ALGHERO. Prosegue a ritmo serrato l’intervento promosso dal settore Ambiente del Comune di Alghero per la salvaguardia del litorale delle Bombarde, la spiaggia più celebre e frequentata della Riviera del Corallo.
Dopo la posa delle prime palizzate a protezione del sistema dunale e della pineta sul lato sinistro della discesa a mare, i lavori si spostano ora sul versante destro. Un’opera di sbarramento e protezione che punta a frenare la sosta selvaggia: la presenza dei paletti impedisce infatti agli automobilisti di parcheggiare indiscriminatamente nello sterrato o lungo il margine della carreggiata.
Le regole per l’accesso, dunque, cambiano radicalmente. Gli unici stalli autorizzati e disponibili restano i 134 parcheggi a pagamento. Una volta raggiunta la capienza massima, per gli automobilisti non ci sarà altra scelta se non fare dietrofront e cercare un’alternativa. Di fatto, l’amministrazione comunale applica un contingentamento degli accessi — da molti già ribattezzato come un vero e proprio “numero chiuso” — inviando un messaggio inequivocabile: il polmone verde delle Bombarde è blindato e la tutela dell’ecosistema non è più materia di discussione o compromesso.
Se da un lato la necessità di preservare l’ambiente trova ampio consenso teorico, dall’altro l’impatto pratico della misura sta già sollevando forti perplessità. A risultare penalizzati sono soprattutto i frequentatori storici — residenti e turisti — abituati a fruire dei tratti di costa più suggestivi, come la scogliera a sinistra verso il Vermell o la zona tra Punta Negra e Fertilia. Per molti di loro, raggiungere questi “luoghi del cuore” diventerà ora quasi impossibile.
Il nodo centrale della polemica risiede nella mancanza di alternative strutturali. Senza una politica infrastrutturale lungimirante e capace di realizzare nuove aree di sosta attrezzate fuori dal perimetro protetto, le decisioni dell’amministrazione rischiano di trasformarsi in una mera misura punitiva.
Preservare il patrimonio naturale è fondamentale, ma la comunità richiede a gran voce che la tutela dell’ambiente vada di pari passo con la fruibilità pubblica della costa. La realizzazione di spazi sosta adeguati non viene più vista come una semplice richiesta, bensì come una condizione improcrastinabile per evitare che cittadini e turisti vengano progressivamente ed definitivamente privati del diritto di godere di un bene comune collettivo.








