Sabato 15 Agosto, aggiornato alle 10:32

Graduatorie provvisorie della misura PSR/CSR SRD01 – Investimenti nelle aziende agricole della Sardegna: un fallimento annunciato

Graduatorie provvisorie della misura PSR/CSR SRD01 – Investimenti nelle aziende agricole della Sardegna: un fallimento annunciato

Graduatorie provvisorie della misura PSR/CSR SRD01 – Investimenti nelle aziende agricole della Sardegna: un fallimento annunciato. Il Centro Studi Agricoli chiede il ritiro della procedura e la ripubblicazione del bando.

L’Ufficio di Presidenza del Centro Studi Agricoli (CSA), riunitosi per analizzare le graduatorie provvisorie della misura PSR/CSR SRD01 – “Investimenti nelle aziende agricole”, pubblicate dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura guidato dall’Assessore Francesco Agus, esprime un giudizio estremamente negativo su quanto sta emergendo.

Purtroppo si sta concretizzando esattamente ciò che il Centro Studi Agricoli aveva previsto e denunciato fin dall’uscita del bando.

Quando la politica abdica al proprio ruolo di indirizzo e lascia che siano esclusivamente la burocrazia e gli aspetti tecnico-amministrativi a governare provvedimenti così delicati, il risultato è un sistema incomprensibile, pieno di criticità interpretative e destinato a produrre un contenzioso senza precedenti.

Il Centro Studi Agricoli aveva più volte invitato l’Assessorato regionale a ritirare il bando, evidenziando come fosse stato scritto con criteri poco chiari, disposizioni di difficile interpretazione e requisiti che avrebbero inevitabilmente prodotto un elevatissimo numero di esclusioni. Avevamo chiesto di riscrivere il provvedimento e ripubblicarlo con regole semplici, trasparenti e realmente applicabili. L’Assessore Francesco Agus ha invece deciso di proseguire senza modifiche sostanziali e oggi i numeri dimostrano che quelle preoccupazioni erano pienamente fondate.

L’analisi delle graduatorie provvisorie è impietosa.

Su 3.194 domande complessive, risultano finanziabili appena 315 aziende agricole, pari a meno del 10% del totale, mentre 2.879 imprese, oltre il 90%, restano escluse.

Ancora più preoccupante è la distribuzione territoriale.

  • Nuorese: 146 domande finanziabili su 816 (18%), con 670 escluse.
  • Sassarese: 51 finanziabili su 713, appena il 7%, con il 93% delle aziende escluse.
  • Oristanese: 30 finanziabili su 470 (6%), con il 94% escluse.
  • Basso Campidano: 22 finanziabili su 389 (6%).
  • Gallura: 21 finanziabili su 279 (8%).
  • Medio Campidano: 18 finanziabili su 285 (6%).
  • Ogliastra: 25 finanziabili su 140 (18%).
  • Sulcis Iglesiente: appena 2 aziende finanziabili su 102, pari al 2%, con il 98% delle domande escluse.

Sono percentuali che non possono essere considerate fisiologiche per una misura destinata a sostenere gli investimenti delle aziende agricole.

Il dato del Sulcis Iglesiente, dove il 98% delle domande risulta escluso, rappresenta uno dei casi più eclatanti mai registrati in Sardegna. Ma altrettanto allarmanti sono i dati del Sassarese, dell’Oristanese, del Medio Campidano e del Basso Campidano, territori nei quali viene esclusa la quasi totalità delle imprese agricole partecipanti.

Per il Centro Studi Agricoli questi numeri dimostrano che il problema non riguarda gli agricoltori né i tecnici che hanno predisposto le domande, ma l’impostazione stessa del bando, caratterizzato da criteri eccessivamente complessi, interpretazioni controverse e una struttura che non tiene adeguatamente conto della realtà dell’agricoltura sarda.

Il CSA ritiene che queste graduatorie siano destinate a provocare centinaia di ricorsi amministrativi, probabilmente il più elevato contenzioso mai registrato in Sardegna per una misura del Programma di Sviluppo Rurale. Tutto ciò comporterà inevitabili ritardi nell’attuazione della misura, ulteriori costi per la pubblica amministrazione e un grave danno economico alle imprese agricole.

Di fronte a numeri così evidenti non è sufficiente richiamare il carattere provvisorio delle graduatorie. Il problema appare strutturale e investe direttamente la qualità del bando.

Per questo motivo il Centro Studi Agricoli ritiene che la scelta più responsabile sia quella di annullare l’intera procedura, riscrivere integralmente il bando coinvolgendo le organizzazioni agricole, gli ordini professionali e i tecnici del settore, chiarire tutti i criteri di ammissibilità e successivamente riaprire i termini per la presentazione delle domande.

Solo così sarà possibile evitare anni di contenziosi e garantire pari opportunità a tutte le aziende agricole della Sardegna.

Tore Piana Presidente del Centro Studi Agricoli

“Questi numeri rappresentano una sonora bocciatura del bando e di chi ha deciso di portarlo avanti senza ascoltare il mondo agricolo. Quando oltre il 90% delle aziende viene escluso e in alcuni territori si arriva addirittura al 98% di domande non finanziabili, non si può parlare di una normale selezione amministrativa: significa che il bando è stato concepito male.”

“Il Centro Studi Agricoli lo aveva detto con largo anticipo. Avevamo chiesto all’Assessore Francesco Agus di fermarsi, ritirare il bando, correggerlo e ripubblicarlo. Quelle richieste sono state ignorate e oggi i fatti ci stanno dando ragione.”

“È grave che la politica abbia rinunciato al proprio ruolo di guida, lasciando che fosse la sola burocrazia a definire una misura così importante senza un reale confronto con il mondo agricolo. Quando un bando produce risultati così distorti, la responsabilità non può essere scaricata sugli agricoltori o sui tecnici: è una responsabilità politica.”

“I numeri parlano da soli: nel Sassarese viene finanziato appena il 7% delle domande, nell’Oristanese il 6%, nel Medio Campidano il 6%, nel Sulcis Iglesiente addirittura il 2%. È evidente che non siamo davanti a un problema delle aziende agricole, ma a un bando che ha dimostrato tutti i suoi limiti.”

“Adesso la Regione rischia una valanga di ricorsi amministrativi che potrebbero paralizzare la misura per mesi, se non per anni. Sarebbe un danno enorme per tutto il comparto agricolo sardo.”

“Per questo rivolgo un appello all’Assessore Francesco Agus: abbia il coraggio di compiere un passo indietro. Annullare questa procedura non sarebbe una sconfitta, ma un gesto di responsabilità istituzionale. Si riscriva il bando insieme alle organizzazioni agricole, ai professionisti e agli ordini tecnici, introducendo criteri chiari, oggettivi e comprensibili. Soltanto così sarà possibile stabilire restituire fiducia agli agricoltori e garantire pari opportunità a tutte le imprese della Sardegna.”

Tore Piana

Presidente Centro Studi Agricoli (CSA) , Stefano Ruggiu vice presidente, Monica Pisanu Resp amministrativa


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