Giovedì 15 Ottobre, aggiornato alle 11:26

Emergenza abitativa e graduatorie ERP, la solidarietà è tutta al femminile: “Coraggio amica mia, non sei sola”

Emergenza abitativa e graduatorie ERP, la solidarietà è tutta al femminile: “Coraggio amica mia, non sei sola”

Leggo con tanta tristezza, la denuncia contenuta in una lettera aperta da una nostra concittadina (LEGGI) – è l’inizio di una nota firmata, da parte di un’altra donna, Caterina, che solidarizza con la giovane salita alla ribalta della cronaca, senza volerlo, per aver sollevato il caso delle graduatorie ERP. Si legge ancora:

“conosco la giovane da quando era più che adolescente, è sempre stata determinata, ha sempre affrontato la vita con coraggio, perché gli inciampi possono capitare a tutti, ma a lei né sono capitati tanti. E’ caduta e si è sempre rialzata, sempre a testa alta con dignitosa prepotenza. Lo scorso anno ha dovuto affrontare un male che l’ha costretta a una lunga convalescenza, ancora oggi  combatte per la sua salute e per i suoi diritti, con a fianco suo figlio di 9 anni che è la sua vita e come ogni mamma lo protegge e tira fuori le unghie per darle un’infanzia e una vita serena.
Oggi con coraggio mette nero su bianco e racconta le sue difficoltà, la sua malattia, il suo disagio. 
Le sue fragilità sono date alla stampa, ai social , vuole urlare il suo dolore, sta’ chiedendo aiuto.
Eppure ieri sera ascoltando gli interventi in consiglio comunale, soltanto due consiglieri hanno parlato della donna, Giovanna Caria e Cristian Mulas. Loro hanno raccontato, hanno messo in evidenza il problema casa, hanno parlato di una ragazza che ha in casa un figlio disabile di 9 anni, una mamma disperata, che chiede aiuto, sostegno, comprensione, ascolto. 
Ma non ho sentito nessuna parola di solidarietà da parte dei signori/e amministratori, tutti destra, sinistra, centro , solidarietà delle donne consigliere  per la nostra concittadina, che  non si può guardare come un drone dall’alto e passare oltre. 
Perché allora mi viene da pensare che le urla di una ragazza sola che chiede aiuto sono soltanto date sul calendario, dove si fanno manifestazioni, flash mob, e mazzetti di mimose, si spendono tante belle parole e si fanno i selfie con le magliette rosa.
Non mi scuso per queste considerazioni, sono di sinistra, lo sono sempre stata, ho fatto 1000 battaglie per la libertà delle donne e degli uomini continuerò a essere di sinistra, ma la vita mi ha insegnato una cosa fondamentale:  ascolto ed empatia. 
Io come la nostra concittadina ci metto la faccia, urlo il mio disappunto, la mia delusione, vorrei vedere veramente un cambiamento.
Quando si fanno affermazioni come : bisogna aspettare dignitosamente la graduatoria, mi chiedo se è una colpa nascere poveri e nullatenenti. 
Dolores sta soltanto chiedendo una casa per lei e per il bimbo che ha bisogno di un luogo sereno,  perché casa è accoglienza, sicurezza, è dormire tranquilli quando fuori c’è il temporale, è calore, la casa è famiglia. 
Quando si diventa amministratori di una città, si è amministratori e rappresentanti di tutti i cittadini, non importa il colore, la bandiera, importa l’empatia, certo, mettersi nei panni degli altri, ascoltare e agire, si è eletti per questo, per fare. 
Sono più che convinta che oggi  la nostra concittadina non ha bisogno solo di una casa, ma di ascolto, di sostegno, di qualcuno che le esprima solidarietà e la accompagni in un percorso di sostegno delle politiche familiari, con un progetto mirato che l’aiuti in questo momento di difficoltà. 
Come lei ci sono una marea di mamme e papà in condizioni di disagio, tutti hanno priorità e diritto di ascolto. 
Nessuno in questa meravigliosa città deve sentirsi invisibile e abbandonato. 
Coraggio amica mia, non sei sola” chiude la nota firmata da Caterina Salerno 💝

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