“L’Associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale ha inviato oggi una diffida formale al Direttore Generale dell’ASL n. 2 Gallura e un’istanza di vigilanza all’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità, denunciando il perdurante mancato completamento della Commissione multidisciplinare permanente prevista dalla legge regionale sul fine vita.
Secondo quanto ricostruito dall’Associazione, la Legge Regionale Sardegna 18 settembre 2025, n. 26, impone a ciascuna azienda sanitaria l’istituzione di una Commissione multidisciplinare permanente, composta da un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista-rianimatore, uno psicologo e un infermiere, entro 15 giorni dall’entrata in vigore della norma, dunque entro il 3 ottobre 2025. A oggi, 30 luglio 2026, sono trascorsi 300 giorni dalla scadenza di quel termine senza che la Commissione risulti effettivamente istituita presso l’ASL Gallura.
Il ricorso del Governo contro la legge sarda si era concluso lo scorso 24 luglio con la sentenza n. 148/2026 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionali alcune disposizioni specifiche — tra cui parte dell’art. 2, alcuni commi dell’art. 4 relativi ai tempi procedurali e l’art. 5 sul supporto tecnico-farmacologico — ma ha lasciato intatto l’art. 3, la norma che istituisce proprio la Commissione multidisciplinare. Questo significa che l’obbligo di nomina resta pienamente vigente e che nessuna incertezza normativa può più essere invocata a giustificazione del ritardo.
La diffida richiama anche la risposta fornita dall’ASL Gallura il 29 luglio 2026 a un’istanza di accesso agli atti presentata dall’Associazione lo scorso 20 luglio. Nella nota, firmata dal Direttore Sanitario facente funzioni, l’Azienda ha ammesso di non aver ancora completato l’iter istitutivo “per l’assenza delle professionalità codificate dalla norma”, senza tuttavia specificare quali figure professionali manchino concretamente, né quali iniziative siano state assunte per reperirle. Per l’Associazione, questa risposta non è esaustiva e per questo motivo la diffida chiede espressamente all’ASL di indicare con chiarezza le professionalità ancora mancanti e di fornire la documentazione relativa alle iniziative avviate.
Parallelamente, l’istanza inviata all’Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità chiede alla Regione di vigilare sull’operato dell’ASL Gallura e, qualora l’ostacolo sia effettivamente rappresentato dalla difficoltà di reperire alcune figure professionali, di assistere l’Azienda nell’individuazione di soluzioni organizzative — come la mobilità interaziendale o convenzioni con altre ASL sarde già dotate di Commissione operativa — per superare un ritardo che l’Associazione definisce ormai “ingiustificabile”.
«Dopo la richiesta di accesso agli atti alla ASL Gallura abbiamo agito con una diffida alla ASL e con un’istanza alla Regione Sardegna perché si faccia garante della legge per cui ha lottato», afferma Laura Di Napoli.
«È un’ingiustizia che la legge regionale sul suicidio assistito, che dovrebbe essere applicata in tutta la Sardegna, resti inapplicata in Gallura: a prescindere da qualsiasi ragione per cui la commissione non sia stata ancora nominata, è una grave violazione dei diritti dei malati», afferma Valentina Campus.
Nei documenti si sottolinea come il prolungarsi dell’inadempimento determini una disparità di trattamento tra i cittadini sardi nell’accesso a un diritto riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale, a seconda della sola azienda sanitaria di residenza” chiude la nota stampa a firma di Laura Di Napoli e Valentina Campus










