Lago Cuga completamente vuoto: al 20 luglio 2026 restano appena 1,23 milioni di metri cubi, compresi fanghi e acque morte. Meno acqua rispetto al 31 luglio 2025, l’anno della drammatica siccità.
Il Centro Studi Agricoli della Sardegna, per voce del Presidente Tore Piana e del Vice Presidente Stefano Ruggiu, esprime grandissima preoccupazione per la gravissima situazione del Lago Cuga.
Alla data odierna, 20 luglio 2026, il bacino contiene appena 1,23 milioni di metri cubi di acqua, comprensivi dei fanghi e delle cosiddette acque morte, risultando addirittura con una disponibilità inferiore rispetto al 31 luglio 2025, quando, nell’anno della pesantissima siccità che colpì la Nurra, erano presenti 1,22 milioni di metri cubi di acqua utile.
Le immagini che arrivano dal lago sono purtroppo drammatiche: ritornano a morire i pesci, mentre l’ecosistema del bacino continua a subire un grave danno ambientale che interessa fauna e flora.
Come Centro Studi Agricoli riteniamo incomprensibile che il bacino sia arrivato in queste condizioni senza che, ad oggi, risultino aperte le paratie del Temo, soluzione che negli anni precedenti è stata utilizzata per integrare le disponibilità idriche del Cuga.
Prendiamo inoltre atto che da oltre 48 ore l’acqua irrigua risulta interrotta nel distretto irriguo La Corte-Campanedda, proprio nel momento in cui le temperature superano i 42 gradi e le aziende agricole hanno assoluta necessità di irrigare le colture.
L’interruzione appare, allo stato delle informazioni in nostro possesso, difficilmente comprensibile, anche perché non risulterebbero perdite tali da giustificare un blocco così prolungato della distribuzione dell’acqua.
La scorsa settimana abbiamo inoltre appreso dalla stampa che la Regione Sardegna e un’importante organizzazione agricola avevano dichiarato che l’acqua non sarebbe mancata e che il Centro Studi Agricoli stava facendo inutile allarmismo.
Oggi, purtroppo, i fatti raccontano una realtà completamente diversa.
«Noi – dichiarano Tore Piana e Stefano Ruggiu – continuiamo a rilevare una gestione dell’acqua irrigua che presenta numerosi aspetti sui quali riteniamo doveroso chiedere chiarezza. Sarà la magistratura a valutare quanto accaduto. Il Centro Studi Agricoli ha già presentato un esposto-denuncia e non spetta certamente a noi esprimere giudizi: saranno gli organi competenti ad accertare eventuali responsabilità.»
«Noi prendiamo semplicemente atto di alcuni fatti oggettivi: il Lago Cuga è praticamente vuoto, si registra un evidente danno ambientale con la moria dei pesci e della flora acquatica e, nello stesso momento, viene interrotta per oltre due giorni la distribuzione dell’acqua irrigua in una vasta area della Nurra, proprio durante un’ondata di caldo eccezionale.»
Infine, il Centro Studi Agricoli apprende che il Consorzio di Bonifica della Nurra starebbe attivando alcuni pozzi per garantire l’approvvigionamento irriguo.
«Se ciò corrispondesse al vero – concludono Piana e Ruggiu – chiediamo alla Corte dei Conti di verificare attentamente i costi di questa operazione e soprattutto chi dovrà sostenerli. Ci auguriamo che tali oneri non ricadano ancora una volta sulle spalle dei consorziati e degli agricoltori, già fortemente penalizzati da una stagione estremamente difficile.»
Il Centro Studi Agricoli continuerà a monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, ribadendo che la tutela dell’acqua, dell’ambiente e delle imprese agricole della Nurra rappresenta una priorità assoluta e che ogni scelta gestionale dovrà essere improntata alla massima trasparenza nell’interesse pubblico








