Martedì 13 Ottobre, aggiornato alle 11:51

Il coordinatore regionale M5S Solinas: «Pittalis ha toccato uno dei punti più bassi della sua carriera politica». Accusa la presidente della Regione di una fantomatica “caccia all’ebreo”

Il coordinatore regionale M5S Solinas:  «Pittalis ha toccato uno dei punti più bassi della sua carriera politica».  Accusa la presidente della Regione di una fantomatica “caccia all’ebreo”

«Pietro Pittalis ha toccato uno dei punti più bassi della sua carriera politica. Accusare la presidente della Regione di una fantomatica “caccia all’ebreo” per una richiesta di chiarimenti istituzionali è un atto grave e indegno». Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna, Alessandro Solinas, in seguito alle dichiarazioni del deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Pietro Pittalis.

Pittalis ha accusato la presidente della Regione Alessandra Todde di alimentare una presunta ostilità nei confronti di cittadini israeliani. La polemica nasce dalla richiesta avanzata da Todde al Governo di chiarire modalità, interlocuzioni istituzionali e misure di sicurezza legate all’arrivo in Sardegna di riservisti dell’esercito israeliano in vacanza nell’isola: una vicenda sulla quale la presidente ha lamentato la totale assenza di comunicazioni preventive nei confronti della Regione.

«Todde non ha attaccato cittadini israeliani né tantomeno il popolo ebraico. Ha chiesto al Governo informazioni e trasparenza su una vicenda che coinvolge il territorio sardo. Pittalis ha scelto invece di evocare antisemitismo e discriminazioni che non esistono, utilizzando argomenti gravissimi per alimentare una polemica artificiale».

Per Solinas «si tratta dell’ennesimo tentativo di ottenere visibilità attraverso la provocazione. Dopo una lunga serie di sconfitte politiche ed elettorali, dalle Regionali alle ultime amministrative a Nuoro, Pittalis continua a cercare spazio con dichiarazioni sopra le righe invece che con proposte per la Sardegna».

«Chi usa accuse così pesanti per qualche titolo o qualche minuto di attenzione mediatica impoverisce il confronto pubblico e scredita le istituzioni. I sardi meritano molto di più».


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