Mediterranea. Culture. Scambi. Passaggi chiude la sua sesta edizione con la consapevolezza degli eventi che crescono e raggiungono una nuova maturità.
Cala così il sipario, ad Alghero, della sesta edizione di Mediterranea. Culture. Scambi. Passaggi, il festival promosso dall’Associazione Editori Sardi che ha attraversato libri, linguaggi e visioni per raccontare il Mediterraneo come uno spazio vivo di relazioni, memorie e possibilità.
Quattro giorni nei quali Alghero ha accolto una comunità di lettori, autori, studiosi, artisti e cittadini, riuniti intorno ai libri e alle idee per orientarsi nel Mediterraneo contemporaneo, tra le sue fragilità e le sue possibilità.
Una navigazione culturale capace di coinvolgere autori, editori, studiosi, artisti, giovani, adolescenti, lettori e cittadini, chiamati non soltanto ad assistere, ma a prendere parte a un’esperienza condivisa di conoscenza e confronto.
La Summer School internazionale ha rappresentato uno dei primi e più importanti approdi di questa edizione. Uno spazio di studio, formazione e dialogo nel quale competenze ed esperienze provenienti da differenti contesti hanno potuto incontrarsi, rafforzando la dimensione internazionale del festival e la sua capacità di creare connessioni tra la Sardegna e le altre sponde del Mediterraneo.
Un’attenzione particolare è stata riservata alle nuove generazioni attraverso Spazio Ragazzi, il programma di laboratori e incontri dedicato a bambine, bambini, giovani e adolescenti. Uno spazio nel quale la lettura ha abbandonato ogni dimensione prescrittiva per tornare a essere scoperta, esperienza, gioco, dialogo e libertà, confermando la vocazione inclusiva di Mediterranea e la volontà di riconoscere nella cultura uno strumento di crescita, cittadinanza e partecipazione
Gli spazi della città, Villa Mosca, i Bastioni Pigafetta e Piazza della Juharia, hanno dialogato come porti di una stessa rotta. Luoghi diversi, uniti in una geografia culturale che ha trasformato Alghero in un arcipelago di narrazioni, incontri e visioni.
Nonostante il caldo intenso, il vento di scirocco e la presenza contemporanea di numerosi appuntamenti estivi, il pubblico ha scelto Mediterranea, ne ha abitato i luoghi e seguito con attenzione le rotte proposte.
Una partecipazione costante che ha riconosciuto la qualità di un programma capace di affrontare temi complessi mantenendo una dimensione aperta, inclusiva ed accessibile.
Letteratura, giustizia, memoria, natura, sostenibilità, poesia, illustrazione e musica hanno composto un racconto unitario e profondamente mediterraneo.
È stata una vera crociera nel Mediterraneo: ogni incontro ha rappresentato un approdo e, allo stesso tempo, una nuova partenza. Ogni libro ha offerto una possibile rotta per attraversare le domande del presente e guardare oltre la superficie delle cose.
Dall’apertura dedicata a Grazia Deledda e alle relazioni femminili raccontate da Cristiana Di San Marzano, il programma ha seguito una rotta civile che ha intrecciato la vicenda del giudice Luigi Lombardini con l’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Memorie e testimonianze hanno riportato al centro il bisogno di giustizia, verità, responsabilità e fiducia nelle istituzioni.
Le riflessioni civili hanno incontrato il mito, la poesia, le immagini e le storie. Il festival ha esplorato le identità e le culture delle comunità affacciate sul Mediterraneo, un mare antico e contemporaneo, attraversato da differenze, conflitti, scambi e legami profondi.
La giornata conclusiva ha rivolto lo sguardo alla natura e ai mondi che vivono sopra e sotto la superficie del mare. Dalle piante del Mare Nostrum al plancton, dagli abissi alla meraviglia della scoperta, fino al racconto di rinascita di Francesco Delpiano, il mare è emerso non soltanto come scenario, ma come organismo vivo, spazio di conoscenza, cura, responsabilità e immaginazione.
La bibliodiversità, cuore dell’impegno dell’Associazione Editori Sardi, è la bussola di questa navigazione.
Tutelare la pluralità delle voci, favorire il confronto tra le sponde e riconoscere nella lettura un gesto di cittadinanza significa contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole, aperta e capace di ascolto.
A tracciare il bilancio dell’edizione è Simonetta Castìa, presidente dell’Associazione Editori Sardi e direttrice artistica del festival.
«Si chiude una quattro giorni intensa e ricca di emozioni. Un viaggio fatto di visioni, incursioni nelle profondità inesplorate di temi che ci restituiscono l’idea di un Mediterraneo condiviso e vissuto con grande consapevolezza dalle comunità che vi si affacciano. Come AES siamo orgogliosi di aver promosso una rete di scambi e contaminazioni dalla Sardegna verso il resto del mondo. Il viaggio continua, lungo i principali approdi della lettura e della cultura».
Mediterranea chiude così la sua sesta edizione, ma la navigazione proseguirà a breve lungo le tappe del percorso della sezione OFF, toccando altri approdi letterari, da Olbia in poi.







