CONDIZIONATORI-RISPARMIO ENERGETICO – Ecco i consigli degli
impiantisti di Confartigianato Sardegna ed ENEA per contenere il caldo
e risparmiare sulla bolletta.
Giuseppe Tatti (Presidente Confartigianato Impianti Nuoro-Ogliastra):
“Acquistare modelli ad alta efficienza e rivolgersi a personale
qualificato”. Nell’isola 350mila impianti domestici di
condizionamento.
Effettuare una manutenzione regolare, scegliere i modelli di classe
energetica superiore alle A, usare gli incentivi fiscali, fare
attenzione al posizionamento delle unità interne ed esterne,
considerare l’apertura di porte e finestre, verificare la temperatura
impostata, usare uno split per stanza, fare attenzione agli apporti
termici di altri dispositivi domestici, usare termostati smart e
controllare i consumi attraverso le app, effettuare la diagnosi
energetica dell’immobile.
Sono questi, in sintesi, alcuni dei consigli che gli impiantisti di
Confartigianato Sardegna suggeriscono di applicare per un uso
efficiente dei climatizzatori domestici. Studiati da ENEA, sono
d’aiuto per contenere il conto che, inevitabilmente, la calura estiva
sta già presentando.
Infatti, si sa, che il caldo non è amico delle bollette, già
ampiamente esplose a causa del caro energia che perdura da parecchi
anni. Inoltre, il termometro impazzito e l’afa fanno aumentare l’uso
degli oltre 350mila gli impianti di condizionamento, installati nelle
abitazioni, nei negozi e nelle attività produttive della Sardegna, che
rimangono accesi, in media, circa 6 ore al giorno.
Secondo i dati più recenti dell’Ufficio Studi di Confartigianato
Sardegna nell’Isola il 59,9% degli immobili utilizza il sistema di
condizionamento caldo/freddo (ovvero la climatizzazione unica per
estate e inverno), contro una media italiana del 48,8%. All’interno di
questa percentuale, l’82,9% sono pompe di calore fisse o portatili, il
13,2% sono condizionatori utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9%
è costituito da impianti centralizzati.
L’Isola è terza in Italia per dotazione di sistemi di condizionamento,
dopo Veneto e Sicilia. Nei mesi più caldi i condizionatori rimangono
accesi in media 6 ore e 17 minuti al giorno; rimangono accesi per
circa tre ore nel pomeriggio, poco più di due ore la notte e circa 1
ora la mattina. Gli impianti di condizionamento centralizzato o
autonomi rimangono accesi più a lungo (7 ore e 11 minuti) rispetto
agli apparecchi singoli di solo raffreddamento (6 ore e 7 minuti) o di
caldo/freddo (6 ore e 1 minuto). Le famiglie con almeno una persona
anziana accendono i condizionatori quasi 30 minuto in meno rispetto
alle restanti famiglie. Nel pomeriggio gli anziani soli (65anni e più)
li accendono per circa 20 minuti delle restanti famiglie, mentre li
accendono di meno la notte.
“Oggi il climatizzatore non è più soltanto un apparecchio per
combattere il caldo, ma un vero e proprio impianto per il comfort
domestico – afferma Giuseppe Tatti, Presidente provinciale degli
impiantisti di Confartigianato Nuoro Ogliastra -sceglierlo e
utilizzarlo correttamente significa migliorare il benessere della
famiglia, contenere i consumi e guardare con maggiore consapevolezza
al futuro energetico delle nostre abitazioni”. “Il consumo energetico
di un impianto dipende da diversi fattori che è opportuno valutare
attentamente prima dell’acquisto – continua Tatti– tra i principali
rientrano la tipologia dell’apparecchio (fisso o portatile), la
potenza, la classe energetica e la presenza della tecnologia inverter.
Per conoscere quanto consuma un climatizzatore è sufficiente
consultare la scheda tecnica del prodotto, verificando in particolare
i valori di consumo minimo e massimo in modalità raffrescamento. Per
questo motivo è fondamentale prestare attenzione sia nella fase di
scelta sia durante l’installazione e l’utilizzo, affidandosi sempre a
imprese qualificate e certificate”. “Un aspetto determinante per
ottenere un reale risparmio energetico – aggiunge il Presidente – è il
corretto dimensionamento dell’unità. Sebbene possa sembrare un
dettaglio secondario, chi acquista autonomamente tende spesso a
scegliere apparecchi più potenti del necessario, pensando di ottenere
maggiori garanzie di comfort. In realtà, questa scelta può produrre
l’effetto opposto: l’ambiente raggiunge troppo rapidamente la
temperatura impostata e il compressore non riesce a modulare
correttamente il funzionamento, facendo lavorare la macchina come i
vecchi sistemi “on-off” e annullando i vantaggi della tecnologia
inverter”.
