Italia Nostra Sardegna, in merito al progetto presentato dalla società italo-brasiliana Tavolara Bay
s.r.l. sul litorale di Cala Finanza (Loiri Porto San Paolo), esprime una ferma e totale condanna verso
una manovra urbanistica opaca, tesa a scardinare le norme di tutela delle coste sarde ed a defraudare
la Sardegna delle prerogative costituzionali e statutarie.
La salvaguardia di una delle aree a più alto pregio ambientale della Gallura, situata a ridosso
dell’Area Marina Protetta di Tavolara, non può essere soggetta a cedimenti di amministratori locali,
a stravolgimenti normativi da parte di Strutture di Missione, ad imposizioni governative lesive
dell’autonomia regionale.
L’assalto ai 300 metri: un danno irreversibile
Si evidenzia che il progetto ricade integralmente all’interno della fascia di massima tutela dei 300
metri dalla battigia, un’area ad altissima valenza paesaggistica, tutelata con molteplici vincoli, dove
leggi statali e il Piano Paesaggistico Regionale vietano tassativamente ogni tipo di edificazione.
Il pretesto della valorizzazione turistica non può giustificare la progressiva privatizzazione e
cementificazione della macchia mediterranea di Punta La Greca e dell’insenatura di Cala Sedalis.
L’opacità delle varianti e lo “scudo” della ZES Unica
Denunciamo inoltre con forza il tentativo di sfruttare i canali semplificati da parte della Struttura di
Missione ZES per far passare una variante urbanistica di fatto, fondata sull’assunto surreale che un
ampliamento edilizio, in punto di diritto abusivo, si possa trasformare d’incanto in un intervento di
mistificata promozione economica e sociale.
L’Autorizzazione Unica ZES n. 74 rilasciata a febbraio, ignorando i pareri negativi delle Istituzioni
presenti (Stato, Regione, Provincia e Comune) espressi in ben 4 Conferenze di servizi, viene usata
come grimaldello per aggirare la pianificazione regionale, introducendo un cambio di destinazione
ad uso ricettivo e un ampliamento volumetrico in piena Zona H2 di salvaguardia urbanistica-
ambientale, in aperta e palese violazione dell’art. 9 della costituzione.
Il valore invalicabile del diritto: Costituzione e Autonomia
La battaglia legale ed istituzionale si gioca sul rispetto dei pilastri giuridici della Repubblica,
demoliti dall’incomprensibile via libera del Consiglio dei Ministri, che ha respinto l’opposizione
sarda, ponendo in atto il tentativo di scardinare l’autonomia statutaria della Regione e di sovvertire
l’ordinamento costituzionale. Ricordiamo in proposito che:
– La tutela del paesaggio è un principio supremo sancito dall’Articolo 9 della Costituzione. Il
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio assegna al Ministero della Cultura e alle sue
Soprintendenze un ruolo ispettivo e di vincolo invalicabile, che nessuna deroga ZES ha il potere di
neutralizzare.
– Lo Statuto Speciale attribuisce alla Regione Sardegna non solo la competenza primaria e
l’autonomia legislativa in materia di Urbanistica e Governo del territorio, ma anche competenze in
materia di Tutela del Paesaggio e dell’Ambiente. Difendere Cala Finanza significa difendere il
piano paesaggistico regionale (PPR) da aggressioni e decisioni estranee al benessere delle comunità
locali.
Il ruolo del fronte civico
Italia Nostra intende schierarsi al fianco della Regione Sardegna, anche in un futuro giudizio,
supportando ogni ricorso e azione di resistenza legale, e sarà sempre in prima linea, insieme ai
Comitati e alle Associazioni Ambientaliste (in primis il Gruppo d’Intervento Giuridico).
Non permetteremo che le coste galluresi e isolane vengano sfregiate e sottratte alla fruizione
collettiva in nome di un modello di sviluppo infausto, fallimentare e predatore”, chiude la nota di Italia Nostra










