Di seguito un comunicato stampa a nome dei capigruppo della maggioranza, con gentile preghiera di pubblicazione.
L’acquisizione dell’ex Ostello della Gioventù al patrimonio comunale rappresenta una scelta importante: un bene di grande valore storico, architettonico e identitario resta pubblico e potrà essere recuperato e restituito alla comunità.
L’obiettivo dell’Amministrazione è destinarlo a finalità abitative e sociali, inserendolo nel più ampio progetto di housing pubblico previsto anche nel nuovo Piano Urbanistico Comunale. L’ex Ostello e le aree retrostanti costituiscono infatti un tassello strategico per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa, offrendo nuove opportunità a giovani, famiglie e persone in condizioni di fragilità.
L’attuale disciplina urbanistica non rappresenta un ostacolo: l’adeguamento della destinazione d’uso potrà avvenire attraverso una variante non sostanziale. Allo stesso modo, il vincolo storico-architettonico tutela l’edificio senza impedirne il recupero e la rifunzionalizzazione.
Per questo sorprende il voto contrario di Lega, Fratelli d’Italia e Riformatori.
Chi afferma di voler valorizzare Fertilia ha scelto di opporsi all’acquisizione pubblica di uno dei suoi beni più significativi e alla possibilità di restituirgli una funzione sociale. È una contraddizione evidente.
Valorizzare Fertilia non significa limitarsi alle dichiarazioni d’intenti. Significa assumersi la responsabilità di tutelarne il patrimonio, investire sul futuro della borgata e creare servizi e opportunità per chi la vive.
Noi questa scelta l’abbiamo fatta.
La crisi abitativa è oggi una delle più gravi emergenze sociali del nostro territorio. Affitti sempre più elevati, la crescita degli affitti turistici brevi e la cronica insufficienza di edilizia pubblica rendono sempre più difficile, soprattutto per i giovani e per molte famiglie, costruire un progetto di vita.
Difendere il diritto alla casa significa garantire dignità, sicurezza e prospettive. Significa offrire alle persone la possibilità di costruire il proprio domani, senza essere costrette a lasciare il territorio in cui vivono. È questa la direzione che abbiamo scelto di seguire, con atti concreti e una visione di lungo periodo” chiude la nota a firma di
L’obiettivo dell’Amministrazione è destinarlo a finalità abitative e sociali, inserendolo nel più ampio progetto di housing pubblico previsto anche nel nuovo Piano Urbanistico Comunale. L’ex Ostello e le aree retrostanti costituiscono infatti un tassello strategico per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa, offrendo nuove opportunità a giovani, famiglie e persone in condizioni di fragilità.
L’attuale disciplina urbanistica non rappresenta un ostacolo: l’adeguamento della destinazione d’uso potrà avvenire attraverso una variante non sostanziale. Allo stesso modo, il vincolo storico-architettonico tutela l’edificio senza impedirne il recupero e la rifunzionalizzazione.
Per questo sorprende il voto contrario di Lega, Fratelli d’Italia e Riformatori.
Chi afferma di voler valorizzare Fertilia ha scelto di opporsi all’acquisizione pubblica di uno dei suoi beni più significativi e alla possibilità di restituirgli una funzione sociale. È una contraddizione evidente.
Valorizzare Fertilia non significa limitarsi alle dichiarazioni d’intenti. Significa assumersi la responsabilità di tutelarne il patrimonio, investire sul futuro della borgata e creare servizi e opportunità per chi la vive.
Noi questa scelta l’abbiamo fatta.
La crisi abitativa è oggi una delle più gravi emergenze sociali del nostro territorio. Affitti sempre più elevati, la crescita degli affitti turistici brevi e la cronica insufficienza di edilizia pubblica rendono sempre più difficile, soprattutto per i giovani e per molte famiglie, costruire un progetto di vita.
Difendere il diritto alla casa significa garantire dignità, sicurezza e prospettive. Significa offrire alle persone la possibilità di costruire il proprio domani, senza essere costrette a lasciare il territorio in cui vivono. È questa la direzione che abbiamo scelto di seguire, con atti concreti e una visione di lungo periodo” chiude la nota a firma di
Anna Arca Sedda
Marco Colledanchise
Gabriella Esposito
Gianni Martinelli
Giampietro Moro
Christian Mulas
Giusy Piccone
Emiliano Piras
Beatrice Podda









