che entra nella Top 40 UK e riceve ottime recensioni. Il progetto si amplia con remix orientati alla club culture, esplorando generi come afro-house e techno. Nel tempo la band evolve oltre l’etichetta di “London jazz”, sviluppando un suono che riflette la varietà musicale della diaspora nera londinese. Questo percorso culmina nel loro secondo album, “Tuff Times Never Last”, uscito un anno fa; un lavoro incentrato su resilienza, gioia e memoria, ispirato alla vita e alla comunità a Londra. Il disco amplia ulteriormente le influenze del gruppo (funk, disco africana, neo-soul, bossa nova, lovers rock) e adotta un tono più leggero e celebrativo, segnando una nuova fase artistica più aperta, colorata e orientata al piacere del fare musica. Lo stesso piacere che coinvolgerà il pubblico nel festoso arrivederci all’anno prossimo con i concerti in Piazza del Popolo di Time in Jazz.
E al termine del concerto dei Kokoroko, ancora musica fino a notte fonda con l’ultimo dj set di Renton “A Not Necessay Mix”.
- Domenica 16 agosto l’ultima giornata del festival
Domenica (16 agosto) gli ultimi appuntamenti di Time in Jazz cominciano a mezzogiorno a Berchidda, al Museo del Vino, con la presentazione del volume Time in Jazz Diary 2025 (Postcart 2026), un racconto per immagini della passata edizione di Time in Jazz, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni attraverso le fotografie di Francesca Sara Cauli, in dialogo con Paolo Fresu. Gli stessi scatti, insieme a quelli di David Morresi, sono raccolti nella mostra What a Wonderful World, a Sa Casara. La musica entra in scena verso il tramonto, alle 18, nella consueta cornice della Peschiera di San Teodoro. Protagonista anche quest’anno l’ideatore e direttore artistico del festival, Paolo Fresu, in questa occasione nel collaudato duo con Daniele di Bonaventura, apprezzato interprete del bandoneon, lo strumento a mantice tipico del tango, su cui ha sviluppato una feconda produzione artistica e collaborazioni che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz alla musica etnica alla world music. Un felice sodalizio artistico, quello fra il trombettista sardo e il bandoneonista marchigiano, cementato negli anni attraverso tanti concerti e progetti, in particolare quelli con il coro corso A Filetta e con l’album “In maggiore” pubblicato nel 2015 dalla prestigiosa etichetta ECM. Un dialogo in musica nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei. Gli stessi aromi che domenica si potranno respirare nello straordinario contesto ambientale della Peschiera di San Teodoro. Infine, l’ultimo appuntamento del trentanovesimo Time in Jazz è a Berchidda, alle 22 alla Caffetteria della Piazza con The Dangerous 3, trio cagliaritano dalle sonorità neo-rockabilly, surf e punk-rock, con Kris Sinister alla chitarra e alla voce, Boogie George al contrabbasso e Carmine Red Tuft alla batteria. Il trio, che si è formato a Cagliari nel 2024, è una nuova realtà nel panorama sardo, che propone sia cover di brani iconici (come quelli di Eddie Cochran, Link Wray etc.) sia inediti.
- Info
Il biglietto per il concerto del quartetto di Fabrizio Bosso costa 20 euro (mentre l’ingresso è gratuito nella seconda parte della serata con i Kokoroko). Prevendita su Vivaticket. Biglietteria aperta a Berchidda, in piazza del Popolo, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22.30. Riduzioni valide per gli spettatori over 65 e per i soci Time in Jazz; riduzioni del 50 per cento per gli under 27. Per informazioni e assistenza la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 3874963 e all’indirizzo info@timeinjazz.it. Tutti gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.
La trentanovesima edizione del festival Time in Jazz è promossa e organizzata dall’associazione culturale Time in Jazz con il contributo del Ministero della Cultura, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, della Comunità Montana Monte Acuto, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti, della Fondazione di Sardegna, di Illumia, del Banco di Sardegna, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries e di Biorepack, mentre Radio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale di Time in Jazz.








