Come lo scorso anno, la struttura cede all’ondata di calore e ai consumi record. Ristoranti al buio, vigili del fuoco e Polizia Locale sul posto e turisti in strada nel cuore della serata
— Ci risiamo. Era tutto ampiamente previsto e oggi, purtroppo, se n’è avuta la conferma più amara: la cabina elettrica ubicata in via Ambrogio Machin ha preso fuoco, esattamente come avvenne lo scorso anno nello stesso periodo.
Il centro storico è stato improvvisamente pervaso da un odore acre e pungente di cavi e fili elettrici bruciati, e la facciata risulta annerita dal denso fumo e per le fiamme. La via del guasto è stata immediatamente interdetta al transito pedonale per ragioni di sicurezza. Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco, che hanno delimitato l’area e avviato le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’impianto, affiancati dagli uomini della Polizia Locale, impegnati a gestire l’ordine pubblico e a contenere le decine di curiosi richiamati dall’emergenza in un’ora di punta particolarmente affollata di turisti.
L’origine del guasto risiede nel mix letale tra l’alta concentrazione di attività commerciali e la forte impennata delle temperature. Nel quadrilatero del centro storico si concentrano numerosi locali di ristorazione che necessitano di un notevole apporto di energia elettrica per piastre, forni e celle frigorifere. A questo si aggiungono le giornate torride di queste ore, che costringono i condizionatori d’aria a viaggiare a pieni giri per rinfrescare i locali.
Il risultato è un picco di richiesta energetica che spinge la rete oltre i limiti di tolleranza termica: il sistema si surriscalda e, alla fine, prende fuoco.
Il collasso della cabina ha provocato un immediato blackout che ha paralizzato il quadrilatero compreso tra via Roma, vicolo Serra, un tratto di via Carlo Alberto e via Ambrogio Machin.
Al calar della notte la corrente elettrica non era ancora stata ripristinata. Nel momento clou della serata, i ristoranti e i locali della zona si sono ritrovati completamente al buio nell’impossibilità di proseguire il lavoro. Un danno economico diretto e d’immagine difficilmente quantificabile, tante persone che avevano prenotato un tavolo si sono trovate costrette a riversarsi per strada, in attesa di capire se la situazione potesse sbloccarsi.
L’episodio riapre inevitabilmente una scia di accese polemiche. Ci si interroga su come sia stato possibile arrivare alla stagione estiva senza aver preventivamente potenziato o messo in sicurezza un’infrastruttura già rivelatasi fragile lo scorso anno. Con i commercianti messi in ginocchio nel momento di massimo incasso e i turisti sbigottiti, il dibattito sulla gestione delle infrastrutture energetiche cittadine si preannuncia infuocato.
Aspettando quella nuova, annunciata nella zona di Sant’Anna







