Giovedì 13 Agosto, aggiornato alle 9:39

Cala Finanza, il TAR Sardegna non concede la sospensiva dell’atto di revoca dell’autorizzazione unica ZES.

Cala Finanza, il TAR Sardegna non concede la sospensiva dell’atto di revoca dell’autorizzazione unica ZES.

“Il T.A.R. Sardegna, Seconda Sezione, nell’udienza del 29 luglio 2026 (Presidente Tito Aru, relatore Andrea Gana), non ha accolto la richiesta di sospensione dell’efficacia del provvedimento della Struttura di Missione ZES dell’1 luglio 2026 di revoca dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 per la realizzazione, a due passi dal mare della ristrutturazione di Villa Joy in struttura ricettiva, prima parte di un grande intervento di trasformazione immobiliare sulla costa gallurese fra Cala Finanza e Punta La Greca (Comune di Loiri Porto San Paolo) davanti all’Isola di Tavolara,

Nel corso dell’udienza è stato concordato che non vi fosse alcuna attività di cantiere da parte della Società immobiliare.

 L’associazione di protezione ambientale nazionale Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari, è intervenuta ad opponendum e ha ribadito l’illegittimità di qualsiasi autorizzazione non conforme a normativa di tutela costiera e sul procedimento amministrativo.

L’udienza per la discussione sul merito è prevista per il 15 dicembre 2026.

Il GrIG era già intervenuto davanti al T.A.R. Sardegna a sostegno del ricorso della Regione autonoma della Sardegna per l’annullamento dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 2026, tuttora sotto giudizio ai fini della valutazione della legittimità o meno della natura eversiva di normative di tutela costiera, della pianificazione paesaggistica e della disciplina del procedimento amministrativo dell’atto autorizzativo oggi revocato.

L’udienza per la discussione sul merito in questo caso è prevista per il 17 febbraio 2027.

L’area (una cinquantina di ettari sul mare, altre decine di ettari nel retroterra) ricca di macchia mediterranea, risulta interessata da un progetto immobiliare ben più ampio rispetto a quello attualmente oggetto di procedura ZES, promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci.

 

Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).

 

In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.

Può una disciplina normativa nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali (la disciplina della zona economica speciale unica per il Mezzogiorno – ZES) diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente (il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e della normativa sulla conferenza di servizi (artt. 14 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i.)

Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale (legge costituzionale n. 3/1948)?

La risposta passa dalla vicenda di Cala Finanza – Punta La Greca, sul litorale di Loiri Porto S. Paolo, in Gallura.

E il T.A.R. Sardegna ha iniziato a far capir qualcosa. Attendiamo le valutazioni, poi, della magistratura ordinaria” chiude la nota p. Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) a firma di Stefano Deliperi


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