Saranno illustrati i risultati dei test condotti con i cacciatori sardi sull’uso delle munizioni senza piombo
I progetti di conservazione, a partire da LIFE Safe for Vultures, saranno protagonisti anche al Sardinia Shooting Show, come è stata ribattezzata la storica Fiera della caccia, pesca e tempo libero in Sardegna, la cui edizione 2026 sarà ospitata nel Complesso fieristico di San Nicola, a Ozieri, dal 12 al 14 giugno.
LIFE Safe for Vultures sarà presente con un proprio stand. Attraverso il materiale divulgativo realizzato nel corso degli anni, il vasto ed eterogeneo pubblico della kermesse avrà l’occasione di conoscere il progetto e le iniziative messe in campo dai partner: Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, Agenzia Forestas, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, E-Distribuzione e Vulture Conservation Foundation.
Ma i rappresentanti del progetto saranno anche tra i relatori di un attualissimo incontro-dibattito su “Progetti di riqualificazione faunistica e criticità ambientali”, organizzato per sabato 13 giugno dalle 16.30 da Forestas, Ispra e Uniss. Ad aprire i lavori sarà Dionigi Secci di Forestas, che illustrerà le attività faunistiche che vedono impegnata l’agenzia. Massimiliano Di Vittorio dell’Ispra racconterà invece l’esperienza del progetto LIFE Abilas. A parlare di LIFE Safe for Vultures sarà Fiammetta Berlinguer dell’Università di Sassari, che è anche responsabile scientifica del progetto. Il coniglio selvatico sarà al centro dell’intervento di Riccardo Chessa di Forestas. A chiudere, l’intervento di Marco Muzzeddu di Forestas dedicato al piombo e al saturnismo.
La partecipazione di LIFE Safe for Vultures al Sardinia Shooting Show arriva al termine di un percorso che ha visto i partner dialogare e collaborare con successo assieme ai cacciatori sardi e alle associazioni venatorie isolane. Nel corso di due stagioni di caccia, grazie al progetto è stato possibile sperimentare in Sardegna l’utilizzo di munizioni senza piombo.
Attualmente, il piombo delle munizioni da caccia e gli effetti per l’ambiente, la fauna selvatica e la salute umana tengono banco in Europa. Nel Vecchio Continente vengono disperse nell’ambiente circa 44mila tonnellate di piombo all’anno. In Italia i cacciatori abilitati sono 760mila, pari all’1.2% della popolazione. In Sardegna la caccia coinvolge circa 46mila persone. Si cacciano la lepre, il coniglio, la selvaggina da penna e il cinghiale, fonte alimentare per i grifoni e possibile fonte di assunzione del piombo. Per contenere i rischi, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa) propone di bandire l’uso del piombo nelle munizioni da caccia e da pesca, come già fatto per altri usi del metallo in prodotti commerciali (dai giocattoli alle vernici, etc..).
È opinione diffusa che il problema sia sottovalutato anche a livello divulgativo. LIFE Safe for Vultures, da questo punto di vista, si pone come esempio virtuoso. Il progetto ha infatti collaborato con i cacciatori e le associazioni venatorie per promuovere l’uso di munizioni senza piombo e testarle in due stagioni di caccia al cinghiale. I test propedeutici all’esperimento avevano evidenziato che il 91.1% dei cacciatori si dedica alla caccia al cinghiale, fonte alimentare per i grifoni. Il 23.2% li eviscera sul posto, e il 64.4% lascia i visceri nell’ambiente. Il 43.4% usa tra 26 e 40 munizioni, il 23.7% oltre 40. L’88.5% sapeva che il piombo è tossico. L’89% si era detto disposto a usare quelle senza piombo, il 92.4% di loro anche in via esclusiva.
Per il test sono state acquistate 3844 munizioni atossiche dei calibri 12, 20, 308 e 30.06; sono state raccolte 121 schede di adesione e 73 lettere di impegno. Dopo le stagioni venatorie 2022/2023 e 2023/2024 sono stati raccolti i feedback sulle prestazioni delle munizioni senza piombo. Il 100% dei cacciatori si è detto soddisfatto della partecipazione al test. Alcuni intervistati hanno rilevato una minore efficacia dell’impatto, inteso come ridotto potere d’arresto. Il 29.6% non ha riscontrato alcuna problematica. Il 94.4% degli intervistati ha dichiarato di voler continuare a usare le munizioni atossiche nella sua pratica consueta, il 48.1% in maniera esclusiva e il 46.3% insieme alle munizioni al piombo.
Il Sardinia Shooting Show sarà dunque l’occasione per divulgare dinanzi a una platea più ampia i risultati raccolti da Forestale e Uniss, ma anche per parlarne con tutti gli attori della filiera venatoria, la cui consapevolezza sulla necessità di un approccio sempre più sostenibile alla pratica della caccia è ormai ampiamente diffusa.










