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Addizionale diritti d’imbarco, Pittalis e Tedde (Forza Italia): «una voragine normativa. Manca il passaggio decisivo per il ristoro allo stato»

Addizionale diritti d’imbarco, Pittalis e Tedde (Forza Italia): «una voragine normativa. Manca il passaggio decisivo per il ristoro allo stato»

Cagliari, 12 agosto 2026 -«La riduzione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco annunciato dalla Regione nella variazione in discussione è un obiettivo che condividiamo e che abbiamo sempre proposto alla Todde. Ma la misura, così come è stata costruita, presenta una grave lacuna normativa e finanziaria. La Regione non può limitarsi a stanziare risorse nel proprio bilancio: deve essere disciplinato con chiarezza anche il ristoro delle somme che, in assenza dell’azzeramento, sarebbero destinate al bilancio dello Stato».
Lo affermano Pietro Pittalis e Marco Tedde, esponenti di Forza Italia, che contestano in particolare l’assenza, nel testo della Giunta regionale, di una previsione puntuale sul meccanismo di compensazione del minor gettito erariale.
«Il punto è molto semplice – spiegano Pittalis e Tedde –. Se la Regione intende farsi carico del costo dell’azzeramento dell’addizionale, non basta dire che la spesa sarà sostenuta dal bilancio regionale: occorre stabilire come verrà garantito annualmente il corrispondente trasferimento all’entrata del bilancio dello Stato e con quale strumento normativo».
«Parliamo di una cifra tutt’altro che marginale – proseguono gli esponenti azzurri –. Il riferimento è a oltre 18 milioni di euro all’anno. Proprio per questo sorprende che nel provvedimento regionale manchi una disciplina organica di questo passaggio. La copertura finanziaria regionale dell’intervento e il ristoro del minor gettito statale sono due questioni distinte e devono essere entrambe affrontate».
«Non è una questione meramente contabile – aggiungono Pittalis e Tedde – ma riguarda i rapporti finanziari tra Stato e Regione e l’esercizio di una competenza che incide su un prelievo disciplinato dalla legislazione statale. Se si vuole rendere effettivamente praticabile l’azzeramento, bisogna costruire con il Governo e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze il necessario quadro normativo, prevedendo anche il meccanismo di compensazione e di versamento all’Erario».
Pittalis e Tedde evidenziano inoltre la natura parziale della misura.
«L’addizionale viene azzerata soltanto nei mesi di novembre-marzo, con un’estensione ad aprile e maggio per Alghero negli anni 2027 e 2028. È un passo positivo, ma certamente non sufficiente. Se l’obiettivo è sostenere la competitività del sistema aeroportuale sardo, ridurre il costo dei biglietti e favorire la destagionalizzazione, serve una misura strutturale e non intermittente».
«Per Alghero – sottolineano – aprile e maggio sono mesi fondamentali per l’avvio della stagione turistica. L’estensione prevista per questi due mesi è quindi positiva, ma resta una soluzione parziale e a tempo. La destagionalizzazione non può essere affidata a una misura che cambia durata e ambito di applicazione di anno in anno».
«La Regione deve quindi correggere immediatamente questa lacuna – concludono Pittalis e Tedde – aprendo un confronto formale con il Governo e con il MEF e predisponendo lo strumento normativo necessario a garantire annualmente il ristoro delle somme spettanti allo Stato. Se la cifra da garantire è nell’ordine dei 18 milioni di euro annui, questo dato deve essere assunto come elemento centrale della costruzione finanziaria dell’operazione». “Forza Italia è disponibile -commenta Pittalis- a porsi come collegamento fra Regione e Governo per giungere ad un obbiettivo tecnicamente ineccepibile.”
«Siamo favorevoli all’abbattimento dell’addizionale e a ogni misura capace di rendere più accessibile il trasporto aereo e sostenere la Sardegna nei mesi di minore traffico. Ma una misura di questa portata deve essere completa sotto il profilo finanziario e inattaccabile sotto quello giuridico. Non si può annunciare l’azzeramento dell’addizionale lasciando scoperto proprio il passaggio relativo alle risorse destinate allo Stato. La Sardegna ha bisogno di una misura vera, strutturale e condivisa con il Governo, non di una soluzione normativa monca».


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