ALGHERO – Cinque ore di tensione politica che si risolvono in un successo di mediazione per il primo cittadino. Il Consiglio Comunale di Alghero, riunito ieri a Villa Maria Pia, ha superato l’atteso scoglio del “fuoco amico” che nei giorni scorsi aveva visto contrapposti Marco Colledanchise ed Enrico Daga. Il Pd , partito di riferimento dell’Assessore che è anche Segretario politico cittadino, si era raffreddato, salito sull’aventino nella giornata di giovedì disertando la riunione di maggioranza.
Le premesse per una crisi o una spaccatura pericolosa c’erano tutte, ma a uscire decisamente rafforzato dal confronto, ieri è il sindaco Raimondo Cacciotto, capace di indossare i panni del perfetto sarto politico e di ricucire lo strappo.
L’attesa per la seduta era massima. La dialettica in aula è stata accesa, ruvida, a tratti spigolosa, ma non ha mai superato il livello della normale contrapposizione democratica. In questo scenario si è inserito l’affondo dell’opposizione guidata da Marco Tedde, che ha cercato di infilarsi nelle crepe della coalizione con una sollecitazione provocatoria ma diretta: “State qui, non andate a casa, ma governate”.
Dall’altra parte, la maggioranza ha risposto prima con l’intervento meditato e maturo di Gabriella Esposito (capogruppo PD) – che ha richiamato l’aula alla responsabilità ricordando che “la gente ci guarda e ci giudica” – e poi con la difesa a tutto campo di Enrico Daga, che ha risposto ai colpi blindando la propria posizione. Ha affrontato tutti glia argomenti oggetto di critica, senza tirarsi indietro. Modus operandi che ha scatenato la reazione di Marco Tedde, che non ha esitato ad affermare che “ non siamo a Mogadiscio“, scatenando un acceso botta e risposta fra i due.
Il vero punto di svolta, tuttavia, è arrivato in chiusura con l’intervento del Sindaco. Raimondo Cacciotto ha dato una vera e propria lezione di pragmatismo politico: ha evitato accuratamente di personalizzare lo scontro, ignorando le provocazioni personali e non lasciando spazio a rivendicazioni individuali. I duellanti saranno rimasti delusi, ma il Sindaco guarda oltre, tira dritto, con tanti saluti a chi sperava in una rissa verbale in aula.
Il primo cittadino ha spostato l’asse del dibattito sui fatti concreti, evidenziando con forza l’azione amministrativa portata avanti finora. Canile, Igiene pubblica, i LLPP che riprendono nei cantieri fermi, attenzione ai problemi della sanità, problema della casa, delle strutture sportive al centro di contenziosi, sono stati toccati e con un colpo di spugna magistrale, Cacciotto ha derubricato le tensioni delle ore precedenti a semplici “mal di pancia momentanei”, dichiarandoli ufficialmente superati e rimettendo al centro la coesione della sua coalizione.
Laddove l’opposizione sperava di vedere una maggioranza in frantumi, Cacciotto ha dimostrato tenuta interna e leadership. Il sindaco non ha solo spento l’incendio, ma ha trasformato un potenziale punto di debolezza in una prova di maturità della sua squadra, uscendo da Villa Maria Pia politicamente più forte e centrale che mai. Certo che gli elementi destabilizzanti all’interno della sua coalizione ci sono e si vedono ad occhio nudo, ma è l’antidoto usato che dimostra che c’è maturità nel resto del campo largo, attento a non infilarsi nel tunnel della polemica e lasciando “ gli incendiari” con cerino in mano, in una solitudine politica rumorosa al punto tale da essere lasciata al suo destino.
Ma se è solo un armistizio lo dirà il tempo. In maggioranza le scomposizioni di tutti i gruppi politici, ad eccezione del PD, seppur dentro un perimetro politico delimitato, ha in pancia i dolori che si scatenano al minimo turbamento, e spesso nn è l’aula Consiliare ad essere scelta come palcoscenico, ma la mamma di tutte le solitudini poilitiche che si chiama social. Il vero nemico annidato dentro questa maggioranza si chiama Fb, per l’uso che se ne fa spensierato e insidioso. E la sobrietà, da parte di molti, non è solo auspicabile, ma doverosa








