La società, che gestisce il noto stabilimento e locale Bahia Beach Club, ha preso una posizione ufficiale inviando una lettera formale alle istituzioni cittadine, al Sindaco e agli Assessori del Comune di Alghero, e all’associazione di categoria Confcommercio.
Il fulcro della protesta della società riguarda la frequenza e la natura dei controlli ispettivi subiti dal locale. Due, già avvenuti e sanzionati, il terzo, se arriverà e rileverà anomalie, farà scattare la chiusura del locale. Cosa che non si vuol neanche pensare a questo punto della stagione.
La lettera ad Alghero è circolata in maniera abnorme, e quello che doveva essere una “riservata” alla fine ha percorso in lungo e in largo le chat dei consiglieri comunali, che hanno toccato con mano tutto il disagio vissuto, molto di più di una lamentela. Non solo, persino un giornale di Sassari, ha trattato l’argomento, provocando reazioni diverse in città, dividendo . E balza persino evidente che forse dal punto di vista comunicativo, tutto è stato gestito in maniera superficiale. Quello che doveva restare “riservato”, una nota fra attività commerciale e istituzioni, ora è pubblico. Un ragionamento che viaggia portandosi dietro nomi di locali, richiamati per far capire che il mondo delle attività commerciali e di intrattenimento hanno tutte o quasi “falle” sulle quali ci si può infilare in caso di controlli. Come dire che se si applica la legge, pedissequamente, davvero tanti dovrebbero chiudere bottega.
Accetta di parlarne con noi Roberto Sini, socio della Sahmar. Parla pesando le parole, e soprattutto precisa che non è intenzione loro denunciare alcuno. “Non abbiamo alcun interesse o desiderio di puntare il dito contro altre attività commerciali, ma siamo costretti a osservare quanto accade quotidianamente attorno a noi e nel resto della città, poiché è da queste evidenti tolleranze che nasce in noi un profondo senso di disparità. Negli ultimi anni siamo stati destinatari di numerosi controlli da parte delle Autorità competenti; accertamenti che consideriamo non solo legittimi, ma che non abbiamo mai in alcun modo contestato. Tuttavia, è diventato impossibile nascondere la percezione di una palese disparità rispetto ad altre realtà commerciali che, pur operando nelle medesime giornate e con modalità del tutto assimilabili alle nostre, sembrano poter proseguire regolarmente la propria attività senza essere soggette ad analoghe e stringenti verifiche
All’inizio il problema del Bahia, incastonato nel cuore del lido di Alghero, era la musica. Ora sistemato tutto, con il rispetto rigido degli orari, e il controllo delle emissioni, il problema si è spostato sulla pulizia della spiaggia demaniale, anche questo affrontato, destinando quattro persone alla pulizia dell’arenile. Ora però il problema si prospetta davvero di notevole proporzione, perché afferisce al numero degli avventori che il Bahia può ospitare. Novantasei all’interno del locale, poi sul muretto … non si può stare, poiché contiguo al marciapiede. Sovente gli avventori si spostano sull’area demaniale della spiaggia, ma non ci possono stare, e tutto si complica. Ecco che entra in ballo il dialogo auspicato con l’Amministrazione locale comprese le forze di Polizia .
“Il nostro locale – precisa Roberto Sini – non è mai stato teatro di risse o di scene violente. Il nostro locale, sebbene con quattro “buttafuori” non può permettersi di cacciare nessuno. I clienti sono la nostra fonte di lavoro, come facciamo a cacciarli? E sia chiaro le punte di questo fenomeno che ci sta interessando, avviene il Venerdì e il Sabato, con flussi di giovani che scelgono il nostro locale, per trascorre ore in allegria , momenti di svago, magari attesi tutta la settimana. Ma – prosegue Roberto Sini – se ci puntano la lente di ingrandimento dei controlli stringenti, siamo davvero a un passo dal rischiare un danno incredibile .
Ecco perché affermiamo che i controlli vanno bene, ma se non c’è un minimo di tolleranza si finisce sanzionati, e si pensa a un accanimento nei nostri confronti, perché anche altri, e non sono pochi, non riescono a stare dentro regole che sono davvero stringenti.
L’estate ad Alghero si vive in maniera nota a tutti, è cambiata e si evolve.
Nel corso degli anni – afferma Roberto Sini – il Bahia è cresciuto di pari passo con l’evoluzione delle richieste di residenti, clienti e turisti, i quali oggi vivono il lungomare e la città in maniera profondamente diversa rispetto al passato. La nostra realtà non si configura come una discoteca e nemmeno come un semplice bar, siamo un beach bar aperto tutto l’anno, nato con il chiaro obiettivo di creare aggregazione, attrattività e, soprattutto, lavoro”.
È una realtà imprenditoriale che ad Alghero si è ampliata nel tempo: oltre al Bahia Beach Club, sono nate altre attività correlate che hanno trasformato la società in un vero e proprio gruppo che oggi rappresenta e dà lavoro a oltre 100 dipendenti e un giro d’affari ragguardevole
“Chiaro che la movida va gestita, e lo si deve garantendo ordine e di rimbalzo sicurezza, perché è bene che si ricordi che la presenze di giovani, nei nostri locali sono persino indice di sicurezza, perché ribadiamo non è mai successo niente grazie al nostro servizio d’ordine – conclude Roberto Sini.
Insomma dal Bahia Beach Club, c’è voglia di dialogare, non si vuole lo scontro con le autorità, deputate al controllo e far osservare norme stringenti che confliggono talvolta .
E la chiusura della lettera inviata all’Amministrazione è un concentrato degli intenti veri manifestati per iscritto: “Vi chiediamo ascolto, attenzione e l’apertura di un confronto serio e risolutivo. Crediamo fermamente che sia fondamentale trovare un punto di equilibrio tra le legittime esigenze dei residenti, la necessaria tutela dei posti di lavoro e la volontà di mantenere viva e attrattiva la nostra città, a maggior ragione in un momento storico in cui innumerevoli attività affrontano gravi difficoltà economiche e sociali. Da parte nostra, confermiamo e ribadiamo la più totale disponibilità al dialogo, al confronto costruttivo e alla collaborazione con tutte le Istituzioni coinvolte, nutrendo il forte auspicio di poter continuare a svolgere la nostra attività in un clima sereno, rispettoso e condiviso da tutti.
Basterà a portare il sereno in questo ambito commerciale?
Si spegneranno i tizzoni che ardono sotto la cenere, e soprattutto qual è il modo per trovare una via d’uscita, o siamo all’inizio di una stagione estiva, che è partita in maniera rovente, con l’ auspicio possa essere tenuta dentro l’alveo della governabilità?








