di Caspa
Da metà giugno ad inizio agosto, Goletta Verde di Legambiente, ha navigato lungo la Penisola in difesa di mare e coste; in Sardegna dei 28 campioni esaminati 2 sono risultati fortemente inquinati e sono tutti e 3 foci dei fiumi. E gigliora la situazione dall’anno scorso, ma le foci dei fiumi rimangono i punti critici del sistema di depurazione. La foce del rio Foxi è storicamente un punto fuori dai limiti, e, dopo il miglioramento dello scorso anno, è tornato a peggiorare.
Sono 28 i campioni esaminati da Goletta Verde lungo le coste sarde tra il 14 e il 24 luglio: 5 sono stati prelevati in foce di fiumi o canali e 23 a mare. Sono 3 i campioni risultati fuori dai limiti di legge alle analisi microbiologiche effettuate da laboratori specializzati sul territorio: 2 punti sono stati giudicati “Fortemente inquinati”, in quanto i campioni superano di più del doppio i limiti normativi considerati, e 1 campione ha avuto il giudizio di “Inquinato”. I 2 punti “Fortemente inquinati” sono la foce del Rio Foxi a Quartu Sant’Elena (Città Metropolitana di Cagliari), storicamente fuori dai limiti e la foce Sos Palones, in località San Giovanni a Posada (NU) la cui foce risulta balneabile dal Portale Acque. Questo punto, entro i limiti dal 2024, quest’anno per la prima volta è risultato oltre. Il campione risultato “Inquinato” è stato invece prelevato alla foce del Riu Mannu, in località Portixeddu a Fluminimaggiore (VS).
Questi, in sintesi, i dati esposti ieri in conferenza stampa a Porto Torres da Mattia Lolli, Portavoce Goletta Verde, Maria Carmela Caria, Circolo Legambiente L’Olivastro – Sassari, Alessia Merlo, Responsabile CONOU Coordinamento Area 2 e Marta Battaglia, Presidente Legambiente Sardegna. Presenti anche Giulia Cusmai, Tenente di vascello (CP), delegato dal capo del compartimento marittimo di Porto Torres, e Raimondo Fanari, della Direzione generale di Abbanoa. Nella Città Metropolitana di Sassari, entro i limiti tutti i punti effettuati ad Alghero, ai Bastioni Cristoforo Colombo pressi Torre Sulis, alla foce del corso d’acqua presso Via Garibaldi e in spiaggia Fertilia vicino allo sbocco dello stagno Calich. Sempre entro i limiti a Platamona (Sorso) la spiaggia terzo pettine e la spiaggia Isola Rossa a Trinità d’Agultu.
“Siamo soddisfatte dei risultati del monitoraggio di Goletta Verde sulla costa sarda – ha dichiarato Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna, che restituiscono un numero contenuto di punti in cui gli inquinanti superano le soglie di legge e fanno ben sperare rispetto ad alcune situazioni frequentemente critiche negli ultimi anni che sembrano essersi almeno momentaneamente risolte. I campionamenti, svolti in piena stagione balneare e quindi con un carico antropico più massiccio, indicano comunque le foci dei fiumi come punti critici del sistema di depurazione: in alcuni casi cronicizzati spiace di non vedere un miglioramento; in altri, fenomeni che possiamo supporre circoscritti devono essere comunque essere indagati e risolti in sinergia con le amministrazioni locali e gli enti competenti.”
Il giorno precedente, sempre a Porto Torres nella sala conferenze dell’area marina protetta dell’Asinara si è svoto una importunate tavola rotonda sul tema energetico dal titolo: “Decarbonizzazione è crescita, la nostra via verso la transizione ecologica”. A conclusione dei lavori il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, rivolgendosi alle istituzioni regionali, è stato chiaro e netto affermando che la Sardegna non può puntare sul metano. Era una scelta giusta per la transizione negli anni 90, oggi sono le rinnovabili. O gli amministratori regionali cambiano strategia sul metano puntando sulle rinnovabili oppure bisogna cambiare gli amministratori. Infatti oggi il costo dell’energia è pagato attraverso il prezzo uguale in tutta Italia. A breve dal Pun (prezzo unico nazionale) l’energia elettrica anche in Sardegna si pagherà in base a quanta energia rinnovabile si produrrà. Con le rinnovabili il costo dell’ energia potrà scendere altrimenti salirà. Insomma il metano non potrà dare una mano alle tasche dei sardi, e Legambiente, attraverso le parole del presidente Stefano Ciafani, ha voluto dare la sveglia alla Sardegna che ha visto, nel silenzio generale, spostare la chiusura delle due centrali a carbone presenti nell’isola, dal 2025 al 2038. Un silenzio fossile, alla “luce” dell’opposizione al sole e al vento.









