COMUNICATO STAMPA
Cagliari, 10 luglio 2026 – Il Consiglio Direttivo del Centro Studi Agricoli, riunitosi il 1° luglio 2026, ha dedicato una specifica sessione all’analisi del disegno di legge “Coltiva Italia”, attualmente all’esame del Parlamento e destinato a stanziare un miliardo di euro nel triennio 2027-2029 a favore dell’agricoltura e della zootecnia italiana.
Al termine dell’approfondimento, il Direttivo ha espresso forte preoccupazione per il contenuto del provvedimento e ha deliberato una serie di iniziative istituzionali volte a chiedere la modifica del testo prima della sua approvazione definitiva. Tra le azioni approvate figurano l’invio di una lettera a tutti i parlamentari eletti in Sardegna e il coinvolgimento dell’Assessore regionale dell’Agricoltura, Gian Franco Agus, affinché anche la Regione Sardegna sostenga la richiesta di introdurre misure specifiche a favore del comparto ovino e caprino.
Dall’attenta analisi del testo, effettuata dai tecnici del Centro Studi Agricoli e dal Consiglio Direttivo dell’associazione, è emerso un dato che desta forte preoccupazione: il provvedimento prevede risorse per numerosi comparti agricoli e zootecnici – dai bovini da carne e da latte al settore suinicolo, dalle crisi del mercato del grano agli interventi contro la Xylella negli oliveti, fino agli aiuti per i giovani agricoltori, alle misure ISMEA e agli indennizzi per le epizoozie – ma non contempla alcuna misura specifica a favore del comparto ovino e caprino, il settore che più di ogni altro caratterizza la Sardegna.
Riteniamo questa esclusione un errore madornale – dichiara il presidente del Centro Studi Agricoli, Tore Piana – perché significa dimenticare la Sardegna e uno dei suoi principali comparti produttivi. La nostra Isola detiene il primato nazionale per numero di capi ovini e caprini allevati e, insieme alla Sicilia, rappresenta il cuore della pastorizia italiana. Non è accettabile che proprio il comparto simbolo della Sardegna venga completamente escluso da un provvedimento di tale portata.»
Il Centro Studi Agricoli evidenzia inoltre che il settore sta attraversando una fase di particolare difficoltà. Alla prospettiva di una possibile riduzione del prezzo del latte ovino e caprino nella campagna 2027 si sommano gli effetti delle epizoozie, della Blue Tongue, della siccità e dell’aumento dei costi di produzione, in particolare mangimi, energia e carburanti.
«L’allevamento ovino e caprino non rappresenta soltanto un’attività economica – prosegue Tore Piana – ma costituisce il presidio delle aree interne, contrasta lo spopolamento, tutela l’ambiente e conserva una cultura e una tradizione pastorale millenaria che identificano la Sardegna nel mondo. Escludere questo comparto significa penalizzare migliaia di aziende agricole e mettere a rischio il futuro di interi territori.»
Per queste ragioni il Centro Studi Agricoli rivolge un appello a tutti i parlamentari sardi, indipendentemente dall’appartenenza politica, e all’Assessore regionale dell’Agricoltura affinché si attivino con urgenza, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, per sostenere la presentazione e l’approvazione di emendamenti che introducano specifiche misure economiche a favore degli allevatori ovini e caprini prima dell’approvazione definitiva del disegno di legge.
«Su questo tema – conclude il presidente Tore Piana – chiediamo ai rappresentanti istituzionali della Sardegna di fare fronte comune. Quando sono in gioco il futuro della pastorizia, dell’economia rurale e delle zone interne della nostra Isola, non possono esistere divisioni politiche. Il comparto ovino e caprino merita la stessa attenzione riservata agli altri settori produttivi. Confidiamo che Parlamento e Regione Sardegna sappiano correggere questa grave lacuna.» a Cagliari li 11 Luglio 2026
Centro Studi Agricoli Il Presidente Tore Piane










