Mercoledì 12 Agosto, aggiornato alle 18:16

Il Presidente della Fondazione Alghero Porcu raggiante: Alghero al centro del mondo dello sport endurance. Siamo solo a Giugno e la città è viva perchè parlano i numeri

Il Presidente della Fondazione Alghero Porcu raggiante: Alghero al centro del mondo dello sport endurance. Siamo solo a Giugno e la città è viva perchè parlano i numeri
“È il primo anno. E come ogni prima volta, si impara. L’organizzazione ha scelto di mettere in vetrina la parte più bella di Alghero attraverso il lungomare, i bastioni, il mare cristallino e quella scelta ha un senso preciso: se porti il brand Ironman in città, lo porti dove la città vale. Negli anni a venire l’esperienza aiuterà a calibrare meglio la viabilità, i percorsi, i disagi. È normale. È fisiologico.
Ma non si può fuggire dalla realtà. E la realtà si chiama numeri.
Vale la pena ricordarlo: stiamo parlando del primo weekend di giugno. Non di luglio, non di ferragosto. Del primo weekend di giugno che fino a qualche anno fa era considerata bassissima stagione, al pari di maggio, sostanzialmente morta fino alla chiusura delle scuole.
I dati oggi raccontano una storia completamente diversa: giugno è diventato un mese strutturalmente consolidato, con Alghero stabilmente in cima alle destinazioni più richieste del Nord Sardegna. Non è un miracolo, è il risultato di un lavoro certosino che ha portato, già dallo scorso anno, un incremento del 4% sull’anno prima, nonostante nel 2024 ci fosse il Rally e lo scorso anno no. Tutto questo è figlio di una pianificazione costruita esattamente con eventi, sport, cultura e visibilità internazionale. L’Ironman è parte di questo percorso.
3.000 atleti. Da tutto il mondo. Al primo weekend di giugno, ad Alghero. 300.000 euro investiti dalla città e 700.000 euro portati direttamente da Ironman, a cui si aggiunge la spesa diretta di atleti, famiglie e accompagnatori arrivati da tutta Europa, un pubblico alto-spendente, che torna, che consiglia, che prenota. Un brand globale con milioni di follower che per un giorno ha messo Alghero al centro del mondo dello sport endurance. Qualcuno ha perso qualcosa in una domenica di giugno, è vero, è reale, e non va minimizzato. Ma il ritorno in termini di visibilità internazionale non ha paragoni con nessun investimento pubblicitario tradizionale.
E per chi sostiene che si poteva fare diversamente: Sarei davvero curioso di sentire quale sarebbe potuto essere il percorso alternativo. Immagino che la soluzione ideale e per molti sarebbe stato farli nuotare a Bosa, pedalare dentro Villanova Monteleone e correre dentro Ittiri ma tenere il marchio Alghero, così da incassare il ritorno senza sopportare nessun sacrificio. Il beneficio tutto, il fastidio zero.
Purtroppo questa storia l’abbiamo già vissuta, e molti se la ricordano benissimo. Quando Ryanair ha portato i voli low cost a Fertilia, una parte della città ha storto il naso: “Portano gente che spende poco. Abbassano il livello.” Peccato che quei voli ci aiutavano a sopravvivere d’inverno in termini di occupazione alberghiera ed extralberghiera e pasti consumati a volte in ristoranti, altre acquistando direttamente nei supermercati che però potevano garantire un addetto alle vendite in più (..e magari quell’addetto era proprio quel nostro familiare che oggi è dovuto emigrare) portando persone da tutta Europa che altrimenti Alghero non l’avrebbero mai raggiunta.
Poi Ryanair se n’è andata, per la grande felicità di tutti quelli che poi si sono accorti che si era solo spostata ad un’ora e mezza di macchina (Olbia) scoprendo finalmente cosa significava concretamente: Nessun volo, coincidenze impossibili, turisti che scelgono destinazioni più facili da raggiungere. Oggi quegli stessi che storcevano il naso non sono disposti a rinunciare a una giornata di incassi ma sono pronti a una sommossa pur di far eliminare l’addizionale comunale sui diritti di imbarco perchè alla fine sono solo “soldi pubblici” pur di riavere quelle rotte. Ma con la pretesa di poter scegliere i turisti uno ad uno, magari pesandoli prima della partenza per capire, realmente, non il peso corporeo, ma quello dovuto alla quantità di soldi presenti nelle loro tasche.
Con l’Ironman sta accadendo la stessa identica cosa.
Una destinazione che vuole crescere deve saper accettare che crescere, a volte, fa un po’ male. Per un giorno. Per una domenica di giugno. Per qualche ora di traffico in più e qualche ombrellone in meno, perché “oggi il mondo guardava Alghero”.
Anche la Gazzetta dello Sport , il quotidiano sportivo con la più ampia tiratura a livello nazionale, se ne è accorta ed oggi scriveva di Alghero e sottolineava che il tracciato era stato pensato per valorizzare il territorio: Il nuoto nelle acque del Lido di San Giovanni con le torri aragonesi sullo sfondo, i 90 km di ciclismo attraverso il Parco Naturale Regionale di Porto Conte e il litorale nord-occidentale della Sardegna, la mezza maratona nel cuore della città. La Gazzetta dello Sport l’ha capito. Migliaia di atleti da tutto il mondo l’hanno capito. L’hanno capito anche a Milano, a Londra, a Berlino…

…“chè oggi il mondo guardava Alghero, e Alghero era bellissima.”

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