Ieri mattina, presso il Rifugio di Mare a Punta Giglio – ex Batteria SR 413 della Marina Militare, importante fortificazione costiera costruita dalla Regia Marina Italiana tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 che si trova all’interno del suggestivo Parco Naturale Regionale di Porto Conte nel territorio di Alghero, immersa nella macchia mediterranea a picco sul mare, si è tenuta una solenne tavola rotonda in memoria dei fatti che stanno intorno all’affondamento della Regia Nave Corazzata Roma, bombardata e quasi subito inabissatasi il 9 settembre 1943 alle ore 16 .00 circa a seguito di bombardamento aereo nemico.
L’evento, promosso dall’Avv. Fabio Bruno Console Onorario di Spagna e ospitato dalla Cooperativa che gestisce l’ex Batteria, ha destato la curiosità di autorità autorità sia civili che militari, rappresentanti di associazioni d’arma e familiari dei caduti in un momento molto profondo di raccoglimento e approfondimento storico.
La commemorazione religiosa dei caduti è stata officiata da Sua Eccellenza il Vescovo di Alghero, Padre Mauro Maria Morfino in un momento di preghiera molto suggestivo. Culminato con la recita a memoria della preghiera del Marinaio eseguita in maniera impeccabile da personale femminile, in divisa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero. Successivamente, dal Generale dell’Aeronautica Militare Bruno Mariani, è stata data lettura della preghiera dell’aviatore in onore dei caduti anch’essi con la Roma, ma appartenenti all’aeronautica militare che a bordo aveva imbarcato un gruppo volo da ricognizione.
L’Associazione Nazionale Marinai d’Italia sezione di Sassari in perfetta tenuta sociale anche completi di ghette bianche, ha dato lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica Segio Mattarella per la giornata della Marina e anche di quello del Ministro della Difesa On Guido Crosetto.
Sono intervenuti: l’Ammiraglio Ispettore c. (C.P.) Vittorio Guillot, che si è soffermato su quei terribili giorni di settembre 1943, esponendo fatti, storia e contraddizioni ancora oggi irrisolte; il Generale A.M. Bruno Mariani, che ha approfondito l’aspetto aeronautico degli aerei imbarcati e loro ruolo tattico operativo; il Cavaliere Nicola Puggioni, carlofortino, in rappresentanza dell’Associazione Superstiti della Roma, ha raccontato dei tantissimi naufraghi che vennero raccolti (oltre seicento) e internati nelle isole baleari in particolare a Mahon in quanto la Spagna in quei giorni era neutrale. Ha voluto porre l’accento su una figura molto importante la signora Fotuna Novella carlofortina che, presente a Mahon, appena saputo dell’arrivo degli internati italiani volle accoglierli e assisterli fino al loro rientro in patria avvenuto molti mesi dopo. Per questa preziosissima attività di assistenza tutti gli italiani marinai le attribuirono l’appellativo di mamma Mahon per le amorevoli cure e assistenza che riuscì a dare loro. Ospite d’eccezione tra gli intervenuti a Punta Giglio, l’ammiraglio di squadra Me Mario Rino già comandante della Vittorio Veneto e altri importantissimi bastimenti da guerra italiani. L’ammiraglio ha disegnato con particolari di tecnica indimenticata, essendo ormai in quiescenza da qualche anno, elementi della Roma sconosciuti ai più ci ha detto soprattutto che si trattava del non plus ultra della marineria italiana dal punto di vista armamenti e velocità di navigazione. Altro dato che emerge e potrebbe sembrare strano ai giorni nostri è che allora un comando/ordine impartito al comandante del convoglio l’ammiraglio Bergamini, impiegava circa 2 ore per arrivare a destinazione, a partire dalla sua stesura da parte di Super marina. Presenti inoltre, fra gli altri, il Comandante del Compartimento Marittimo di Porto Torres il CF Mirco Orrù, della Circoscrizione Marittima di Alghero STV Gianluca De Luca, il Capitano Michele Marruso comandante la Compagnia Carabinieri di Alghero, la Croce Rossa Italiana con Clara Sabino e il Vicecommissario Gianni Pais, per l’associazione Cavalieri della Repubblica Italiana.
Al termine della tavola rotonda è stato scoperto il modello in scala 1:200 della corazzata, costruito dal Generale Antonio Bruno e rifinito dall’amico Pierluigi Sarria.