Gli installatori di Confartigianato Sardegna evidenziano inoltre che
ogni tipologia di climatizzatore risponde a esigenze specifiche. I
modelli portatili rappresentano una soluzione adatta a situazioni di
emergenza o a utilizzi occasionali, mentre un condizionatore fisso di
fascia media può risultare adeguato in abitazioni utilizzate
saltuariamente. Nelle case di residenza principale, invece, è
opportuno valutare con particolare attenzione la classe energetica e
il corretto dimensionamento dell’impianto, poiché una scelta errata o
un apparecchio non adeguato possono incidere in maniera significativa
sui consumi energetici annuali.
“Prima di mettere in funzione qualsiasi sistema di raffrescamento –
ricorda il Presidente degli impiantisti – è indispensabile verificarne
il corretto funzionamento, controllare l’eventuale presenza di perdite
di gas refrigerante e procedere alla pulizia e sanificazione dei
filtri, eliminando polvere, allergeni e altri agenti che possono
essersi accumulati durante l’inverno. In caso contrario, tali sostanze
potrebbero essere reimmesse negli ambienti domestici e respirate dagli
occupanti”. “Si tratta di controlli – conclude Tatti – che è
preferibile non effettuare autonomamente. In particolare, le verifiche
relative a eventuali perdite di gas refrigerante, così come
l’installazione di nuovi impianti, devono essere eseguite
esclusivamente da tecnici e imprese in possesso delle certificazioni
obbligatorie previste dalla normativa, necessarie per la manipolazione
dei gas refrigeranti, sostanze considerate in parte responsabili di
danni all’ambiente”.
Ecco alcuni dei consigli pratici che i tecnici ENEA e gli Impiantisti
di Confartigianato Sardegna suggeriscono di adottare in modo da
massimizzare i benefici ambientali e i risparmi energetici.
La maggior parte dei climatizzatori oggi installati nelle abitazioni
sono in realtà pompe di calore, cioè apparecchi che possono
raffrescare d’estate e riscaldare d’inverno e che in molti casi
possono rappresentare una valida alternativa ai sistemi tradizionali
di riscaldamento
Manutenzione regolare
Come qualsiasi altro elettrodomestico, anche il climatizzatore
richiede pulizia e manutenzione per funzionare correttamente. Inoltre,
è importante controllare la tenuta del circuito del gas. Se il
condizionatore non viene manutenuto correttamente, tende a lavorare
sotto sforzo, consumando fino al 30% in più di energia elettrica
rispetto ai parametri di fabbrica. La normativa prevede l’obbligo del
libretto di impianto per gli impianti termici e, al superamento di
determinate soglie di potenza, specifici controlli periodici di
efficienza energetica. Oltre all’aspetto energetico, è importante
sottolineare che nei filtri dell’aria e nelle ventole si annidano più
di frequente muffe e batteri dannosi per la salute, tra i quali il
batterio della legionella. La manutenzione periodica non serve
soltanto a consumare meno, ma anche a garantire una migliore qualità
dell’aria negli ambienti e a prevenire la proliferazione di
Attenzione all’efficienza energetica
La scelta del climatizzatore rappresenta un requisito chiave per
diminuire i consumi e ridurre il costo in bolletta. Indipendentemente
dalla tecnologia, per minori consumi ed emissioni di CO2 sono sempre
da preferire i modelli con le migliori classi energetiche disponibili
e con elevati valori di efficienza stagionale (SEER e SCOP). Il
consumo energetico annuo indicato sull’etichetta energetica è relativo
a 1.400 ore di funzionamento in modalità riscaldamento e 350 in
modalità raffrescamento, a cui è sommato il consumo di energia in
altre modalità quali lo standby. Ad esempio, un modello in classe A+++
consumerà fino al 40% in meno di elettricità rispetto a uno di classe
B.
Scegli la tecnologia inverter
In un climatizzatore con sistema di controllo inverter, la velocità di
rotazione del compressore viene regolata costantemente e questo
permette di avere prestazioni ottimali in qualsiasi condizioni di
impiego, adeguando la potenza frigorifera e termica erogata
all’effettiva necessità. Questi modelli, particolarmente funzionali
nel caso in cui si prevede di tenere accesa l’aria condizionata per
molte ore di seguito, sono più costosi di quelli dotati di tecnologia
on-off, ma hanno un minore consumo energetico, ridotta rumorosità e
garantiscono un maggior comfort all’interno degli ambienti serviti.
