Dalle mura del centro storico algherese fino ai nuclei d’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri: la storia del cantautore che trasforma le radici marinare in poesia in musica.
ALGHERO – «Da non ascoltare una sola volta»: era stato questo l’invito e l’occhiello con cui avevamo proposto la canzone “La Vira del Pascarò”, scritta a quattro mani da Marco Lai e Marco Baroni ed eseguita da una coppia d’eccezione formata dallo stesso Lai e da una grandissima interprete come Franca Pinna. Il risultato finale è stato semplicemente straordinario.
Si tratta di un brano che trasuda Alghero da ogni rima e da ogni nota. Con la sua voce roca e graffiante, Marco Lai riesce a raccontare in musica, nel breve e intenso spazio di tre minuti, un frammento autentico di vita vissuta: la vita dura, poetica e profonda del pescatore.
Marco Lai è un autentico figlio di Alghero. Dopo le prime e significative esperienze lavorative in mare, “de pascarò” appunto, ha intrapreso la carriera militare indossando la divisa dell’Arma dei Carabinieri e raggiungendo negli anni un profilo professionale di alto livello, universalmente riconosciuto. È la storia di un algherese emigrato in giovane età per ragioni di lavoro, ma le cui radici con la propria città natia, con i propri amici e con il proprio mondo d’origine sono rimaste solide e indistruttibili.
Lo ammette lui stesso con profondo ed evidente orgoglio:«Sono un ragazzo della Muralla, cresciuto nel cuore del centro storico, in Piazza Santa Croce, laddove il solaio rilasciava un profumo di mare inconfondibile, che solo un algherese conosce».
Dopo le prime fatiche tra le onde, è arrivato il diploma di scuola superiore, primo tassello di un percorso formativo continuo che lo ha portato a conseguire importanti attestati e specializzazioni per la sua attività nell’Arma. Marco Lai si è infatti specializzato in rilievi dattiloscopici, biologici, chimici, merceologici e fotografici, ed è appartenuto a un nucleo investigativo di altissima specializzazione formato dall’ISTI, operando come addetto ai rilievi tecnici e al repertamento. Un dettaglio che sottolinea il grande valore professionale dell’uomo.
Dentro di sé, tuttavia, Lai ha sempre coltivato una passione sana e profonda: tenere una buona chitarra tra le mani, creare, scrivere e cantare. Oggi rappresenta l’espressione classica di quel cantautorismo che vive e risiede lontano da Alghero, ma che continua a trarre linfa vitale dalla memoria e dall’amore per la propria terra, della propria città, della sua lingua.
Dalla proficua collaborazione con il bravo cantante e musicista Marco Baroni nascono autentiche perle musicali. L’intuito decisivo è stato poi quello di coinvolgere nel progetto la cantante oschirese Franca Pinna, artista di straordinaria sensibilità che non ha certo bisogno di presentazioni.
Non è la prima volta che questo connubio regala grandi emozioni: anni fa Marco Lai partecipò con una sua composizione al Festival della Canzone Algherese, dove la sua “Estrella” fu interpretata magistralmente proprio da Franca Pinna. A questa fece seguito un altro brano di grande spessore dedicato a Pino Multineddu.
Oggi, con “La Vira del Pascarò”, presentata all’ultimo Festival, il cerchio si chiude con un’opera che, ascoltata con attenzione e metabolizzata strofa dopo strofa, profuma di mare, di barca, di pesce fresco e di pescatori. L’obiettivo del cantautore algherese era proprio questo: non trasmettere una semplice emozione musicale, ma far respirare all’ascoltatore quell’alito inconfondibile che si vive a bordo di una barca in mezzo al mare, guardando la luna che si ritira — croce e delizia di chi sul mare lavora per vivere.







