Giovedì 15 Ottobre, aggiornato alle 11:26

Alghero, Le Bombarde tra tutela e divieti: il suo mare è diventato un lusso per 134. Palizzate ok, ma si apre un nuovo fronte

Alghero, Le Bombarde tra tutela e divieti: il suo mare è diventato un lusso per 134.  Palizzate ok, ma si apre un nuovo fronte

ALGHERO – C’è un nervo scoperto che agita l’estate di residenti e turisti nella Riviera del Corallo: il delicato equilibrio tra la tutela ambientale di un’area di pregio come la spiaggia delle Bombarde e il sacrosanto diritto alla fruibilità del mare pubblico.

Quello che per l’amministrazione comunale si configura come un virtuoso piano di mobilità sostenibile e decongestionamento del traffico, per i cittadini si sta trasformando, nei fatti, in un “numero chiuso” regolato dal censo o dalla fortuna.

Dal 1° giugno al 30 settembre, l’accesso alla spiaggia è subordinato a soli 134 stalli di sosta a pagamento. Le tariffe non sono per tutte le tasche: 70 centesimi ogni 20 minuti oppure 10 euro per l’intera giornata (da pagare tramite parcometro o app).

Fino a poco tempo fa, pur di non rinunciare all’acqua cristallina delle Bombarde, i bagnanti in sovrannumero tentavano la sorte parcheggiando nello sterrato adiacente alla strada, in piena zona dunale e demaniale pinetata. Lì scattava puntuale la mannaia dei controlli: Polizia Locale e Barracelli a tolleranza zero, una vera e propria strategia di dissuasione a colpi di verbali.

Ora, per rimuovere definitivamente ogni tentazione, l’Amministrazione – tramite il Settore Ambiente – ha fatto installare una lunga palizzata in legno che copre l’intera carreggiata fino alla curva superiore. E i lavori non sembrano finiti: gli operai stanno continuando a piantare pali anche sul lato destro. Il risultato visivo è innegabile: oggi in quel punto regna l’ordine, e la barriera fisica si sta dimostrando molto più efficace dei cartelli di divieto.

Ma il mare delle Bombarde, unico per splendore e freschezza, esercita un richiamo troppo forte. Chi arriva e trova i 134 parcheggi autorizzati già esauriti non demorde. Il problema, semplicemente, si è spostato più in là.

Il nuovo fronte del parcheggio selvaggio si è aperto nella parte alta, lungo la strada di penetrazione che porta alle strisce tagliafuoco. Rimosso un tappo, rischia di crearsi un’altra emergenza: le auto si accalcano ora ai lati di una strada sterrata che avrebbe tutt’altra funzione (quella di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e antincendio).

Se l’amministrazione deciderà di usare il pugno di ferro anche in questa zona a colpi di sanzioni, la polemica esploderà inevitabilmente. Perché la fruibilità del mare non può prescindere dalla creazione di servizi e aree di sosta adeguate.

Il problema di fondo ad Alghero resta l’accessibilità alle coste. Da queste parti il libero accesso al mare è spesso un miraggio, ostacolato da troppe proprietà private che arrivano a lambire la battigia. Eppure, oltre alla spiaggia principale, c’è un patrimonio immenso da vivere, come la splendida scogliera che conduce fino al Vermell.

In attesa del PUL (Piano di Utilizzo dei Litorali), lo strumento urbanistico che dovrebbe ridisegnare e pianificare la gestione delle coste, per ora ci si deve accontentare di guardare la nuova palizzata. Realizzata a regola d’arte, restituisce decoro e un bel colpo d’occhio all’area. Con sommo dispiacere, però, di molti bagnanti rimasti a piedi.


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