Occhio agli incentivi
Prima dell’acquisto è opportuno verificare la presenza di eventuali
detrazioni fiscali o strumenti incentivanti vigenti per la
sostituzione di impianti esistenti con tecnologie più efficienti. La
detrazione fiscale al 50% o conto termico a seconda dell’intervento
realizzato possono essere ottimi strumenti da sfruttare.
L’installazione
La qualità dell’installazione è importante quanto la qualità del
climatizzatore. Un impianto installato correttamente consuma meno, può
essere più silenzioso e dura più a lungo.Il risparmio energetico non
nasce da una singola tecnologia, ma dalla capacità di far lavorare
insieme più soluzioni: pompe di calore, fotovoltaico, elettrodomestici
efficienti e sistemi intelligenti di gestione dell’energia. Utilizzate
in modo razionale, queste tecnologie possono ridurre
significativamente i consumi e rappresentano uno dei percorsi più
concreti verso una reale transizione energetica delle famiglie.
Attenzione alla posizione
In fase di installazione è importante collocare il climatizzatore
nella parte alta della parete: l’aria fredda tende, infatti, a
scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece
tende a salire. Occorre evitare di posizionare il climatizzatore
dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione
dell’aria fresca.
Chiudi le persiane durante le ore più calde
È abitudine comune lasciare le persiane aperte anche quando non si è
in casa, permettendo al calore di entrare attraverso gli infissi.
Attivando il climatizzatore al rientro in casa, questo si trova a
dover soddisfare un elevato fabbisogno di energia per raffrescare gli
ambienti. Chiudere le persiane, abbassare le tapparelle o schermare
con tende i serramenti nelle ore centrali delle giornate estive
consente di ridurre gli apporti solari in ingresso all’abitazione e,
conseguentemente, l’energia richiesta dai climatizzatori.
Non raffreddare troppo l’ambiente e attenzione all’umidità
La normativa prevede che durante la stagione estiva la temperatura
interna non deve scendere sotto i 24-26 gradi centigradi ma, il più
delle volte, due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna
sono già sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo
opprimente può bastare l’attivazione della funzione
“deumidificazione”, in quanto l’umidità presente nell’aria fa
percepire una temperatura ben più elevata di quella reale.
Ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore
Installare un climatizzatore più “potente” in corridoio sperando che
raffreschi l’intera abitazione è inutile: l’unico risultato sarà
quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il
corridoio andando da una stanza all’altra, in quanto sarà l’unico
ambiente ad essere raffrescato.
Non lasciare porte e finestre aperte
Il climatizzatore raffresca e deumidifica l’ambiente in cui è
installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. L’ingresso
nella stanza di “nuova” aria calda obbliga l’apparecchiatura a
compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e
l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di
energia. È consigliabile invece aprire le finestre nelle ore più
fresche della notte se il climatizzatore non è in funzione.
Coibenta i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione
Per evitare inutili dispersioni è necessario isolare termicamente i
tubi del circuito refrigerante presenti all’esterno dell’abitazione. È
inoltre opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore
non sia esposta al sole e alle intemperie.
Utilizza termostati programmabili
Imposta il termostato a una temperatura confortevole e usa programmi
di raffreddamento per ottimizzare il consumo energetico quando non sei
in casa o di notte. Grazie a queste funzioni è possibile ridurre al
minimo il tempo di accensione dell’apparecchio e aumentare il comfort.
Inoltre, consentono di accendere e spegnere il climatizzatore anche a
distanza e di tenerlo in funzione per il solo periodo di tempo in cui
se ne ha realmente bisogno. La funzione “notte” o “sleep” regola,
nelle ore notturne, la temperatura ambiente in modo da rispondere alla
variazione della temperatura corporea.
Riduci gli apporti termici delle apparecchiature
Nelle ore più calde limita l’utilizzo di apparecchiature (computer,
televisori, elettrodomestici, luci) che contribuiscono ad aumentare la
temperatura interna dell’abitazione.
Valuta l’abbinamento di pompa di calore e fotovoltaico
Le moderne pompe di calore stanno progressivamente cambiando il modo
di climatizzare e riscaldare le abitazioni. Se abbinate al
fotovoltaico e a sistemi intelligenti di gestione dei consumi,
consentono non solo di migliorare il comfort e ridurre la spesa
energetica delle famiglie, ma anche di contribuire concretamente al
percorso di elettrificazione dei consumi e di transizione energetica
delle abitazioni.
Fai un check-up alla tua casa
Chiedere a un tecnico di effettuare una diagnosi energetica
dell’edificio è il primo passo utile per valutare lo stato
dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli
impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da
realizzare, valutandone il rapporto costi-benefici. Oltre ad abbattere
i costi per la climatizzazione estiva degli ambienti anche fino al
40%, gli interventi sono ancora più convenienti se si usufruisce delle
detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.







