La voce torna al centro del senso: ad Aritzo nasce “La Terza Navigazione”, il primo Festival
dell’Oralità della Barbagia.
Dal 25 luglio il comune barbaricino ospiterà dibattiti, incontri e performance dedicati al patrimonio immateriale della parola detta: una mostra fotografica internazionale, quattro spettacoli dal vivo, quattro appuntamenti per riscoprire il piacere di conoscere attraverso la condivisione.
Nell’epoca della digitalizzazione pervasiva, degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale generativa che simula il linguaggio umano il Comune di Aritzo sceglie di rimettere al centro l’antropologia profonda dell’uomo: la parola parlata, il corpo che si fa voce, la narrazione comunitaria. Nasce così la prima edizione de “La Terza Navigazione” – Festival dell’Oralità del Comune di Aritzo, un progetto culturale d’avanguardia mirato alla valorizzazione e riscoperta del prezioso patrimonio immateriale della Barbagia e dell’intera Sardegna. Il festival, fortemente voluto e sostenuto dall’amministrazione Comunale di Aritzo, è realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Il concetto: La “Terza Navigazione” Il titolo del festival affonda le radici nella tradizione filosofica. Se Platone nel Fedone parlava di “seconda navigazione” come del momento in cui l’uomo, perso il vento dei sensi, deve affidarsi ai remi del pensiero puro e della scrittura, oggi il festival evoca, sulla scorta delle riflessioni del filosofo Carlo Sini, l’urgenza di una “Terza Navigazione”. Un ritorno consapevole alla radice antropologica del senso: l’oralità primaria, la parola detta che unisce e crea comunità, prima e oltre la fissazione
dei segni grafici.
In Barbagia questa riscoperta si fonde naturalmente con una tradizione millenaria in cui il canto, la poesia estemporanea, il racconto mitico e la trasmissione dei saperi hanno sempre camminato sulle gambe delle persone e sul filo della voce.
Il programma e la visione Il Festival dell’Oralità non sarà un’operazione di nostalgico passatismo ma un laboratorio permanente. Il programma prevede un fitto calendario di incontri dialettici, lezioni, tavole rotonde e performance in cui filosofi, antropologi, artisti e custodi della tradizione locale si confronteranno sul ruolo della voce nella società contemporanea.
La rassegna si apre sabato 25 luglio alle ore 10.00 nella sala consiliare del Comune con l’inaugurazione della mostra fotografica “Wolf Suschitzky & The Sardinian Project. Le fotografie della campagna antimalarica in Sardegna” promossa dall’Isre (Istituto Superiore Regionale Etnografico).
Alle ore 18.00 a Casa Devilla la presentazione del libro Fiabe sarde, di Rossana Copez, alla presenza dell’autrice.
A seguire, ore 19.00, sempre a Casa Devilla, la performance d’inaugurazione intitolata “La storia siamo noi – Voci, suoni e appunti di Sardegna”, che vede protagonisti lo scrittore Flavio Soriga come voce narrante e il violoncellista Gianluca Pischedda: un reading strutturato che rifugge i canoni accademici tradizionali per raccontare una vicenda storica e un clima che anticiperà Sa die de sa Sardigna. Le soluzioni sonore violoncellistiche, sospese tra stilemi jazz e avanguardia contemporanea, intervengono come commento esegetico al testo scritto. Lo spettacolo sarà a cura di InsulaeLab.
“Riattivare l’oralità in questo preciso momento storico – spiega il sindaco di Aritzo Paolo Fontana – significa restituire alla parola la sua forza comunitaria. La Sardegna, e la Barbagia in particolare, custodiscono un giacimento immateriale immenso. Con questo festival vogliamo dimostrare che la voce è la tecnologia più potente che abbiamo per difendere il pensiero critico e la nostra identità”.







