La pagina Facebook del Giornale di Oristano è stata bloccata dal social network
a seguito di un errore di interpretazione relativo a un contenuto giornalistico
condiviso sulla piattaforma.
Al centro della vicenda c’è un post che rilanciava un articolo dedicato alla
percentuale di escort, provincia per provincia, in Sardegna. Il contenuto,
pubblicato con finalità esclusivamente giornalistiche e di informazione, è stato
interpretato due mesi fa dai sistemi di moderazione di Meta come un contenuto
riconducibile allo sfruttamento degli esseri umani e della prostituzione.
L’obiettivo dell’articolo era, al contrario, quello di informare e denunciare il
fenomeno dello sfruttamento legato alla prostituzione, affrontando il tema
attraverso dati e informazioni di carattere giornalistico.
Il direttore del Giornale di Oristano, Pietro Serra, ha presentato inizialmente
opposizione al provvedimento, chiedendo il ripristino dell’account e
contestando la decisione del social network. L’azione intrapresa non ha però
portato alla riattivazione del profilo: l’algoritmo ha successivamente confermato
il blocco definitivo dell’account collegato alla pagina. La conseguenza è stata il
blocco delle funzionalità della pagina Facebook del Giornale di Oristano. La
pagina rimane tuttora visibile agli utenti, ma non è possibile pubblicare nuovi
contenuti né svolgere la normale attività editoriale attraverso il canale social.
La vicenda è stata successivamente sottoposta anche ad Adr Center – Servizio di
risoluzione extragiudiziale delle controversie, nell’ambito della procedura di
ricorso prevista per le controversie relative alle decisioni delle piattaforme
online. Il Giornale di Oristano ha ottenuto un esito favorevole nel ricorso e
Meta è stata sanzionata con una somma di 500 euro. Nonostante l’esito della
procedura e la sanzione, la situazione della pagina non è ancora stata risolta. Il
blocco permane e il Giornale di Oristano non ha quindi recuperato la possibilità
di utilizzare normalmente la propria pagina Facebook per la pubblicazione delle
notizie.
“Quanto accaduto ci preoccupa perché un contenuto giornalistico, nato con
l’obiettivo di informare e mettere in evidenza un fenomeno delicato come lo
sfruttamento legato alla prostituzione, è stato interpretato in maniera
completamente opposta rispetto al suo reale significato. Ancora più
preoccupante è il fatto che, nonostante il ricorso accolto e la sanzione nei
confronti di Meta, la situazione non sia stata ancora risolta. Non si tratta
soltanto del nostro giornale: casi simili hanno riguardato anche altre realtà
editoriali. È necessario garantire maggiore attenzione alle decisioni
automatizzate quando incidono concretamente sulla libertà di informazione e
sull’attività dei giornali”.
Ufficio stampa Giornale di Oristano








