Venerdì 9 Ottobre, aggiornato alle 18:47

VIDEO – Fauna selvatica , incontro ieri fra management del Parco di Porto Conte e CIA: focus sugli ungulati. ” I cinghiali ci distruggono tutto”

VIDEO – Fauna selvatica , incontro ieri fra management del Parco di Porto Conte e CIA: focus sugli ungulati.  ” I cinghiali ci distruggono tutto”

L’incontro tenutosi ieri a Villa Maria Pia rappresenta un momento di confronto significativo per il territorio di Alghero. Da una parte il management del Parco di Porto Conte — guidato dal Presidente Emiliano Orrù e dal Direttore Giulio Plastina, e dal componente il CdA Luca Pais,  — e dall’altra i rappresentanti della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), con Mario Nonne su tutti,  uniti per affrontare un’emergenza che sta mettendo a dura prova il comparto agricolo locale: i danni causati dalla fauna selvatica, con un focus caldissimo sulla gestione degli ungulati (in particolare cinghiali e daini).

Gli agricoltori della CIA hanno esposto una situazione ormai insostenibile. La proliferazione incontrollata di cinghiali e daini nella fetta di territorio che insiste nel Parco e nelle aree confinanti sta provocando devastazione delle colture.  Vigneti, oliveti e campi coltivati vengono sistematicamente danneggiati, compromettendo il lavoro di un’intera stagione.

C’è la rottura di recinzioni, muretti a secco e sistemi di irrigazione.

Il continuo attraversamento di questi animali di grossa taglia sulle arterie stradali limitrofe rappresenta un pericolo costante per l’incolumità pubblica.

Il Presidente del Parco Regionale di Porto Conte Emiliano Orrù e il Direttore Giulia Plastina hanno confermato la massima attenzione dell’Ente Parco verso le rivendicazioni del mondo agricolo, ribadendo che gli agricoltori non sono “controparte”, ma custodi fondamentali dell’ecosistema di Porto Conte. I vertici hanno fatto il punto sulle strategie e sugli strumenti attualmente a disposizione o in via di potenziamento.

Al primo posto ci sono i piani di contenimento ed eradicazione, con  prosecuzione e ottimizzazione dei piani di prelievo selettivo degli ungulati all’interno dei confini dell’area protetta, muovendosi nel rispetto delle normative regionali e nazionali. Il Parco può contare su finanziamento triennale da destinare proprio a questa attività..

Si è accennato all’incentivazione e supporto per l’installazione di recinzioni elettrificate o di cattura (chiusini), ma i costi per le imprese sono davvero ragguardevoli.

La CIA di Alghero ha accolto positivamente l’apertura al dialogo, ma ha rimarcato la necessità di interventi rapidi, incisivi e strutturali. Tra le proposte e i punti d’accordo per il futuro prossimo: c’è quello mantenere un canale di comunicazione diretto e periodico tra l’Ente Parco e i delegati degli agricoltori per monitorare l’efficacia delle misure adottate.

E soprattutto allargare lo sforzo anche alle aree esterne al Parco, coinvolgendo l’area metropolitana, la rete dei comuni,  e la Regione, poiché la fauna selvatica non conosce confini amministrativi e si sposta continuamente dentro e fuori dall’area protetta.

L’incontro di Villa Maria Pia segna un passo avanti verso la ricerca di un equilibrio non facile, ma necessario, tra la tutela della biodiversità e la salvaguardia dell’economia agricola della Nurra di Alghero. Il Parco di Porto Conte è al fianco degli agricoltori, tutte le attività possibili saranno messe in campo, ma, ed è qui il punto, senza un lavoro sinergico, coordinato e allargato, il Parco da solo non potrà garantire l’efficacia degli interventi programmati, il territorio è vasto e c’è bisogno di un tavolo che preveda, nella sua complessità, la presenza degli organi territoriali, coinvolgendo i comuni limitrofi dell’area metropolitano, perché il problema dei cinghiali non riguarda un solo ambito, è un problema sovra territoriale di confine, che si allarga e interessa tutti, Regione compresa.


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