Cagliari, 17 giugno 2026 “Vietato stare male in Gallura, si rischia di morire per mancanze di strutture adeguate ad accogliere residenti e turisti”. La denuncia concreta e tragica arriva dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia Cristina Usai che ha presentato una interrogazione urgente con risposta scritta sulla grave situazione sanitaria della Gallura. Il Consiglio comunale di Arzachena ha più volte denunciato il funzionamento del poliambulatorio e della Casa della Comunità Spoke, ma le parole sono volate via con il vento di maestrale e la regione, ancora una volta, ha fatto orecchie da mercante. “Bisogna procedere a una revisione della classificazione della Casa della Comunità di Arzachena da Spoke a Hub, tenuto conto del numero dei residenti, della posizione strategica del Comune, della distanza dagli altri presidi e dell’elevatissimo afflusso turistico stagionale” dichiara Usai. “I cittadini di Arzachena e dell’area costiera non possono essere costretti a rivolgersi a strutture distanti o alla sanità privata per ottenere prestazioni sanitarie essenziali, bisogna immediatamente riattivare le guardie mediche turistiche di Cannigione e Porto Cervo” continua Usai. Il Comune di Arzachena, ha più volte richiesto un tavolo tecnico interistituzionale che coinvolgesse la Asl Gallura e l’Ares Sardegna per definire un piano straordinario di rafforzamento dei servizi sanitari territoriali e di continuità assistenziale, ma il silenzio della presidente e del suo assessorato fa pensare a vacanze estive già iniziate per loro. “Cardiologia, oculistica, dermatologia, ginecologia e ortopedia sono attualmente mancanti o insufficienti nel presidio sanitario di Arzachena per i soli residenti, non oso immaginare la disperazione degli operatori sanitari con la stagione estiva ormai alle porte” continua Usai. “La presidente Todde non si rende conto, o fa finta di non vedere, il collasso in cui è precipitata la Gallura, occorre un presidio ospedaliero più strutturato e funzionale. Il diritto alla salute deve essere garantito in modo uniforme e non può essere condizionato dalla distanza dai grandi centri ospedalieri o dalla stagionalità dei flussi turistici” conclude Usai.







